Lui ha tutte le carte in regola per diventare protagonista di una nuova serie di gialli: una buona dose di astuzia, unita a uguali porzioni di curiosità e ironia, baffoni che sembrano avere vita propria, una passione sfrenata per la cucina… il physique du rôle è insomma dei migliori. Pellegrino Artusi, il padre della cucina italiana (un tempo in ogni casa c’era una copia della sua Scienza in cucina e l’arte del mangiar bene) torna ad essere protagonista del nuovo libro di Marco Malvaldi, Il borghese Pellegrino, edito da Sellerio.
Quello di Artusi è un gradito ritorno; già qualche anno fa infatti era stato protagonista di un altro libro di Malvaldi, Odore di chiuso, ed anche in quel caso si era trovato suo malgrado invischiato in una vicenda dai contorni poco chiari, una morte misteriosa degna dei romanzi di Agata Christie. In questo caso il nostro si ritrova ospite nel castello pieno di spifferi di Secondo Gazzolo assieme al fisiologo Paolo Mantegazza, al banchiere Viterbo, al dottor D’Ancona, delegato del Consiglio di Amministrazione del Debito Pubblico della Turchia, a Reza Kemal Aliyan, giovane turco, funzionario dello stesso consiglio; e al ragionier Bonci, con sua figlia Delia. Unite al tutto dei piccioni viaggiatori, una lettera apparentemente scomparsa, mescolate vigorosamente aggiungendo un pizzico di ironia e vi ritroverete tra le mani il libro perfetto per trascorrere qualche ora piacevolissima. Che, di questi tempi, non è poco…

Marco Malvaldi 

Il borghese Pellegrino

Sellerio

pp. 288

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