L’argomento è interessante e riverbera la curiosità che negli ultimi anni è stata rivolta alle vicende dei cosiddetti “Monuments Men”, uomini e donne che all’indomani del secondo conflitto mondiale ebbero un ruolo essenziale nel mettere in salvo opere d’arte e monumenti.
Si intitola proprio Identity Men.Gli uomini e le donne che hanno difeso il patrimonio culturale italiano (1943-1951) il libro curato da Alberto Meomartini e Andrea Villa recentemente uscito per Skira; tra le sue pagine riscopriamo le vicende dei membri britannici e americani della sottocommissione “Monuments, Fine Arts and Archives” operante nella nostra Penisola.
Fu infatti nel 1943 alla vigilia dello sbarco a Salerno che le preoccupazioni di docenti, giuristi e curatori museali giunsero sino alla Casa Bianca, tanto da convincere il presidente Roosevelt a creare un ente per studiare metodi efficaci per salvaguardare i più celebri monumenti europei, la “American Commission for the Protection and Salvage of Artistic and Historic Monuments in War Areas”.
A tutela del nostro Patrimonio si dedicarono personalità che, in quegli anni, ricoprivano ruoli e responsabilità eterogenee: dai funzionari dello stato fascista che temevano le conseguenze della risalita in Italia degli Alleati a coloro che cercavano di ostacolare le razzie, dagli studiosi anglosassoni spinti dall’amore per la storia dell’arte del nostro Paese ai prelati della Santa Sede, contando ovviamente anche diverse donne tra le quali ausiliarie delle forze armate angloamericane e funzionarie delle sovrintendenze italiane. Una cosa certa fu l’importante parte svolta in questo processo proprio dalla categoria dei funzionari pubblici (come dimenticare Fernanda Wittgens per citare un esempio tra i più appassionanti) che, andando ben oltre le loro mansioni, svolsero un servizio eccezionale in quanto avevano interiorizzato il valore dell’Arte e a questo corrisposero le loro azioni.
Gli estremi cronologici tra cui spazia il libro vanno dalla Campagna d’Italia portata avanti dagli Alleati tra l’estate del 1943 e il maggio del 1945, sino ai primi anni del dopoguerra caratterizzati dalla necessità di ricostruire un Paese gravemente danneggiato dai bombardamenti.

Le storie raccontate in queste pagine sono davvero molte e affascinanti, dal recupero di opere pregiate in giro per l’Europa ai terribili bombardamenti di Milano che, tra le altre cose, distrussero il refettorio di Santa Maria alle Grazie lasciando in piedi quasi solo la sola parete con il Cenacolo di Leonardo che era stata prontamente messa in sicurezza con sacchi di sabbia posti dai funzionari dell’epoca. Molto interessante è poi la vicenda intercontinentale che vede come protagonista Helen Frick, membro della celebre casata newyorkese che trasformò la villa di famiglia nell’omonimo museo che ancora oggi raccoglie una delle collezioni d’arte più fini dell’Occidente. Fu proprio qui del resto che durante la guerra si raccolse, su iniziativa ed invito di Helen, un folto gruppo di studiosi e volontari che studiarono l’archivio fotografico dei monumenti italiani raccolto dalla famiglia in occasione dei loro innumerevoli viaggi. In seguito, sulle mappe militari messe a disposizione dell’Army Map Service, venivano poi annotate le ubicazioni dei principali monumenti e località sensibili che i soldati alleati avrebbero potuto incontrare sul loro cammino italiano. Ricordiamo del resto come tra questi volontari vi fosse anche il celebre Lionello Venturi, distintosi per essere stato uno dei professori universitari che non volle prestare giuramento al Fascismo e giunto per questo in America.

“Questo libro è stato dunque ispirato da un dovere di conoscenza e di riconoscenza” concludono gli autori nella loro introduzione al volume, corredato inoltre da un’interessante selezione di immagini dell’epoca.



Dettagli

Didascalie immagini

  1. Copertina del volume
  2. Soldati tedeschi scaricano i dipinti fiorentini trasportati nell’Alto Adige, 1944, come il Croficisso con la Maddalena di Luca Signorelli
  3. Soldati afroamericani addetti alle comunicazioni tra le colonne del tempio di Nettuno a Paestum, 1943

IN COPERTINA
Il recupero della Dama con l’ermellino di Leonardo da Vinci
[particolare di copertina]

 

Alberto Meomartini e Andrea Villa
Identity men. Gli uomini e le donne che hanno difeso il patrimonio culturale italiano (1943-1951)
Skira
288 pagine