Per dirne una, un mio collega ascolta – nei tempi morti del lavoro, beninteso – l’audiolibro de L’Idiota. I russi sono vivi e lottano assieme a noi, ma… ma come orientarsi nel mare magnum della letteratura prodotta tra XIX e XX secolo tra Mosca e la Siberia?
Come ricordare tutti i personaggi di Anna Karenina, seguire la trama di Delitto e castigo, evitare di confondere Gogol e Puskin, dipanare la ragnatela delle parentele di un romanzo di Dostoevskij? (lo scrittore svizzero Peter Bichsel diceva, ponendo un problema e dando la sua soluzione: “Tutti noi abbiamo vissuto momenti di disperazione di fronte alle prime pagine dei grandi romanzi russi, quando non capivamo chi fosse lo zio e chi il fratello e se la zia fosse la moglie dello zio e se fosse il fratello o l’amico a essere innamorato della figlia e di chi fosse figlia la figlia. Siamo allenati e sappiamo come si affronta il problema: si continua a leggere, prima o poi si capirà”). Serve una guida, uno che possa vantare una lunga frequentazione con la letteratura russa, che sia entrato nei classici e nella loro lingua, tanto da tradurla in italiano. Serve, insomma, Paolo Nori con il suo ultimo libro, I russi sono matti. Corso sintetico di letteratura russa 1820-1991 (Utet Libri).
Il libro in realtà non ha nulla del corso accademico, ma è una sorta di chiacchierata con qualcuno che ne sa sicuramente più di noi, e ci racconta quello che ha capito in quarant’anni di frequentazione con Puskin e compagnia: un viaggio a volte difficile, esilarante o pieno di aneddoti sghimbesci, ma divertentissimo e che soprattutto si rivela una vera miniera di informazioni, tante quanto basta per riprendere quel classico lasciato tempo fa sul comodino.
Questo libro è insomma la soluzione per entrare in un mondo che a guardarlo da fuori sembra intricatissimo. Oppure si fa come Woody Allen. Ricordate? “Ho fatto un corso di lettura veloce. Ho letto Guerra e Pace. Parlava della Russia”.

Paolo Nori
I russi sono matti. Corso sintetico di letteratura russa 1820-1991
Utet Libri
pp. 224

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