“In realtà voleva diventare un pittore o uno scrittore […], ma non è riuscito a decidersi. Facendo il regista è diventato tutte e due le cose. La scrittura è rimasta una parte importante della sua produzione”.

Wim wenders i pixel di cezanne

Definire in effetti con una sola parola Wim Wenders risulta difficile, e non cerca di farlo certo Annette Reschke, la curatrice del volume che raccoglie alcuni suoi scritti. Chiamarlo solo regista è certo giusto, ma forse un poco riduttivo, come appare sempre più chiaro sfogliando le pagine del libro di cui vi parlo questa volta, I pixel di Cézanne, edito da Contrasto, che raccoglie tutti quei testi, molti dei quali ancora inediti, scritti da Wim Wenders per le occasioni più disparate negli ultimi 25 anni (ci sono prefazioni, articoli, tracce di discorsi o testi di un catalogo) e dedicati ad alcuni personaggi che sono stati, per un motivo o per l’altro, importanti per il regista/scrittore/fotografo/artista tedesco: si va da Edward Hopper a Ingmar Bergman, da Michelangelo Antonioni a Peter Lindberg, da Yohij Yamamoto a, ovviamente, Paul Cézanne che si è meritato l’onore del titolo (sulle sue celebri montagne Wenders scrive: “La cosa inconcepibile nella piccola Montagne Sainte-Victoire è forse solo questo: ciò che oggi ognuno può fare con la tecnica digitale allora è stato fatto per la prima volta da uno che aveva a disposizione soltanto una matita e qualche acquerello”). Uno sguardo d’artista che inquadra altri artisti, raccontando episodi privati ed impressioni squisitamente personali, delineandone il processo creativo alla base delle opere di ognuno proprio attraverso la parola scritta, che è per Wenders un modo di vedere ed organizzare il suo pensiero (“quando vedo le parole scritte davanti a me, i pensieri si fanno subito più chiari. Credo dipenda dal fatto che solitamente mi affido alla vista e che in me questo senso è più sviluppato degli altri”). Leggere questo libro è come entrare in un ricchissimo mondo fatto di immagini, ciak ed emozioni.

Dettagli

Wim Wenders
I pixel di Cézanne

A cura di Annette Reschke
traduzione di Daniele Idra

Contrasto


pp. 224

Paul Cézanne, Mont Sainte-Victoire, 1904-06, olio su tela, Princeton University Art Museum, USA (fonte) Wim Wenders, I pixel di Cézanne