“Ricorda quando si parlava, del francescanesimo?
Ebbene, bisogna riprendere quell’esperienza fresca, semplice, costruttiva:
ecco la vita cristiana ridotta nei suoi termini essenziali:
Dio solo amato, ed in Dio tutti gli altri, Dio solo adorato…”.
Le parole sono di Giorgio La Pira (Pozzallo, 9 gennaio 1904 – Firenze, 5 novembre 1977) in una lettera del 12 dicembre 1943 all’amica e fidata collaboratrice Fioretta Mazzei (Firenze, 26 settembre 1923 – Firenze, 11 novembre 1998), una delle prime del ricchissimo scambio epistolare intercorso tra i due.
L’intera corrispondenza, oltre seicento missive scritte tra il 1943 e il 1957, è pubblicata da Polistampa con il titolo “Radicati nella Trinità”. La corrispondenza scelta, relativa al periodo 1943-1948, offre al lettore un ampio sguardo sulle vicende politico-istituzionali del tempo, oltre a essere una fonte preziosa per approfondire le biografie di due importantissime figure delle storia istituzionale e religiosa. Un prezioso lavoro realizzato della Fondazione La Pira e l’Associazione Internazionale Fioretta Mazzei. Il volume è accompagnato da un saggio introduttivo di padre Eugenio Barelli e una postfazione di monsignor Piero Coda, mentre nel disco allegato è riprodotto l’epistolario completo.
Dai primi di settembre al 5 dicembre 1943, Giorgio La Pira (per il suo impegno spirituale è attualmente in corso il processo di beatificazione) era ricercato dalla polizia fascista e riparò a Fonterutoli ospite della famiglia Mazzei. In quei tre mesi lui e Fioretta stabilirono un forte sodalizio amicale e spirituale a cui seguì una corrispondenza iniziata, appunto, nel dicembre 1943 quando La Pira, non più sicuro nel piccolo borgo del Chianti, si spostò a Roma. Nella capitale percepì l’urgenza di aprire il cuore alla sua giovane interlocutrice, proseguendo sulla carta quel serrato dialogo interrotto dalla fuga forzata.
Il carteggio, incentrato sui temi della spiritualità cristiana, con echi della frenetica attività romana di Giorgio La Pira nell’apostolato, nella Costituente, nella ricostruzione dell’associazionismo cattolico e nella politica, si prolungherà fino al 1957. La Pira è un personaggio complesso, significativo e successivamente, come “sindaco santo”, sarà sempre più impegnato sul fronte della pace e della cooperazione internazionale. Fioretta diverrà la sua più stretta collaboratrice, affiancando sempre l’impegno politico-amministrativo per Firenze all’intensa attività di sostegno ai poveri e bisognosi, e diventando ben presto una delle figure di rilievo della storia istituzionale e religiosa.
Il 9 gennaio 2004, il Presidente della Repubblica Carlo Azelio Ciampi conferì alla memoria di Giorgio La Pira la medaglia d’oro al valore civile e il 25 febbraio successivo venne inaugurato un suo busto a Montecitorio. Il mondo della politica, che tante volte gli aveva chiuso le porte, anche se tardivamente lo celebra. Al di là del libro, ci piace serbar memoria anche del 15 marzo del 1994 quando, aprendo la “Grande preghiera per l’Italia”, Giovanni Paolo II celebra la Messa con i Vescovi italiani sulla tomba di San Pietro, ricorda gli italiani che hanno fatto la storia e, a sorpresa, cita anche due politici del Novecento: “Quando, dopo la seconda guerra mondiale, si è delineato il programma della ricostruzione dell’Europa, in esso hanno avuto una parte importante due cristiani quali Alcide De Gasperi e quella figura carismatica che fu il sindaco di Firenze Giorgio La Pira”.
Didascalie immagini
- la cover del volume
in copertina
Giorgio La Pira fra la folla
Giorgio La Pira | Fioretta Mazzei
Radicati nella Trinità
Carteggio (1943-1957)
Polistampa, 2018
Pagine: 424
libro + CD
ISBN: 978-88-596-1949-9