Leggevo giorni fa una bella intervista al maestro Riccardo Muti – non proprio l’ultimo arrivato in fatto di musica – e da allora mi è rimasta in testa una frase, una considerazione che condivido appieno almeno da qualche decennio: “siamo convinti che educare alla musica i nostri ragazzi consista nell’obbligarli a suonare il piffero, traendone orrendi suoni striduli”. Ricordo l’ora di musica a scuola come una autentica tortura, per le mie orecchie, per quelle dei miei compagni e per quelle dell’insegnante che ci guardava con gli occhi ridotti a due fessure, e una fessura pure tra le labbra che non si sapeva se interpretare come sorriso o come ghigno. Nel dubbio, quel si la sol, si la sol, si si la la sol, soooool, ancora mi tormenta.
Ecco perché, appeso il flauto al chiodo (con somma soddisfazione da parte di tutti, soprattutto da parte del vicinato) ho provato a capirne di più della storia della musica, ed ecco perché l’uscita di questo poderoso libro di Michele Girardi è una gran bella notizia. Giacomo Puccini. Tra fin de siècle e modernità (Il Saggiatore) è infatti il risultato di studi decennali che Girardi, musicologo tra i più grandi esperti del compositore, ha dedicato al maestro lucchese. Un libro che si può leggere a più livelli: pensato per seri e preparati specialisti e musicologi, che potranno immergersi nelle lettere, nelle partiture, dei manoscritti di Puccini; potrà essere apprezzato anche da coloro che – animati da un sincero interesse per l’Opera – non hanno però ancora gli strumenti necessari per comprenderla a fondo, ma che vogliono regalarsi, nel tempo sospeso delle vacanze di Natale, la possibilità di capire meglio la genesi di certe opere le cui arie – inconsapevolmente – fischiettiamo di tanto in tanto. E sogno allora che questo librone lo sfoglino senza imbarazzo nelle scuole, immagino che gli studenti delle elementari, invece di alitare tristi dentro un pezzo di plastica bucato, possano ascoltare dagli insegnanti la storia del maestro che diede vita a Tosca e Madama Butterfly, che non smise mai di sperimentare, che fu “intenso, commovente, comunicativo, ma pure colto, curioso, sofisticato e intellettualmente dotatissimo”. Davvero vogliamo continuare a soffiare dentro un flauto, invece di conoscere meglio la storia della nostra musica?

Dettagli

Michele Girardi
Giacomo Puccini. Tra fin de siècle e modernità
Il Saggiatore
pp. 784

Sito web: https://www.ilsaggiatore.com/libro/giacomo-puccini-2

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