Reduci dai ribaltoni politici estivi che hanno coinvolto anche il Ministero preposto alla tutela del nostro Patrimonio, è utile concedersi una lettura che rinvigorisca quel sentimento d’attenzione e cura verso il Patrimonio della collettività che con forza dobbiamo custodire.
Il volume edito da Skira Ettore Modigliani. Memorie. La vita movimentata di un grande soprintendente di Brera, completa la serie di pubblicazioni dedicate agli storici direttori della celebre Pinacoteca meneghina promossa dal loro attuale dirigente, James Bradburne, del quale attendiamo novità circa la sua permanenza alla guida dell’Istituzione.
Dopo gli scritti di Franco Russoli, e l’incredibile biografia di Fernanda Wittgens della quale vi ha parlato Cinzia, si completa il panorama con le Memorie di quello che fu il maestro stesso di Fernanda a Brera, oltre che uno dei soprintendenti più tenaci di tutti i tempi, Ettore Modigliani (1873-1947) appunto.
Ritrovate dagli eredi e sino ad oggi inedite, le Memorie furono scritte da Modigliani nell’immediato dopoguerra sia per fare conoscere cosa si nascondesse dietro una professione da molti ritenuta semplicemente contemplativa, sia soprattutto per non cadere nell’oblio dopo essere stato così “ferocemente imbavagliato” dal regime fascista. Le parole di Modigliani tornano così oggi a parlare a chi si appassiona di cultura e sente la responsabilità, prima civile che istituzionale, di badare al nostro Patrimonio, e ricordano come il passo verso il baratro dell’oblio storico sia sempre molto breve.
Direttore della Pinacoteca di Brera dal 1908 al 1935 e Soprintendente della Lombardia dal 1910 al 1935, Modigliani ripercorre nelle Memorie tutti i passaggi della sua vita professionale. Pur scrivendo a molti anni di distanza, la memoria è ancora lucida e generosa di dettagli che fanno trasparire tutta la passione profusa in quel lavoro che per il protagonista era ben altro che un semplice impiego, ma piuttosto una vocazione.
Il libro è infatti pieno di racconti d’imprese grandiose ed eventi curiosi, del resto fu proprio Modigliani ad organizzare una delle più importanti mostre sull’arte antica italiana tenutasi a Londra nel 1930, fu lui a recupera nel 1920 le opere che l’Austria aveva trafugato all’Italia, e fu sempre lui a compiere il riordino della Pinacoteca di Brera negli anni Venti del Novecento.
Modigliani fu anche il protagonista di eventi ai limiti del credibile, infatti è sovente ricordato anche come “l’uomo che dormì con la Gioconda”. Era il 1911 quando venne compiuto il più improbabile furto di un’opera d’arte che tuttora si ricordi: Vincenzo Peruggia ruba la Gioconda dal Louvre con l’intento patriottico di riportarla in Italia. Tre anni dopo, nel tentativo di venderla ad un antiquario fiorentino, Peruggia fu arrestato e la Gioconda, sulla via di ritorno a Parigi, iniziò un piccolo tour per l’Italia dove fu esposta in alcuni importanti musei. Giunse a Milano alle 7:00 del mattino del 29 dicembre 1913 con destinazione Brera, la penna vivace e narrativa di Modigliani ci descrive con fervore l’evento: “Verso le otto, dissipatesi le tenebre, si apre la cassa: ecco Monna Lisa. Tutti si avvicinano, guardano, ammirano, qualche conoscitore sfodera una lente, ma non c’è tempo da perdere” era infatti il momento di esporre l’opera in sala. L’attesa fu tale che in una sola giornata si presentarono a Brera per ammirare la dama leonardesca sessantacinquemila persone, e per permettere l’accesso a tutti il direttore prolungò l’apertura del museo fino alle 4:00 di notte, e fu allora che: “Monna lisa, nella sua maschera impassibile […] era condotta alle quattro antimeridiane nel mio studio, e io, affranto dalla stanchezza e anche un po’ emozionato…passai il resto della notte con lei.”
Assaggiato appena uno tra gli episodi più magici del libro, si ricordi poi che la storia non risparmiò nemmeno un così importante funzionario dello Stato che, da ebreo, subì ben presto cocenti umiliazioni come l’allontanamento forzato da Brera nel 1935, il trasferimento a L’Aquila, l’espulsione dall’amministrazione pubblica in seguito alle promulgazione delle leggi razziali del 1938, fino al 1943 quando fu costretto a nascondersi per sopravvivere tra i monti delle Marche, trovando sempre l’ospitalità di persone dal nobile animo.
Un libro sulle responsabilità, non solo istituzionali ma anche e soprattutto civili.

Ettore Modigliani
Memorie. La vita movimentata di un grande soprintendente di Brera
a cura di M. Carminati
pp. 320
Skira