Premessa doverosa per informare come, chi scrive, sia furibonda nei confronti delle attribuzioni “economico politiche”. Infatti, ciclicamente, per mantenere ardente interesse e quotazioni di un pittore, salta fuori l’ennesimo ritrovamento attribuito, dallo storico dell’arte di turno, a un autore bisognoso di ritornare di attualità con annessi i dissensi della critica indispensabili a fare da cassa di risonanza procrastinando a lungo la notizia.
Per Caravaggio si è tentato di inserire nel suo catalogo opere che, se avesse una tomba, lo farebbero girare e rigirare. Non è mai ripetitivo ricordare che di attribuite unanimamente dalla critica erano solo tredici fino al 7 aprile scorso.

Poi, un dipinto raffigurante un Ecce Homo – appartenente alla cerchia di Jusepe de Ribera avrebbe dovuto essere battuto alla casa d’aste Ansorena di Madrid con una base di millecinquecento euro – è stato ritirato dalla vendita perché «dobbiamo verificare e studiare più approfonditamente il pezzo. I proprietari hanno dei dubbi». Il tam tam è stato immediato potendosi trattare di un Caravaggio. Un’apparizione capace di prenderci di contropiede in quanto accompagnata da un coro di consensi senza precedenti per un quadro apparso dal nulla.

Difficile datare da quanto tempo un dipinto mettesse d’accordo gli studiosi imponendosi con una evidenza inequivocabile. Seppur in attesa degli esiti del restauro, sembra proprio sia stato  trovato il quattordicesimo.
Nelle librerie dallo scorso 8 luglio, Vittorio Sgarbi in Ecce Caravaggio. Da Roberto Longhi a oggi (edizioni La Nave Di Teseo), attualizza lo stato degli studi a partire dalla mostra curata da Roberto Longhi a Palazzo Reale di Milano. Inaugurata il 21 aprile 1951, di fatto, è il nuovo atto di nascita di Michelangelo Merisi dopo una damnatio memoriae durata circa tre secoli.

Da quel momento il nome Cravaggio riprende a infiammare accendendo i desideri del mercato e dei critici alla ricerca di individuare sue nuove opere e a disconoscerne altre che potrebbero esserlo.
Con il coordinamento della ricerca di Michele Cuppone, saggi di Giacomo Berra, Michele Cuppone, Francesca Curti, Sara Magister, Barbara Savina e contributi di Antonello Di Pinto, Mina Gregori, Gianni Papi, un libro non solo per appassionati, ma utilissimo agli studenti. Sgarbi documenta con rigore, e con un ricco apparato iconografico, l’ultimo ritrovamento e, come quando dà il meglio di sé, si mette a disposizione del lettore accompagnandolo alla scoperta di labirinti, rivalità, furbizie, esportazioni abusive, aste che, esattamente da settanta anni, stanno nutrendo la riscoperta di un autentico genio.

Dettagli

Vittorio Sgarbi
Ecce Caravaggio. Da Roberto Longhi a oggi
Pagine 264
La nave di Teseo
Collana: I fari
Ean: 9788834608173

 

 

In copertina un particolare di
Ecce Homo
(collezione privata Madrid)
attribuito a Caravaggio