“per il coraggio e l’acutezza clinica con cui svela le radici,
gli estraniamenti e i vincoli collettivi della memoria personale“.

E’ la motivazione con cui è stato assegnato ad Annie Ernaux il Premi Nobel per la Letteratura 2022 dall’Accademia Svedese fondata nel 1786 da re Gustavo III come accademia Reale, nel cuore di Gamla Stan, centro storico e culturale di Stoccolma vicinissimo alla coloratissima piazza di Stortorget.
Un riconoscimento alla grande scrittrice francese, femminista della gauche, nata in una famiglia operaia, che ha vissuto fino all’adolescenza in Normandia, mantenendo in seguito un forte legame con l’ambiente sociale di origine e le tematiche della differenza di classe e che, nel 1994 a Ulderico Munzi del “Corriere della Sera”, parlando dei suoi best seller erotici, premetteva espressamente “Non farei mai l’amore con un fascista, ma neanche con uomo di destra moderata”.
Nata a Lillebonne il 1° settembre 1940, alla notizia, ha tenuto a sottolineare “per me è un grande onore e allo stesso tempo una grande responsabilità, una responsabilità che mi è stata data”.
Senza dubbio tra le personalità culturali di Francia quale classico contemporaneo, ha stravolto il concetto autobiografico utilizzando la propria esistenza quale mezzo di indagine esistenziale, sociale e politica.
Per una Donna così è facile immaginare quante siano state le critiche e le accuse, non ultima quella di antisemitismo del quotidiano israeliano “Jerusalem Post” secondo cui sarebbe una sostenitrice di ”Boycott, Divest and Sanction” (Bds), una campagna globale di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele.
Forse vale la pena rileggere alcuni dei suoi libri ricordando il romanzo di esordio Gli armadi vuoti (Les Armoires vides, 1974), nella tradizione del realismo sociale, cui è seguito Il posto (La place, 1984), ricostruzione del proprio ambiente familiare.
Nei successivi ha continuato a indagare, in un linguaggio «vero», che si vuole oggettivo e depurato da evasioni stilistiche o di finzione romanzesca, i luoghi e le sensazioni della propria autobiografia al femminile: Passione semplice (Passion simple, 1991), La vita esteriore (La vie extérieure, 2000, nt), Perdersi (Se perdre, 2001, nt), L’uso della foto (L’usage de la photo, 2005, nt), L’altra figlia (L’autre fille, 2016). 
Gli anni (Les années, 2008), è stato vincitore del Premio Strega Europeo 2016 e finalista del Premio Sinbad 2015 – Narrativa straniera. La casa editrice L’Orma ha pubblicato in italiano, oltre a Gli anni, Memoria di ragazza (2017), La vergogna (2018) e La donna gelata (2021) da cui partiremmo per rileggere Annie Ernaux.

Pubblicato nel 1981, La femme gelée può essere considerato il romanzo femminile per eccellenza per la riflessione ponderata sull’educazione sociale, sentimentale e sessuale di una donna, dalla provincia francese degli anni Quaranta alla temperie di liberazione degli anni Settanta.
Le scoperte e i tabù dell’infanzia, gli ardori e i conformismi dell’adolescenza, gli anni trepidi e indipendenti dell’università, ingolfati di amori e di scelte, finché i mille bivi della giovinezza non convergono in un’unica via dalla forza di attrazione quasi irresistibile: il matrimonio, la fondazione di una famiglia.
Qui lo squilibrio di ruoli e mansioni tra moglie e marito, tra madre e padre condanna l’autrice alla glaciazione dell’interiorità e del desiderio.
In un continuo contrappunto tra le proprie esperienze e i modelli imposti dall’onnipresente universo maschile – nel sussidiario delle elementari come nei riti collettivi della gioventù e nei luoghi comuni sulla «femminilità» -, Annie Ernaux descrive con precisa passione l’apprendistato alla disparità di una donna, consegnandoci con spietata limpidezza un’impareggiabile radiografia della moderna vita di coppia.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Annie Ernaux, Premio Nobel per la Letteratura 2022
    in una foto alla consegna del Premio Strega Europeo 2016, riconoscimento ottenuto per “Gli anni“
  2. copertina del volume
    La donna gelata
    traduzione di Lorenzo Flabbi
    pagine 192
    L’Orma Editore
    Isbn 9788831312295

In copertina
lo sguardo di una giovane Annie Ernaux
(fonte)