Qui, in queste montagne. Queste montagne dipinte,
e poi fotografate infinite volte. Queste montagne,
e i milioni di pagine scritte su queste montagne,
a proposito di queste montagne, grazie a queste montagne.
(Giovanni Cenacchi, Dolomiti cuore d’Europa)
Ciò che è tronfio, fra i monti diventa doppiamente ridicolo.
Perché la montagna umilia tutto quello che le è estraneo […]
mentre nobilita tutto quello che partecipa alla sua vita millenaria:
perfino lo sterco delle vacche al pascolo.
(Giuseppe Mazzotti, La montagna presa in giro)

Edito da Regione del Veneto e Marsilio Arte, da una settimana in libreria, “Dolomiti. Un paesaggio tutelato” di Antonio G. Bortoluzzi e Manuel Cicchetti, per far conoscere quello strano fenomeno della natura, capace di “prenderti” e, una volta “preso” è impossibile sottrarsi a rivivere ancora, ancora e ancora, quella particolarissima simbiosi con un arcipelago di vette complesso e maestoso, tanto imponente quanto fragile.
Un mosaico naturale unico e prezioso che attrae lo sguardo allo stupore, alla meraviglia e all’incanto.
Non solo un paesaggio da ammirare, ma un patrimonio da custodire con cura, rispetto e responsabilità. Il volume racconta il paesaggio dolomitico attraverso il suo connubio con l’uomo, una convivenza delicata, consapevole e possibile.
Le splendide fotografie di Manuel Cicchetti, accompagnate dalle parole di Antonio G. Bortoluzzi, restituiscono questo equilibrio tra maestosità naturale e presenza umana di luoghi vissuti, plasmati e custoditi dall’uomo, dove natura e cultura si fondono in una relazione armoniosa e in continuo divenire.
Manuel Cicchetti, con sguardo, attento e rispettoso, coglie non solo la grandiosità dei panorami, ma anche i segni della presenza umana: un sentiero scavato nella roccia, un’abitazione incastonata nella valle, una strada di alta montagna. Scatti realizzati con cura e sensibilità rivelatori della delicata armonia tra l’opera del tempo e quella dell’uomo, tra persistenza e trasformazione, nel respiro delle stagioni.
Antonio G. Bortoluzzi approfondisce la narrazione visiva, scavando nella memoria e nelle tradizioni delle comunità dolomitiche con testi che danno voce a un sapere antico, fatto di gesti misurati e di relazioni fondate sulla responsabilità. Storie di vita quotidiana, di lavoro nei campi e lungo i pendii, di cura silenziosa. Con stile sobrio, ma profondo, invita a osservare con occhi nuovi, riconoscendo nell’equilibrio tra scoperta e protezione la chiave per immaginare un futuro sostenibile.
«La meraviglia delle Dolomiti s’incarna ancora oggi negli esseri umani, là dove sono cullati dal paesaggio. E quando siamo fuori dalla metropoli caotica, organizzata e prevedibile, capita che ci affacciamo oltre un dirupo come si faceva al principio di tutto, su un paesaggio che possiamo abbracciare con lo sguardo, nello stesso modo in cui ci stringiamo a qualcuno che abbiamo amato e che non vedevamo da un’infinità di tempo».
(Antonio G. Bortoluzzi)
Il libro è accompagnato da una mostra diffusa che raccoglie gli scatti di Manuel Cicchetti e i testi di Antonio G. Bortoluzzi, esposizione itinerante che partirà da Cortina d’Ampezzo, poi il percorso vedrà successivamente coinvolti i territori “ritratti”.