Officina Libraria ha recentemente pubblicato un prezioso volume, riccamente illustrato, scritto da Chiara Gauna, professoressa associata di Storia dell’arte moderna all’Università di Torino, che dettaglia la funzione di particolari tipologie di disegni, commissionati ed eseguiti per la traduzione in incisione, e la messa in scena teatrale, nell’arco cronologico compreso tra il 1740 e il 1770.
Intorno alla metà del Diciottesimo secolo, vennero individuati nel libro d’arte, nella passione per l’antico, nella letteratura, nel teatro, nel disegno e nelle stampe, ambiti privilegiati di espressione artistica e di fruizione per un selezionatissimo pubblico che si andava allargando con lettori, collezionisti e spettatori. 
I libri d’arte, basandosi conteporaneamente su parole e immagini, divennero qualificanti per nuove sensibilità culturali e visive, in grado di determinare investimenti creativi, ma anche economici, di assoluto rilievo. Come spiega l’autrice «un aspetto significativo della cultura di metà Settecento è certamente individuabile nel primato del disegno, non solo in ambito collezionistico, come dimostrato dalle splendide raccolte grafiche del tempo, ma anche in relazione alle imprese illustrate e alle messe in scena teatrali. Se il contesto largo di questa ricerca è circoscrivibile al rapporto tra le multiformi funzioni del disegno e la cultura visiva di metà Settecento, è stata necessaria una esplorazione in profondità di temi e materiali attraverso carotaggi mirati che evitassero il rischio di approssimazioni elusive. Si è tentata dunque una selezione di casi di studio interrelati, imperniata su diversi criteri combinati: la pertinenza a un ambito cronologico ristretto al trentennio centrale del Settecento, la qualità e la quantità dei disegni, la conservazione in album allestiti a ridosso della loro esecuzione e la loro storia collezionistica, infine la circolazione europea delle opere per le quali quelle invenzioni furono ideate».
Il libro si divide in tre parti: «Documentare», «Narrare» e «Mettere in scena». La prima, è dedicata ai disegni preparatori di Anton Maria Zanetti per la sua opera sulle antichità pubbliche di Venezia (Delle antiche statue greche e romane che nell’antisala della Libreria di San Marco, e in altri luoghi pubblici di Venezia si trovano, 1741-1743); la seconda, è dedicata ai disegni di Giambattista Piazzetta per la celebre edizione illustrata della Gerusalemme liberata (1745) di Torquato Tasso, vertici assoluti della produzione libraria europea di quegli anni (probabilmente dell’intero Diciottesimo secolo), promossi dall’editore veneziano Giambattista Albrizzi. La terza parte si sviluppa con una serie di disegni di scenografia realizzati da Fabrizio Galliari e di costumi d’invenzione di Leonardo Marini, che permettono di documentare integralmente una serie di opere in musica messe in scena al Teatro Regio di Torino intorno al 1770.
Un ulteriore pregio del volume è il rivelare come, il grande numero di testimonianze grafiche, solo apparentemente “di servizio”, lasci emergere un aspetto significativo della cultura artistica di metà Settecento: la convinzione dell’assoluta preminenza conoscitiva, inventiva e interpretativa del disegno, segnato sempre di più da un’alta consapevolezza e competenza tecnica, oltre che inventiva.

Dettagli

Chiara Gauma
Disegno e cultura visiva a metà Settecento
Documentare, narrare, mettere in scena
pagine 144 con 213 illustrazioni. a colori e in b/n
Officina Libraria
Isbn 9788833673387