Edito da Laterza l’ultimo libro dello storico Alessandro Barbero ci racconta un dimenticato Dante uomo, ma soprattutto Dante uomo del medioevo. Senza nessuna stancante elegia, ma con estrema eleganza e passione, Barbero fa emergere tutto lo sfondo storico dantesco. In altre parole, l’autore storicizza la vita del poeta spiegando il significato delle sue azioni, valori, e sentimenti in rapporto al mondo concreto in cui Dante ha vissuto. In tal modo scopriamo lo spessore umano di un personaggio della Storia italiana che è divenuto ormai unidimensionale sotto l’ombra della sua secolare leggenda. La vera arte narrativa di Barbero consiste di due efficaci meccanismi maturati da una decennale conoscenza storica ed esperienza divulgativa: avvicinare il passato al lettore, spiegandone i dettagli a noi ormai intelligibili; ed avvicinare il lettore al passato, mostrando la continuità storica di alcune emozioni ed azioni. E così è un piacere leggere di un Dante venticinquenne e cavaliere feditore posto in prima fila nella battaglia di Campaldino e pronto allo scontro con i ghibellini di Arezzo. Scopriamo quindi non solo un aspetto poco noto di Dante ma apprendiamo cosa poteva voler dire prendere parte ad una battaglia medievale, come erano composte quelle armate, come un Comune duecentesco si organizzava per la guerra, chi erano gli altri personaggi di quella battaglia, e quanto era importante il dovere e l’onore militare per un giovane fiorentino che come Dante apparteneva alla classe agiata della città.
Barbero amalgama storia sociale e culturale con le vicissitudini della famiglia di Dante, tanto da farci scoprire come essa fosse radicata nella vita e nei valori della Firenze del tempo. Uno tra gli episodi emblematici e meglio raccontati riguarda il cugino di Dante, Geri del Bello ammazzato e non vendicato dagli Alighieri. Tramite le fonti giudiziarie e letterarie (Inf. XXIX), Barbero spiega come la violenza fosse vissuta, concepita ed esperita in modo molto diverso rispetto alla nostra contemporaneità. Era infatti ritenuto normale e doveroso un regolamento di conti tra gli Alighieri ed i Sacchetti (la famiglia implicata nell’omicidio di Geri) e Dante sposava in pieno questo sistema di valori. Barbero tiene a ribadire questo concetto perché numerose sono le interpretazioni errate di alcuni aspetti della vita di Dante scritte da diversi dantisti che dimenticano spesso il contesto storico del poeta e si concentrano prevalentemente sugli aspetti puramente letterari. L’avvicinamento al passato tramite la continuità dei sentimenti nel tempo è l’altro grande cardine attorno al quale questa biografia di Dante si evolve. Tale aspetto emerge con forza nella trattazione del sentimento amoroso. E’ il caso del rapporto tra Dante e Beatrice che viene dapprima contestualizzato nell’ambiente e nelle pratiche sociali del tempo, e rapportato al sentire umano in un secondo momento. Un esempio lampante e’ la trattazione dell incontro fortuito tra Dante e Beatrice. Barbero riesce a dar nuova luce a questo famoso episodio evidenziando i sentimenti che il diciottenne poeta ha provato alla vista della donna amata ed il modo in cui Dante stesso parla del proprio desiderio amoroso e sessuale.

Un ultimo aspetto peculiare è il modo in cui l’autore parla delle fonti storiche: mai in maniera pedante e didascalica, bensì esse sono integrate senza soluzione di continuità nel ritmo della narrazione. Tale meccanismo integra perfettamente il mestiere dello storico con quello del divulgatore: i metodi di ricerca, le domande stesse che la storiografia si pone, ed i dubbi dello storico, diventano elemento costituente di intrattenimento e di apprendimento. L’apice di questa tecnica poi coincide nella contestualizzazione delle fonti stesse, che sembrano dialogare e parlare tra loro (come quando Barbero mostra l’insofferenza di Leonardo Bruni per l’incompletezza della biografia di Dante scritta dal Boccaccio). Ma questi sono solo piccoli assaggi di un libro tutto da scoprire non solo per capire la vita di Dante ma per scoprirne l’umanità in un medioevo tanto lontano quanto vicino a noi. Anche in quest’opera Barbero conferma la sua abilità nel mostrare tutta la magia della Storia e l’importanza di vedere gli avvenimenti e le persone del passato con la giusta prospettiva.

Didascalie immagini

  1. Copertina del volume
  2. Dante Gabriel Rossetti, Saluto di Beatrice, 1859-1863
    (fonte)

IN COPERTINA
Sandro Botticelli, Dante Alighieri, tempera su tela, 1495, Ginevra, collezione privata
[particolare]
(fonte)