Claudia Masia, autrice di testi didattici per corsi di lingue on line e insegnante di scrittura creativa e autobiografica per ragazzi e adulti, ha recentemente pubblicato con Dino Audino editore “Conoscere la linguistica. Elementi di sociologia della lingua nell’Italia contemporanea“.
Le parole sono collegate al pensiero, a sua volta collegato a una mentalità, che poi si collega inevitabilmente alle azioni. Nel 1965, in una lettera al Giornale del mattino, Don Lorenzo Milani – attivo nella scuola popolare che aveva allestito a Barbiana, borgo sperduto vicino a Firenze – scriveva: «chiamo uomo chi è padrone della sua lingua, che significa essere padroni del proprio pensiero e capaci di rapportarsi a quello degli altri». E aggiungeva: «L’operaio conosce cento parole, il padrone mille. Per questo è lui il padrone».
Sottovalutare la forza delle parole, usarle in modo inappropriato, in modo sciatto e approssimativo, impoverisce il linguaggio e la comunicazione, e determina anche un immiserimento del pensiero stesso. Italo Calvino era molto infastidito dalla trascuratezza linguistica. In Lezioni americane scriveva: «Mi sembra che il linguaggio venga sempre usato in modo approssimativo, casuale, sbadato, e ne provo un fastidio intollerabile. […] Il fastidio peggiore lo provo sentendo parlare me stesso». La sciatteria linguistica per Calvino era una pestilenza. «Una peste del linguaggio che si manifesta come perdita di forza conoscitiva e di immediatezza, come automatismo che tende a livellare l’espressione sulle formule più generiche, anonime, astratte, a diluire i significati, a smussare le punte espressive, a spegnere ogni scintilla che sprizzi dallo scontro delle parole con nuove circostanze».
Più volte, sulle nostre pagine, è stato segnalato come i social media sembrano esprimere il massimo punto di arrivo di questa sciatteria e approssimazione, cui molto spesso si cerca di rimediare dicendo «ma no dicevo così per dire, non volevo dire questo» e il manuale di Claudia Masia rende giustizia al convincimento che le parole sono forti e sanno esserlo sia in senso positivo, come strumento di pace e per costruire legami veri col mondo, sia in senso negativo, per alimentare odio, adulare, inquinare relazioni con false verità.

Ripercorrendone la storia a partire dai primi documenti in volgare fino ad arrivare al linguaggio della televisione, dei social network e delle canzoni, il testo descrive una lingua plurale e in continuo mutamento. L’italiano infatti si è formato attraverso una modificazione del latino, accogliendo vocaboli dal greco, dall’arabo, dalle lingue germaniche, dal francese, dallo spagnolo e dall’inglese, senza dimenticare l’apporto fondamentale dei dialetti. Adottando un approccio sociolinguistico.
Conoscere la linguistica analizza i cambiamenti dell’italiano in base al luogo geografico, alle caratteristiche sociali dell’utente, al contesto comunicativo, al mezzo usato per comunicare. Fornisce inoltre gli strumenti per capire la fonetica ed esercitarsi con le trascrizioni.
Il libro fotografa lo stato della lingua con un’attenzione particolare alle differenze tra codice scritto, parlato e trasmesso. Obiettivo del volume è rimarcare ancora una volta l’importanza della parola perché è forte il suo legame con la conoscenza, la politica, la cultura.
Con una vasta selezione di esercizi originali che coinvolgono linguistica, lessico, grammatica e scrittura oltre a un’appendice in cui si riportano l’alfabeto greco e la sua traslitterazione, la classificazione fonetica delle consonanti e delle vocali dell’alfabeto italiano, un glossario essenziale dei termini tecnici di cui si serve la sociolinguistica e un test a domande aperte che ripercorre i contenuti del manuale, il volume è rivolto agli studenti, ai futuri interpreti e traduttori, linguisti, umanisti, ma si rivela altresì uno strumento prezioso per coloro che desiderano scrivere e parlare al meglio il nostra straordinario idioma.

Didascalie immagini

  1. La copertina del volume
  2. Don Lorenzo Milani e i suoi alunni di Barbiana (fonte)

IN COPERTINA
Giorgio Vasari, Cinque poeti toscani, 1544, olio su tavola, Minneapolis Institute of Art, USA (fonte)
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Claudia Masia
Conoscere la linguistica
Elementi di sociologia della lingua nell’Italia contemporanea

Dino Audino editore
pagine 144