«Giovanotto,» gli disse con tono deciso «Da lunedì sei assegnato al servizio di comandata. È la tua prima volta, e va bene così. Potrai staccare dai soliti lavori e avere anche un guadagno aggiuntivo». Chiù lo guardò cercando di nascondere la sua perplessità. «E cosa comporta esattamente, caporale?» chiese infine. «“Comandata” significa che andrai a faticare per conto del Governo! Un incarico speciale, specialissimo!» e con una grassa risata si allontanò.

Un romanzo storico per l’esordio letterario di Andrea Meschi, ufficiale dell’Esercito e direttore della Scuola Superiore di Scienze Geografiche dell’Istituto Geografico Militare di Firenze che, attingendo a fonti d’archivio e documenti inediti, ha realizzato “Chiù e i pirati” – edito da Mauro Pagliai – dove ci trasporta indietro nel tempo con la dolcezza delle piccole, grandi scoperte dell’adolescenza.
1553: il piccolo Chiù, un esile trovatello allevato da un ordine monastico, viene assegnato, come tiratore, alla Comandata per l’Offizio sulle Fortificazioni dell’Isola d’Elba (un inciso per storicizzare: dopo essersi fatto assegnare il controllo del maggiore scalo dell’isola d’Elba, l’attuale Portoferraio, il Duca Cosimo I de’ Medici, decise di far costruire un grande sistema di fortificazioni per difendere il porto. I lavori – iniziati il 3 maggio 1548 con la direzione dell’ingegnere militare Giovanni Battista Belluzzi poi affiancato da Giovanni Camerini – a differenza di oggi, furono velocissimi e già nel 1555, Portoferraio era l’unica città dell’isola in grado di resistere al temibile ammiraglio ottomano Dragut).
Tornando alle avventure di Chiù, la sua storia è un racconto di avventura e di formazione, ma anche di guerra e umanità: una piccola epopea ambientata in uno dei periodi che più affascinano l’immaginario, quello della storia del Mediterraneo ai tempi della Repubbliche marinare.
Tra luoghi carichi di memoria e suggestioni esotiche, tra scorrerie di pirati, assedi e incursioni marittime, il nostro protagonista dovrà vedersela proprio con il pirata Dragut, ma anche affrontare la gioia del primo amore.
Riuscirà, infine, a tornare sano e salvo sulla terraferma, nella Repubblica di Lucca?