Avreste mai pensato di ritrovarvi a parlare della Germania in un discorso su Frida Kahlo? Che non vi sembri strano; la più autenticamente messicana delle artiste contemporanee è legata a Baden-Baden visto che qui nacque Wilhelm Kahlo, il papà di Frida, che cambiò nome in Guillermo a seguito del trasferimento in Messico. Questa, e tante altre curiosità geografico/culturali si trovano in una curiosa guida scritta da Ian Castello – Cortes e pubblicata da Ippocampo Edizioni, Cercasi Frida disperatamente.
L’autore (che ha già curato libri simili su Basquiat e David Bowie) ha scandagliato la biografia dell’artista e i documenti che la riguardano per tracciare una mappa dei luoghi che a lei sono più legati, dalla celeberrima Casa Azul, “una villa dallo stile vagamente coloniale, costruita da Guillermo nel 1904 grazie al suo iniziale successo come fotografo”, dove Frida nacque il 6 luglio del 1907, agli angoli di Città del Messico che l’hanno vista crescere, soffrire (c’è anche l’ospedale dove venne ricoverata dopo l’incidente del 1925) e maturare come artista, dagli Stati Uniti a Parigi, fino al Palacio de Bellas Artes della capitale messicana, dove venne allestita la camera ardente il giorno della sua morte, che conclude la vita terrena di Frida ma dà inizio alla sua leggenda. Ma non bisogna pensare che questo gustoso libriccino sia solo una fredda infilata di luoghi: tra le pagine si riesce a seguire tutta la carriera e la vita di un’artista unica, la sua poetica e l’adesione totale e convinta al comunismo, i suoi amori (sfortunati) e le sue passioni brucianti. Più che una guida, un viaggio assieme a Frida.

Ian Castello – Cortes
Cercasi Frida disperatamente
Traduzione dall’inglese di Daniela Magnoni
pp. 136
L’ippocampo

Dove e quando