È stato presentato nelle scorse settimane il primo catalogo digitale ragionato dedicato alla produzione artistica di Giacomo Manzù (Bergamo 1908 – Aprilia 1991), frutto della collaborazione tra la Fondazione Giacomo Manzù – di cui fanno parte i figli Giulia e Mileto Manzoni – e la Fondazione Banca Popolare di Bergamo. Alla realizzazione del progetto, che ha l’obiettivo di promuovere la figura e l’opera dell’artista attraverso percorsi e progetti scientifici e didattici, concorrono l’Università degli Studi di Bergamo e l’Università degli Studi Roma Tre.

La creazione di un catalogo online permetterà di riordinare per la prima volta in un unico luogo virtuale la produzione dello scultore, aprendo la strada a ulteriori ricerche e approfondimenti sulla figura di Manzù e sui rapporti e le influenze reciproche con l’ambiente artistico italiano del Novecento. Grazie alla tecnologia digitale, che consente un aggiornamento continuo, il catalogo si configura come una sorta di cantiere permanente, destinato ad essere progressivamente arricchito dall’inserimento delle nuove opere di cui nel tempo verrà accertata l’autenticità.

Per la prima fase, che comprende l’attività di Manzù dal 1927 al 1947, curatrice del catalogo – con la consulenza scientifica della storica dell’arte Barbara Cinelli – è Caterina Caputo, la storica dell’arte che ha iniziato l’inventariazione delle opere e la digitalizzazione della relativa documentazione fotografica conservata presso la Fondazione Manzù, avvalendosi del supporto di un gruppo di specialisti per la progettazione e produzione della parte informatica.

Il catalogo, che ad oggi comprende oltre trecento opere – ciascuna delle quali corredata da una o più fotografie – sarà a breve consultabile online gratuitamente ed è destinato non solo alla comunità scientifica e ai collezionisti, ma anche al grande pubblico: un software appositamente concepito rende facile e intuitiva la consultazione e la ricerca delle opere ordinate in sequenza cronologica, e offre anche un’ampia possibilità di incrocio e di comparazione dei dati legati a esposizioni, aste e citazioni bibliografiche.

Subito al nascere dei venti / o le onde del mare cominciano a gonfiarsi / e sugli alti monti / s’ode un fragore o da / lontano risonanti le / spiagge si rimescolano / e cresce il mormorio / delle selve“: questi versi – copiati da Il Fiore delle Georgiche, antologia di brani tradotti da Salvatore Quasimodo – Giacomo Manzù li aveva trascritti su una parete del suo studio a Clusone, in Val Seriana. Ce lo mostra una foto databile fra il 1942 e il 1943, tra le prime della serie che Barbara Cinelli ha scelto per condurre il lettore in un viaggio per immagini nel volume Sulle tracce di Manzù. Indizi per una biografia, 1927-1977 (Officina Libraria, 2022).

Pubblicata in concomitanza con la presentazione del catalogo on line, l’opera documenta gli anni dal 1927 al 1977 attraverso una sequenza di fotografie inedite o poco note che provengono dall’Archivio della Fondazione Giacomo Manzù ad Ardea, ad oggi non ancora inventariato sistematicamente. Le immagini costituiscono il filo conduttore per conoscere, da una prospettiva originale, il contributo che Giacomo Manzù ha dato all’arte contemporanea, avviando il percorso per la stesura di una biografia completa dell’artista.

Degli intenti che hanno guidato la realizzazione del volume scrive l’autrice: “È un libro costruito di fotografie, alle quali è stata conferita la stessa dignità che uno storico dell’arte attribuisce a quadri, sculture, codici miniati e quant’altro. Dalle fotografie è partita la stessa indagine faticosa che si riserva a quegli oggetti […] perché le fotografie, se indagate non come sostegno ai testi, più o meno agiografici o scientifici, ma come oggetti che hanno essi stessi una storia, e non sono solo ornamenti di altre storie considerate primarie, allora davvero ampliano e sostanziano di nuovi contributi le nostre ricerche“.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Schermata del Catalogo online delle opere di Giacomo Manzù
  2. Una scheda del Catalogo online delle opere di Giacomo Manzù
  3. Un momento della presentazione del Catalogo online delle opere di Giacomo Manzù nella Sala Funi della Fondazione Banca Popolare di Bergamo.
  4. Giacomo Manzù nello studio di Clusone (BG) (1942 ca). I versi tracciati dallo scultore sulla parete destra sono tratti da Il Fiore delle Georgiche, antologia di brani tradotti da Salvatore Quasimodo
  5. Giacomo Manzù nel suo studio di Ardea (1970). Foto Yousuf Karsh
  6. Copertina del volume di Barbara Cinelli Sulle tracce di Manzù. Indizi per una biografia, 1927-1977 (Officina Libraria, 2022)

In prima pagina

Giacomo Manzù nello studio di Clusone (BG) (1942 ca)
fotografo sconosciuto [particolare]

courtesy Ufficio stampa Elisabetta Olivari