La campagna emiliana è uno stato d’animo. Poco battuta da turisti di passaggio, l’austera campagna emiliana appare a tratti solitaria. Sono pochi i fortunati che godono del suo fascino discreto, per lo più contadini e ciclisti.
Non so se è lo stesso anche per voi, ma a me basta sentir nominare l’Emilia per scaldarmi il cuore. È una reazione forse simile a quella che provavano i cani di Pavlov quando sentivano la campanella: penso alla via Emilia, alla nebbia, alla Ferrari, alla pianura piatta che sembra un mare, al Lambrusco e ai tortellini e – semplicemente – mi sento bene. Sarà per questo che, quando ho sfogliato il libro Slow Food, Fast Cars di Massimo Bottura e Lara Gilmore mi sono sentita come a casa, circondata dal calore di cose buone e belle (L’ippocampo): questo bellissimo libro ci apre infatti le porte di Casa Luigia, la guest house di Bottura e Gilmore, appena fuori Modena.
Un libro fotografico, un libro di ricette che si leggono come un romanzo (si può provare a replicare la cucina nata dalla testa di Massimo Bottura?), ma anche la storia di un sogno che poi è diventato vero: casa Maria Luigia era un vecchio casolare malmesso dai muri color pesca abbandonato (avete presente il colore di quelle pesche che lasciate nel cestino della cucina un po’ più del dovuto? Ecco, casa Maria Luigia era proprio così la prima volta che Bottura e Gilmore l’hanno incontrata) ed è diventata un’oasi dove rilassarsi e mangiare la sbrisolona, le albicocche arrostite e il mascarpone al Marsala, guardare le auto e le moto del Playground – uno spazio che sembra fatto apposta per sognare – o la collezione di opere d’arte contemporanea sparse un po’ ovunque, fare proposte di matrimonio (che pare qui vadano per la maggiore) e… mangiare. Di nuovo.

Dettagli

Slow food, fast cars. Casa Maria Luigia – Storie e ricette
Massimo Bottura, Lara Gilmore
L’ippocampo
pp. 256

Sito web: https://www.ippocampoedizioni.it/libro/9788867228508

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