Oltre agli studi storico-artistici vi è un altro modo, più divulgativo, per leggere la storia dell’arte e del gusto, e la chiave di lettura la offrono i furti che coinvolsero alcuni grandi Capolavori rubati.
Luca Nannipieri, critico d’arte e autore della rubrica “Capolavori rubati” al “Caffè” di Rai Uno, nell’omonimo libro edito da Skira racconta alcuni eclatanti furti d’arte.
Con un tono narrativo adatto anche a chi vuole essere introdotto per la prima volta alla spinosa questione dei furti d’arte, l’autore ripercorre una serie di vicende relative a latrocini celebri, arricchendoli di note storico artistiche che servono ad inquadrare l’opera in oggetto.
Opportuna premessa è che ciò che oggi noi riteniamo nefandezza, il furto appunto, come scrive
l’autore “in fondo, è stato il gesto criminale più saltuario, più occasionale, in una sequenza assai più fitta di indebite appropriazioni, sciacallaggi, spoliazioni pianificate su vasta scala. Gran parte delle collezioni archeologiche hanno, alla loro origine, saccheggi che allora non erano avvertiti come tali”.
Come nella vita, anche nel libro, emerge l’attitudine tutta umana al rammaricarsi e attivarsi solo dopo la perdita di qualcosa che, fino a quel momento, non si era ritenuto di particolare valore. Proprio in questi giorni ricorrono i cinquant’anni di un furto clamoroso dal quale il libro parte e che coinvolse la Natività di Caravaggio dell’Oratorio di San Lorenzo a Palermo, sottratta con grande facilità nel 1969 dalla sede nella quale “risiedeva” da sempre senza alcuna sicurezza. Pur essendo tuttora una delle dieci opere d’arte più ricercate al mondo, della tela parlarono vari pentiti di mafia in un infittirsi di indagini giudiziarie che, scrive l’autore, ne fecero crescere il mito collettivo “dando prova che il furto è servito alla sua gloria molto più della sua indisturbata esistenza per quattro secoli dentro l’oratorio di San Lorenzo”.
Il libro continua trattando ancora il legame tra criminalità organizzata e contrabbando di opere d’arte che determinò, ad esempio, i furti di due tele di Van Gogh sottratte nel 2002 dal museo dedicato all’artista ad Amsterdam.
Scorrendo poi l’elenco dei grandi nomi, un altro artista che spesso ha solleticato le brame di collezionisti senza scrupoli è Munch, autore di una delle icone più calzanti del mondo contemporaneo, l’Urlo, opera della quale egli lasciò più versioni entrate ripetutamente nell’occhio del mirino di ladri specializzati. È del 1994 il primo clamoroso furto dell’opera di Oslo che scosse l’opinione pubblica, commentato così in modo emblematico da Achille Bonito Oliva: “Un quadro non si ruba, si rapisce”.
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E avanti così, la lettura scorre veloce tra i racconti di furti storici e di altri più recenti come quelli del 2015 al Museo di Castelvecchio di Verona, proseguendo con racconti di trafugamenti di opere d’arte antica e chiudendo con l’ormai universalmente noto furto della Gioconda sottratta dal Louvre nel 1911 da un ladro neofita, di professione imbianchino, che pochi anni dopo cercò di rivenderla, del tutto ingenuamente, ad un antiquario fiorentino.
A parte quest’ultima singolare eccezione, i furti descritti nel libro sono il frutto delle trame di veri e propri professionisti del crimine, nella maggior parte dei casi per soddisfare i desideri di alcuni collezionisti sfrenati. “Perché un collezionista dovrebbe commissionare un furto così rischioso per un’opera che, raramente, potrà far vedere anche ai suoi amici, essendo così conosciuta? Qui si entra nel mistero oscuro e nella seduzione del collezionismo.” un mondo del quale il libro di Nannipieri ci offre spunti di lettura.
Didascalie immagini
- Copertina del volume
- La Natività di Caravaggio rubata a Palermo nel 1969
IN COPERTINA
Particolare dalla copertina del volume
Luca Nannipieri
Capolavori rubati
Skira 2019
192 pagine
ISBN 978-88-572-4140-1