“Poesia viene dal greco antico poiesis e significa fare, creare. Poeti lirici, innovatori e battaglieri, gli animali agiscono, creano, seducono, cantano ed esplorano, spingendoci a riflettere sulla nostra visione del mondo e sulle creature che lo abitano. Questo libro vuole essere un invito e provare stupore e pura meraviglia”.  E se lo dice Emmanuelle Pouydebat, etologa e direttrice di ricerca presso il Museo Nazionale di Storia Naturale di Parigi, non possiamo che essere d’accordo.
La riprova è nel suo nuovo libro, Atlante di zoologia poetica, appena pubblicato da L’Ippocampo. L’autrice racconta, accanto alle delicate illustrazioni di Julie Terrazzoni, le storie di animali che sembrano esistere solo nel mondo dei sogni, delle leggende e delle poesie, ma che invece sono meravigliosamente reali: incontriamo così lucertole che camminano sulle acque (è il basilisco piumato: già il nome lo fa entrare di diritto tra i protagonisti di un libro di favole), terribili insetti che fanno finta di essere fiori, mamme squalo single o rane congelate che tornano in vita…trentasei storie inverosimili, ma meravigliosamente reali nel mondo animale: c’è pure il pangolino, tenerissimo mammifero (qua è questione di gusti, il giudizio non è insindacabile, ma a me quell’animaletto fa una gran tenerezza) che è il mammifero più braccato al mondo per l’assurda credenza che le squame di cui è coperto abbiano poteri magici. Un libro davvero bello, che tratta di etologia ma che sarà apprezzato anche e soprattutto da chi di etologia non ne capisce un fico (per rimanere nell’ambito della flora e della fauna), e che forse darà a tutti noi, schiavi del cemento e della città, uno strumento in più per capire la bellezza del nostro mondo.

Emmanuelle Pouyebat e Julie Terrazzoni
Atlante di zoologia poetica

Traduzione di Giovanni Zucca

pp. 128

L’Ippocampo

Dove e quando