«Avevo nove anni quando decisi che sarei diventato un astrofisico.
Ricordo ancora quella notte. Il cielo era pieno di stelle. Il Grande e il Piccolo Carro. I pianeti Giove e Saturno. Una meteora apparve all’orizzonte, e scorsi quella che sembrava una grossa nuvola attraverso il cielo. Ma non era affatto una nuvola. Di tutto il cosmo, stavo guardando proprio i dintorni di casa nostra, la Via Lattea, una regione di spazio popolata da cento miliardi di stelle. Rimasi quasi un’ora a osservare meravigliato quel che succedeva lassù. Poi riaccesero le luci, e mi ritrovai seduto nel planetario del Museo americano di storia naturale.
Il fatto che quello a cui avevo assistito fosse solo uno spettacolo sulle stelle non ne aveva affatto limitato l’impatto.
Quella notte, seppi che cosa avrei voluto fare da grande. Sarei diventato un astrofisico.

All’epoca riuscivo a malapena a pronunciare il termine in modo corretto. L’idea è però piuttosto semplice.
L’astrofisica è lo studio dei pianeti, delle stelle e degli altri corpi celesti, e di come essi funzionano e interagiscono tra di loro.
Gli astrofisici studiano i buchi neri, quegli strani mostri che inglobano tutta la luce e la materia che si trova alla loro portata. Osservano il cielo alla ricerca di supernove, le luminose esplosioni prodotte da alcune stelle morenti.
Noi astrofisici siamo gente strana e curiosa.
Per noi un anno è il tempo che la Terra impiega a completare
un giro intorno al Sole. Alla festa di compleanno di un astrofisico, è più probabile che sentiate augurare qualcosa del tipo: Buona rivoluzione del Sole!
»
Le parole sono la parte iniziale dell’introduzione al libro “Astrofisica per ragazzi che vanno di fretta” edito da Raffaello Cortina.
Bello avere idee chiare fin da piccolissimi su cosa fare da grandi. Io, a tredici, ancora non ho deciso a quale liceo iscrivermi il prossimo anno. Una cosa è certa, se siete curiosi e affascinati dai misteri del cosmo, questo libro vi piacerà perché è scritto pensando a noi e quindi sempre comprensibile e divertente. Quello che ho apprezzato maggiormente è la capacità di non banalizzare concetti difficili perché, quando ci devono spiegare cose estremamente complesse, molto spessi gli adulti tendono a semplificare con il risultato che poi noi capiamo in modo diverso dalla realtà.
Un bravo all’autore Neil deGrasse Tyson, astrofisico del Museo americano di storia naturale di New York, dove è anche direttore dell’Hayden Planetarium, per questa sua capacità di rendere comprensibile, e ripetibile con parole nostre, la differenza che c’è tra una stella e una supernova, oppure cosa è esattamente la materia, cosa è la materia oscura. I fondamenti della fisica, le domande sulla natura dello spazio e del tempo e anche aspetti ancora sconosciuti, sono tradotti in piccoli brani facilmente comprensibili e, al tempo stesso, illuminanti. Il libro è diviso in dodici capitoli che sono:

La più grande storia mai raccontata
Come comunicare con gli alieni
Sia fatta la luce
Tra le galassie
La materia oscura
L’energia oscura
I miei elementi preferiti
Perché la Terra è rotonda
L’Universo invisibile
Tra i pianeti del sistema solare
Che aspetto avrebbe la Terra agli occhi di un alieno?
Alzare gli occhi, pensare in grande 

Utilissimo il glossario finale. Non vi nascondo quanto mi piacerebbe conoscere l’autore e sono certa, dopo la lettura, che anche a voi verranno in mente tante cose da chiedergli… magari potremmo chiedere agli adulti di organizzare un viaggio per andare a New York, tutti insieme, a fargliele.

Didascalia immagine
la copertina del volume

Neil deGrasse Tyson con Gregory Mone
Astrofisica per ragazzi che vanno di fretta
pagine 200
Raffaello Cortina Editore
ISBN 9788832851113