Adagio. Quante volte l’abbiamo pensato. Rallentare, scalare marcia, non dover sempre, per forza, dover andare al massimo. Adagio. Se la pandemia ci ha insegnato qualcosa (chi era che diceva che ne saremmo usciti migliori?) è che si possono affrontare le cose diversamente, più piano. E il bello è che l’andare adagio è un approccio che si può applicare ad ogni aspetto della vita: al lavoro – non è sempre necessario spremerci come limoni per finire tutto quello che si ha da fare, certe cose possono aspettare – nel rapporto con gli altri, sui social, nei viaggi. Ecco, viaggiare soprattutto acquista tutto un altro sapore se lo si fa adagio, e i luoghi, anche quelli più scontati, anche quelli che ci si offrono in tutta la loro bellezza, tanto da essere diventati ormai delle cartoline essi stessi, si trasformano in altro.

Venezia per esempio. Quante volte abbiamo visitato la città nata sull’acqua? E quante volte abbiamo cercato di vedere tutto il possibile? Non si riesce mai, ve lo dico: per questo è meglio perdersi qualcosa, destinarla al prossimo viaggio, e dedicarsi a scoprire solo pochi aspetti della città, e farlo a ritmi più lenti. Ci aiuta Paola Zatti nel suo Venezia adagio. L’altra faccia della città cartolina, pubblicato da Enrico Damiani Editore: qui l’autrice, consapevole della sua scelta ardita (“è forse spericolato, da parte mia, pensare di poter affrontare una pubblicazione su Venezia […]. È nata da lunghe pause alla finestra della mia cucina, affacciata sul canale, e fatta di rientri dalla spiaggia, arrossati dal sole e di nebbia fitta nelle calli”), ci accompagna nella sua città, fatta di giardini nascosti e librerie, campi quasi segreti, che gli stessi veneziani faticano a collocare nel dedalo dei canali, di botteghe storiche e trattorie dall’atmosfera d’antan. Ne viene fuori il ritratto di una città completamente nuova ai nostri occhi, da scoprire sì, ma piano piano. Non sarà facile: all’inizio si dovrà combattere con quella frenesia che ci possiede nei viaggi, ma poi si verrà stregati dal pensiero di rallentare, di adattarsi al ritmo lento dell’acqua che scorre nei canali, e si sarà tentati di riproporre lo stesso schema anche in altre città, ben più frenetiche… viaggiare adagio a Milano? Sarà possibile anche questo, seguendo i consigli di Teresa Monestiroli, giornalista e scrittrice freelance (dopo anni passati nella redazione milanese di Repubblica ha deciso di lasciare il lavoro da dipendente, cominciando così la sua vita fatta su misura) che in Milano Adagio. A spasso per la città a ritmo lento (il primo libro di questa collana) ci insegna come vivere più piano nella città più veloce.


Sito web:https://www.enricodamianieditore.com/libri/collane/gli-adagi/


Dettagli

Paola Zatti

Venezia Adagio. L’altra faccia della città cartolina

Teresa Monestiroli

Milano Adagio. A spasso per la città a ritmo lento

 

Enrico Damiani Editore