Stavolta la nostra rubrica si occupa di una mostra che consiglio di non perdere: si tratta dell’esposizione intitolata “Qui” negli spazi del complesso monumentale delle Murate di Firenze e comprende dodici opere inedite che l’artista fiorentino Paolo Masi ha dedicato alla sua città e in particolare al complesso stesso.

Una mostra diffusa che coinvolge non solo gli spazi interni de Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, ma anche quelli pubblici come la facciata, la fontana di Piazza Madonna della Neve e il semi ottagono. All’interno di quest’ultimo, ad esempio, un bellissimo specchio posto sul pavimento mette il visitatore in grado di osservare quel particolarissimo ambiente da svariate prospettive.
L’opera “Trasparenze d’acqua” è invece un’installazione site-specific costituita da un filo di plexiglas blu che corre all’interno della fontana di Piazza Madonna della Neve.

La visita prosegue al terzo piano dove Masi ha operato all’interno di celle poste nella zona del carcere duro. Il comune denominatore è il colore grigio scuro e la materia è il metallo a rappresentare proprio la durezza di questi ambienti e la drammaticità della situazione vissuta in tali spazi.

Scendendo al primo piano troviamo altre installazioni site-specific il cui colore dominante è però il bianco quasi a voler passare dal luogo della coercizione al luogo della meditazione. Le celle sono stavolta luoghi nei quali ci si isola volontariamente, un po’ come fecero le prime abitanti, le suore del convento (Le murate appunto).

Sempre al primo piano è allestita la sezione della mostra intitolata Segni sul territorio composta da una serie di immagini (Polaroid) dedicate al complesso carcerario e all’altro importante protagonista della città: il suo fiume. Le immagini sono molte e si va da quelle a colori della parte carceraria al bianco e nero del fiume. Alcune immagini sono poetiche ritraendo spesso i muri con la capacità di far rivivere le vite dei molti abitanti dell’istituto di pena. Al riguardo, Paolo Masi sottolinea: “Mi ha colpito il fascino del luogo, dove le pareti in pietra hanno evidente il passaggio delle tante presenze tra monache di clausura e  prigionieri. Attraverso le polaroid ho cercato di riportare questa visibilità emozionale. La mostra è centrata sull’evidenziare la particolarità di questo spazio, diverso da una galleria e da un museo, che essendo luogo di produzione consente alla immaginazione di esprimersi in maniera libera e totale. Già dalla mia prima visita, ho deciso di concretizzare sentimenti ed emozioni su due piani diversificati: quello drammatico, al terzo piano, dove le celle sono legate da un racconto estremamente costrittivo; mentre al piano inferiore, il bianco della parete incisa, i due grandi cartoni e le tre carte piegate, riportano a una geometria alternativa al senso di chiusura fisica espressa dalla funzionalità originaria del luogo”.

E la parola del diritto legata a questa mostra quale potrebbe essere? La prima che mi è venuta in mente è abuso. Sono andato a controllare il significato del termine sul Dizionario legale di Sebastiano Tringali (Milano, Hoepli, 1914). Alla voce abuso (pagina 7) leggiamo: “Uso eccessivo, smodato, di qualsiasi cosa; altrimenti cosa contraria alle leggi, alle regole, alle consuetudini. Gli abusi sono quindi di varia natura e di moltissime specie.”
Quindi si tratta di una violazione. E che quel luogo abbia conosciuto molte violazioni, di corpi, di diritti, pare probabile. Ma “Abuso” ha anche un significato antico che coincide con “Disuso, abbandono”. E se è vero che Le Murate per molti anni sono rimaste abbandonate e in disuso è anche vero che oggi sono diventate uno degli spazi pubblici più vitali di Firenze, come l’esposizione di Mori dimostra. E questa è una grande e bella notizia.

Didascalie immagini

  1. Riflessione riflesso – specchio – diametro 300 cm – Installazione site specific 2018
    foto © Francesco Romano in esclusiva per questo articolo
  2. Ambiente misurato – cornici di ferro – 100 x 100 cm – Installazione site specific – 2018
    courtesy l’artista
  3. 8000 chiodi – chiodi d’acciaio su parete – Installazione site specific – 2018
    courtesy l’artista
  4. 300 Polaroid – Le Murate – Polaroid 10,8×8 cm – 2018
    courtesy l’artista
  5. uno scatto a Paolo Masi durante la visita alla mostra
    foto © Cinzia Colzi in esclusiva per questo articolo
     

IN COPERTINA
la locandina della mostra

 

Le Murate. Progetti Arte Contemporanea
Sala Wanda Pasquini – Semiottagono
Orario
dal martedì al sabato dalle 14.40 alle 19.30
ingresso libero

Visite guidate gratuite tutti i sabati dal 22 settembre
ore 15 e ore 16.30

Dove e quando

  • Fino al: – 03 November, 2018