Torino – come abbiamo più volte avuto modo di dire – è una città dalla lunga storia culturale; come molti luoghi di confine, è aperta alle innovazioni e alle sperimentazioni pur mantenendo quell’eleganza demodé che la contraddistingue. Porta Palazzo, in particolare, è il centro di una multiculturalità affascinante ed esotica, a volte pericolosa, che porta inevitabilmente ad esplosioni di creatività. Trasposizione musicale di questo universo può essere considerata l’opera del Porta Palace Collective, gruppo nato dall’unione del trombettista Johnny Lapio, del sassofonista Giuseppe Ricupero (con il quale ho condiviso l’esperienza del Sonic Genome di Anthony Braxton), della cantante Lilly Santon, del pianista Lino Mei e del contrabbassista Gianmaria Ferrario.

In occasione dell’uscita di “Neuroplastic Groove”, seconda fatica discografica, il collettivo si è espanso integrando fra i propri ranghi grandi nomi del jazz più interessante: il trombonista Giancarlo Schiaffini (che era già apparso come ospite nel primo disco del gruppo), il trombettista Natsuki Tamura, la pianista Satoko Fujii e il batterista Jimmy Weinstein. Pubblicato dalla parsimoniosa Rudi Records, “Neuroplastic Groove” è un disco che travalica i confini del jazz – se il jazz ne possedesse di definiti – e si spinge in un terreno in cui ingegno e fantasia sono i criteri unici di stile e giudizio. I temi sono idee e le improvvisazioni continui sforzi compositivi in una direzione aperta e immaginifica. La title track, ad esempio, si sviluppa attorno ad un ostinato suonato da Mei al Rhodes; su di esso si innestano effetti rumoristici dei fiati che insidiano anche l’assolo di Ferrario.

Filo rosso delle esecuzioni è un’ironia dadaista che, ereditata da Charles Mingus, si ricarica nell’Art Ensemble of Chicago. È il caso del ritmo latino zoppo di E lei non disse molto altro o dell’unisono volutamente sporco di Fantasy; superlativa in questo senso anche Come fosse autunno, parafrasi di Les feuilles mortes, che si svela solo nel finale e che ricorda l’universo sonoro di Roland Kirk. Più serio, Micro Texture And Low Cluster si sviluppa in un unico gesto musicale, un lunghissimo crescendo.
Neuroplastic Groove” è un progetto che offrirà più sorprese dal vivo che non su disco ma sicuramente rappresenta un rientro dalle vacanze che offre una boccata d’aria alla banalità dei concerti estivi di jazz.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Copertina del disco
  2. Giancarlo Schiaffini in un'immagine dal suo sito

Tracklist
1. Neuroplastic Groove (Lapio)
2. E lei non disse molto altro (Lapio)
3. Fantasy (Weinstein)
4. Micro Texture and Low Cluster (Weinstein)
5. Leaders (Schiaffini)
6. Come fosse autunno (Schiaffini)

Personnel
Johnny Lapio: tromba, bubble harmon
Natsuki Tamura: tromba, harmon e toy trumpet
Giancarlo Schiaffini: trombone
Giuseppe Ricupero: sassofono tenore
Lilly Santon: voce
Sakoto Fujii: pianoforte
Lino Mei: pianoforte Fender Rhodes
Gianmaria Ferrario: contrabbasso
Jimmy Weinstein: batteria