La cronaca degli ultimi anni ci costringe ad affrontare necessariamente un “problema” destinato a crescere; i flussi migratori dall’Africa subsahariana, dal Nordafrica, dal Medio Oriente e – in misura meno televisiva – dalla Cina sono normali conseguenze di un mondo che, sebbene ormai privo di barriere consistenti, si ostina a erigere muri. L’Italia nello specifico vive il globale contrappasso di essere divenuta il porto per eccellenza, la Ellis Island d’Europa; in questo clima di disperazione diffusa attecchiscono i populismi più gretti fatti di xenofobia e terrore. Eppure, il nostro Paese è stato il punto di partenza di abbondanti flussi migratori internazionali (verso il Nord Europa, verso gli Stati Uniti) e testimone di spostamenti di massa all’interno stesso della Nazione. A ricordarcelo arriva “Migrantes”, opera del sassofonista irpino Pasquale Innarella che – accompagnato dal vibrafonista Francesco Lo Cascio, dal contrabbassista Pino Sallusti e dal batterista Roberto Altamura – è uscito per AlfaMusic nel febbraio di quest’anno.
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Il quartetto riesce a distillare in queste composizioni elementi provenienti dal jazz più diffusamente inteso a ingredienti sperimentali legati alle esperienze più contemporanee. Così il veloce walking che Sallusti suona in Indaco accompagna un loop tribale e sanguigno di Lo Cascio; Innarella, nel frattanto, si scatena in un assolo straziato, lacerante, nel quale il sassofono urla in una moltitudine di sovracuti che caricano il brano di una forte tensione drammatica. Un ricordo di free jazz alla Ornette Coleman, un contrasto fra sassofono e batteria, apre invece A quattro piedi mentre la title track offre un panorama musicale puntillistico, fatto di macchie sparse. Oriental Mood è un pezzo privo di qualsiasi manierismo; dopo un’introduzione affidata al contrabbasso, si alternano un tema ampio e cantabile ad uno spigoloso, staccato e marcato. Da queste due idee partono gli assoli costruiti con forte coerenza e intelligenza da Lo Cascio e Innarella. Carico e decisamente irruento è il valzer Arteteke, aperto da un bell’intervento di Sallusti e Altamura.
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Questo “Migrantes” è un disco privo di qualsiasi patetismo, non buonista ma decisamente riflessivo. È una riflessività tutta meridionale però questa: non c’è ripiegamento, piuttosto rabbia e struggimento espressi con controllata capacità di dosarsi (lo dimostra bene I go) nel ricordare che siamo coinvolti nelle storie dei migranti in prima persona proprio perché una volta lo siamo stati anche noi, un legame storico di solidarietà esistenziale. Un ottimo lavoro, dunque, che non strizza l’occhio a nessuno ma si limita a ricordarci la nostra storia.

Dettagli

Track List
1. Oriental Mood (P. Innarella)
2. Indaco (P. Innarella)
3. Arteteke (P. Innarella)
4. I go (P. Innarella)
5. Yekermo sew (Mulatu Astatke)
6. A quattro piedi (P. Innarella)
7. Migrantes (P. Innarella)
8. Night In Town (P. Sallusti)

Personnel
Pasquale Innarella, sassofoni
Francesco Lo Cascio, vibrafono
Pino Sallusti, contrabbasso
Roberto Altamura, batteria

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