Magip, nuovo album del pianista Gilberto Mazzotti, è pubblicato dall’imperante AlfaProjects. Insieme al pianista, militano in questo disco il sassofonista Alessandro Scala, il contrabbassista Piero Simoncini e il batterista Michele Iaia, riuniti sotto il nome di GB Project. Chi scrive aveva già avuto modo di recensire all’inizio del 2017 In The Bloom, primo lavoro del gruppo. Dopo un anno e mezzo la formazione conserva tutto quanto di positivo c’era nel lavoro precedente: brio, invenzione, capacità improvvisativa, varietà. Bells In Dancing è leggero e danzante, a tratti sognante come i temi dei valzer di Bill Evans; molto decisa la title track con un’esplosione di funk alla Bob Mintzer. Allegrissimo il calypso di Union e genuinamente fusion l’augurio conclusivo di Volo.

Ottimo Simone Zanchini, ospite di questo fatica discografica. In particolare si fa notare in Pendular: la fisarmonica conferisce al tema del brano un che di scanzonato, divertito e si profonde in un ottimo assolo.
A mancare, però, è ancora quella dose di coraggio che avrebbe permesso di portare fino in fondo l’idea iniziale di In Up: un bellissimo disegno di basso e batteria, sempre in bilico, viene presto abbandonato e cede il posto ad uno swing fin troppo rassicurante. Stessa cosa per Quintino nel quale i cluster della fisarmonica e il bell’assolo di Simoncini sono soppiantati da un tema allegro e consonante.

Magico questo Magip, capace di incantare tanti ascoltatori; peccato per quelle occasioni di prodezza mancate, per quell’insistenza nel rimanere dentro gli schemi. Rimaniamo in attesa, chissà…