Ultima tappa del percorso di ricerca intrapreso dalla trombettista Lucia Ianniello attorno alla figura di Horace Tapscott e all’estetica della Pan Afrika Peoples Arkestra, questo “Live at Acuto Jazz” – uscito per l’inglese SLAM Productions – mescola sonorità cameristiche alla potenza della musica africana riletta dai musicisti d’oltre oceano. Il quintetto che accompagna la Ianniello in questa esperienza sonora è formato da Diana Torti alla voce, Andrea Polinelli ai sassofoni e al flauto, Paolo Tombolesi alle tastiere e Cristina Patrizi al basso elettrico.

Tanto negli arrangiamenti del repertorio della Pan Afrika Peoples Arkestra quanto nelle tre composizioni originali (Our Summer, Other e Maintenant) si ritrovano sonorità tipicamente africane comuni, ad esempio, alle composizioni di Chris McGregor e di Mongezi Feza eseguite dalla Brotherhood of Breath. I temi sono spesso semplici e proposti all’unisono come in Our Summer o in Maintenant, dotati di una grande forza; tema e improvvisazioni si mescolano in una ieratica fermezza in Desert Fairy Princess ricordando le atmosfere di Odwalla dell’Art Ensemble of Chicago. Quel caratteristico utilizzo di bassi “pulsanti” e “figure aperte in forma di ostinato” – come scrive Stefano Zenni – che caratterizza buona parte della musica di Tapscott, si ritrova pienamente nella famosa Peyote Song No. III o in Eternal Egypt Suite, part 4 (of four parts); in quest’ultima, ad esempio, l’ostinato si autocarica come una dinamo in un continuo crescendo.

Scrittura e improvvisazione si mescolano con confini estremamente permeabili; i brani si riducono a canovacci sui quali si distendono lunghe improvvisazioni radicali dense e fitte; pochissimo respiro e una forma di interazione che spesso si limita ad individuare il punto giusto per inserire una frase scattante, un guizzo. Dove si distendono, le improvvisazioni scelgono la via dell’etereo: nessuno sale sul podio del solista ma tutti contribuiscono alla creazione collettiva. Decisamente suggestiva, questa pratica rende necessario intendersi quasi telepaticamente per comprendere la direzione nella quale si sta andando. Lucia Ianniello si profonde in una cantabilità serena, condita qui e lì con l’apporto di effetti elettronici. Coinvolgente e ben costruito, l’assolo di Tombolesi su Desert Fairy Princess si dissolve in una serie di cluster bassi; la voce della Torti si fa godere sia tersa ed espressiva – ricca di portamenti e glissati – nella morbida e nostalgica Little Africa, sia atomizzata e rumoristica ancora in Desert Fairy Princess. In Eternal Egypt Suite il solo di Polinelli al flauto è avvincente, costruito con growl, frullati, staccati e accenti.
La cosa davvero bella di questo “Live at Acuto Jazz” è però la sua dimensione, appunto, “live” che restituisce la performance così com’è, senza manomissioni in post-produzione; è un suono genuino arricchito dalla splendida acustica della chiesetta di San Sebastiano, nel quale è stato registrato. Stupendo lavoro.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Copertina del disco
  2. Lucia Ianniello fotografata da Massimo De Dominicis

IN COPERTINA
Lucia Ianniello, Live at Acuto Jazz
[particolare di copertina]

Tracklist

  1. Our Summer (L. Ianniello)
  2. Peyote Song No. III (J. Sharps)
  3. Other (L. Ianniello)
  4. Little Africa (L. Hill – H. Tapscott)
  5. Desert Fairy Princess (J. Sharps)
  6. Quagmire Manor at Five A.M. (M. Session)
  7. Ballad for Samuel (H. Tapscott)
  8. Maintenant (L. Ianniello)
  9. Eternal Egypt Suite, part 4 (of four parts) (F. A. Khaliq)

Personnel
Lucia Ianniello, tromba in Do e oggetti
Diana Torti, voce
Andrea Polinelli, sassofoni soprano e contralto, flauto
Paolo Tombolesi, tastiere
Cristina Patrizi, basso elettrico