Di ritorno da poche settimane da un viaggio in Sri Lanka, isola tropicale a sud est dell’India che, guardandola sulla cartina, sembra un’appendice del sub-continente asiatico. A separare i due paesi vi è un piccolo tratto di mare, lo Stretto di Palk. Ma vi è stata un’epoca in cui i due stati erano collegati da un ponte di terra naturale chiamato Adam’s Bridge, distrutto alla fine del 1400, pare, da un ciclone devastante.
Secondo una leggenda indù narrata da un indiano in aereo, il ponte fu costruito da un esercito di scimmie per volere di Rama, l’incarnazione di Vishnu, per facilitare il passaggio del proprio esercito dall’India a Ceylon allo scopo di andare a liberare la moglie del re che era stata rapita.
Difficile stabilire se la leggenda abbia un fondamento di verità, ma poco importa. Per quanto lo Sri Lanka sia oggi circondato dal mare, le influenze della cultura indiana sono ben evidenti, dal cibo molto speziato, agli elegantissimi sari indossati dalla donne, fino a quel delizioso modo che la gente ha di annuire, sorridendo ed oscillando armoniosamente la testa.
Il viaggio è cominciato a Kandy, la seconda città dell’isola, antica capitale del regno di Sri Lanka, che ospita un imponente tempio buddhista all’interno del quale si trova la reliquia del sacro dente del Buddha.

L’atmosfera che si respira all’interno del tempio cattura ed affascina. Colpisce la compostezza e la dignità con cui i fedeli pregano e rendono omaggi al Buddha, depositando dinanzi alle immagini sacre, i petali profumati dei fiori di loto.

E’ confortante osservare come i numerosi turisti che visitano il tempio ed assistono in silenzio ai riti religiosi, non scalfiscono l’incanto e la magia del luogo.

Il Buddismo è stato introdotto nell’isola durante il III secolo A.C. ed è la principale confessione religiosa del paese, praticata da oltre il 70% della popolazione.
La larga diffusione di questa religione di pace, purtroppo, non è stata sufficiente ad evitare il sanguinoso conflitto etnico-religioso, durato oltre 25 anni, che ha visto contrapporsi l’esercito nazionale di etnia singalese, con i guerriglieri indipendentisti tamil di religione induista. Nel 2009 le parti hanno finalmente posto fine alla guerra civile, ma purtroppo, ancora oggi, le minoranze religiose del paese e in particolare quella musulmana, sono oggetto di soprusi e discriminazioni da parte degli estrimisti buddisti.
Il viaggio è poi continuato in direzione di Ella, un piccolo villaggio immerso nelle piantagioni di tè della Hill Country.

Il tragitto in treno che porta ad Ella è senza dubbio una delle più belle esperienze che si possono fare in Sri Lanka: le immagini, gli odori e i colori richiamano in modo inconfondibile, la vicina India.

Lo sferragliare lento dei vagoni che viaggiano perennemente con i portelloni aperti, gli scompartimenti sporchi ed affollati da intere famiglie che viaggiano trasportando neonati, bagagli improbabili e cibo di ogni genere. Passeggeri che, malgrado il caldo e le scomodità del posto, mantengono sempre un invidiabile aplomb e se incrociano il tuo sguardo ti riservano un timido sorriso che ti accoglie come un abbraccio.
Ma i binari della ferrovia non sono percorsi soltanto dai vagoni dei treni. Grazie alla scarsa frequenza e alla lentezza con cui transitano i convogli, la strada ferrata si trasforma in un sentiero da percorrere a piedi. Così è normale veder camminare lungo i binari studenti in divisa che vanno a scuola, coppie che passeggiano romanticamente, turisti che fanno trekking e persino contadini che conducono le mucche al pascolo.

La ferrovia in Sri Lanka non rappresenta un elemento estraneo al paesaggio ma diventa parte integrante del territorio e si fonde in modo armonioso con i luoghi circostanti, a tal punto che sarebbe difficile immaginarli senza.
Verso nord ovest si raggiunge Nuwara Eliya un piccolo paese di montagna che sorge alle pendici della vetta più alta dell’isola, il monte Pidurutalagala. Passeggiando per il villaggio è facilmente comprensibile il motivo per cui viene chiamato “Little England”.  Molti edifici sono in stile coloniale, le case private hanno spesso il tetto in legno ed è facile trovare pub, campi da golf e galoppatoi. Il cielo spesso coperto da nuvole e una temperatura mite che non sale mai oltre i 25 gradi, contribuiscono a creare questa strana sensazione di un’Inghilterra nel bel mezzo dei tropici.
Un’altra tappa obbligata per chi vuole comprendere i fasti del passato e l’atmosfera di sacralità che pervade l’isola, è il sito archeologico di Sigyria, considerata da alcuni l’ottava meraviglia del mondo.

Inerpicandosi sulla cima di una collina che sorge in mezzo ad una fitta foresta rimasta per fortuna incontaminata, si possono ammirare i resti di quello che secondo alcuni archeologi, era il palazzo reale eretto dal re Kasyapa nel quinto secolo e secondo altri un antico monastero buddista risalente addirittura al terzo secolo a.C.

Dai giardini di Sigyria si può raggiungere anche la sommità del Pidurangala Rock: durante la camminata, che dura circa 20 minuti ed è consigliabile fare all’alba, è possibile ammirare una statua di 12 metri un Buddha sdraiato e incastonato nella roccia, mentre dalla cima del monte si svela un panorama bellissimo, con la giungla che si estende a perdita d’occhio.

Gli ultimi giorni di viaggio dedicati al riposo sulla costa nord orientale dell’isola a Trincomalee, un piccolo villaggio di pescatori tamil, che ospita spiagge incantevoli dalla sabbia finissima e dove spicca un suggestivo tempio induista che si affaccia sul mare.

Questa zona dell’isola, dopo aver vissuto anni bui a causa della guerra civile prima e poi del terribile tsunami che vi si è abbattuto nel 2004, sta rinascendo a nuova vita, aprendosi ad un turismo, all’apparenza sostenibile e responsabile, grazie alle sue bellezze naturali ed alla gentilezza dei suoi abitanti.

Purtroppo, nel periodo trascorso in Sri Lanka, il giorno di Pasqua, il paese è stato colpito duramente da un serie di attentati coordinati a varie chiese cattoliche e a tre alberghi della capitale Colombo, che hanno provocato oltre 200 morti, tra cui molti bambini.
Questa tragedia ha fatto ripiombare gli abitanti dell’isola nell’incubo degli anni passati, seminando paura e terrore e obbligando il governo a ripristinare il coprifuoco notturno come ai tempi della guerra civile.
Mentre scrivo la situazione si sta piano piano normalizzando e i luoghi di culto cristiani sono di nuovo aperti, anche se ancora la gente ha paura e molti ragazzi, sopratutto nelle città a maggioranza cristiana, non vogliono tornare a scuola. L’augurio, davvero sincero, è che la gente possa presto lasciarsi alle spalle questo terribile episodio e riprendere la vita di tutti i giorni.

Didascalie immagini

  1. Scorcio del Tempio del Sacro Dente a Kandy
    foto © Roberto Mariotti
  2. Statua del Buddha all’interno del Tempio del Sacro Dente a Kandy
    foto © Roberto Mariotti
  3. Turista scatta una foto all’interno del Tempio del Sacro Dente a Kandy
    foto © Roberto Mariotti
  4. Piantagione di tè nella Hill Country
    foto © Roberto Mariotti
  5. Ponte della ferrovia nei pressi di Ella
    foto © Roberto Mariotti
  6. Contadino con mucca al pascolo lungo i binari nei pressi di Ella
    foto © Roberto Mariotti
  7. Vista del massiccio di Sigarai
    foto © Roberto Mariotti
  8. Particolare del sito archeologico di Sigarai
    foto © Roberto Mariotti
  9. Immagine del Buddha dormiente nei pressi del Pinduragala Rock
    foto © Roberto Mariotti
  10. Vista della spiaggia di Uppuveli a Trincomalee
    foto © Roberto Mariotti
  11. Tempio induista a Trincomalee
    foto © Roberto Mariotti

IN COPERTINA
Una coppia cammina lungo i binari nei pressi di Ella
[particolare]
foto © Roberto Mariotti