Arrivare in Nuova Zelanda è faticoso per il viaggio interminabile, ma una volta a destinazione, circa 18.500 chilometri dall’Italia, si resta incantati per le declinazioni di quella natura: dal fiordo di Milford Sound alle cascate di Huka, dai ghiacciai Fox e Franz Josef ai laghi Wakatipu e Wanaka, dal Coronet Peak alle Alpi Meridionali, dai geyser alle sorgenti di acque sulfuree per rilassanti abluzioni in piscine naturali con acque calde o in pozze di fango. Capitolo a parte quello dei parchi naturali dalla flora estremamente varia.
In gran parte endemica con oltre millecinquecento specie autoctone tipo il weta gigante, il kauri, il tuatara e il kukapo che si sviluppano accanto a enormi foreste pluviali, mentre la costa occidentale dell’Isola del Sud ha enormi distese di mista indigena dove capita di osservare anche piante che crescono esclusivamente in zone equatoriali.
Difficile stabile una classifica di cosa sia stato più emozionante o suggestivo, ma il giro in barca nelle cave di Waitomo Glowworm è un ricordo incancellabile per l’unicità di migliaia e migliaia di creature che irradiano la loro inconfondibile luce luminescente dal verdastro al blu e invisibile all’occhio umano in presenza di luce (ce ne sono anche in Australia, ma in numero inferiore e luce meno intensa). Si tratta dell’Arachnocampa luminosa e, come afferma il biologo Marco Bani: “La natura, tramite quel meccanismo denominato Selezione Naturale che da tre miliardi di anni premia le mutazioni favorevoli alle specie, sembra proprio aver inventato tutto. Noi speleologi portiamo la luce nelle grotte col frutto del nostro ingegno di umani sotto forma di LED, ma nelle grotte della Nuova Zelanda un insetto rende le buie volte calcaree simili ad un fantasmagorico cielo stellato in maniera del tutto naturale.” Appartenente all’ordine dei ditteri, l’adulto è simile a una zanzara e la larva produce luce attraverso una sostanza detta luciferina (attiva in presenza di ossigeno, magnesio e un enzima, la luciferasi) con lo stesso meccanismo della lucciola. Lunga fino a quattro centimetri, questa larva produce lunghi fili – possono arrivare fino a mezzo metro – con goccioline di saliva velenosa letali per le prede attratte proprio dalla luce restandovi attaccate. La loro vita è effimera, giusto il tempo per divenire adulti, accoppiarsi e deporre un uovo.

L’Arachnocampa luminosa è un animale notturno e i fotografi professionisti, con permesso di entrare di notte, hanno realizzato scatti mozzafiato, ma nessuna immagine, neppure la più bella, è in grado di rendere l’intensità di quelle visioni. Ai visitatori non è permesso fotografare o filmare… facis de necessitate virtute… e forse è meglio per vivere intensamente quell’esperienza sublime.

Prima un percorso di grotte per arrivare a un’enorme stanza, la cui acustica potrebbe permettere registrazioni musicali, per ammiirare stalattiti e stalagmiti, poi si prosegue in barca – acqua freddissima – lungo il fiume sotterraneo nella completa oscurità. Come Alice, si ha la consapevolezza di essere entrati nel paese delle meraviglie, una galassia di piccole luci viventi che illiminano la navigazione. 

Didascalie immagini

  1. Waitomo Glowworm Caves – Ingresso alla grotta illuminata dall’Arachnocampa luminosa
    foto © Cinzia Colzi in escliusiva per questo articolo
  2. Particolare della volta illuminata esclusivamente dalla luce dell’Arachnocampa luminosa 
    courtesy Waitomo Glowworm Caves (fonte)
  3. Particolare di stalattiti e le stalagmiti durante il percorso
    foto © Cinzia Colzi in escliusiva per questo articolo

IN COPERTINA
particolare della volta illuminata esclusivamente dalla luce dell’Arachnocampa luminosa
courtesy Waitomo Glowworm Caves (fonte)
[particolare]

Waitomo Glowworm Caves si trovano a poco più di:
– due ore a sud di Auckland
– un’ora a sud di Hamilton
– due ore a ovest di Rotorua