Firenze mi è molto piaciuta. (…) è una città unica al mondo come Mosca e anche Parigi
(lettera di Pëtr Il’ič Čajkovskij al fratello Modest, 1874)

Nel quartiere residenziale fiorentino sorto a partire dalla fine dell’Ottocento sulle rive del torrente Mugnone, che a poca distanza sfocia nell’Arno, svettano sopra i tetti dei palazzi signorili che le circondano, cinque grandi croci dorate, poste sulla cima di altrettante cupole dalla forma “a cipolla”. Una visione insolita e inattesa, che ci conduce nelle lontane terre della Russia settentrionale. È infatti all’architettura religiosa caratteristica di Mosca e di Jaroslavl’ che si ispira la chiesa ortodossa russa sorta a Firenze tra la fine del XIX secolo e gli inizi del Novecento. La storia di questo edificio di culto si intreccia con quella della famiglia Demidoff, i principi russi che ebbero un ruolo importante nella Firenze del tempo, e le cui favolose ricchezze hanno lasciato segni tangibili nella storia e nel tessuto della città.

Il Principe Nicola Demidoff arrivò a Firenze nel 1815, nominato ambasciatore alla corte granducale dei Lorena. Un anno fatidico per l’Europa, quando l’astro di Napoleone era definitivamente tramontato e al Congresso di Vienna si decretavano le sorti di quello che era stato il suo impero. Il principe Demidoff risiedette a Firenze per tutto il resto della vita, allontanandosi solo per i frequenti soggiorni a Parigi. Nella capitale granducale si dedicò attivamente a opere filantropiche, prima fra tutte la fondazione del Pio Istituto Demidoff, situato in uno dei quartieri più poveri dell’Oltrarno fiorentino, San Niccolò. L’Istituto nacque nel 1828 come scuola per fanciulli bisognosi, e fu in seguito dotato di una farmacia interna, con lo scopo di fornire gratuitamente farmaci e rimedi curativi ai poveri del quartiere. Lo stesso spirito assistenzialistico portò anche all’istituzione di un ambulatorio medico, finanziato dai lasciti Demidoff.

Alla morte del Principe Nicola, il figlio Anatolio ne proseguì l’attività filantropica e in memoria del padre fece realizzare dallo scultore Lorenzo Bartolini un gruppo in marmo, che donò al Comune di Firenze. Attualmente il monumento è collocato lungo l’Arno, nel giardino di quella che ha preso il nome di Piazza Demidoff, proprio all’inizio del quartiere di San Niccolò: il monumento culmina con il gruppo Nicola Demidoff con il figlio Anatolio, e a lato la Riconoscenza, che sovrastano una serie di figure allegoriche.

La presenza russa a Firenze e nel granducato di Toscana era iniziata alla fine del XVIII secolo con l’arrivo di personale diplomatico accreditato presso la corte granducale, e si era consolidata negli anni Venti dell’Ottocento quando si intensificarono i contatti fra la Russia e l’Occidente e alcune famiglie dell’aristocrazia russa si trasferirono in città. Tra i nuovi arrivati si diffuse l’uso di allestire all’interno dei propri palazzi una cappella privata, dedicata al culto ortodosso russo, con iconostasi e pitture murali, opera di artisti fatti venire appositamente dalla Russia. I Demidoff dotarono la propria villa nella tenuta di San Donato, alle porte di Firenze, di una cappella dedicata a San Nicola, che rappresentò il centro della vita religiosa per la comunità̀ russa locale fino alla fine degli anni Settanta. Furono numerosi anche gli artisti e intellettuali russi che soggiornarono a Firenze nella seconda metà del secolo, da Pëtr Il’ič Čajkovskij a Lev Tolstoj. Scriveva Fëdor Michajlovič Dostoevskij a un amico nella primavera del 1869: «Firenze è bella, ma molto umida. Ma le rose fioriscono ancora nel giardino di Boboli, all’aria aperta. E quali tesori nelle gallerie. (…) quanto ancora di divino. Ma ho lasciato tutto fino alla fine del romanzo. Mi sono chiuso fra quattro mura». Proprio a Firenze, infatti, Dostoevskij terminò la stesura de L’idiota.

Secondo il desiderio espresso dalla granduchessa Marija Nikolaevna, figlia dello zar Nicola I, che visse a Firenze per oltre un decennio dal 1863, da alcuni anni si progettava di costruire in città una chiesa destinata a divenire il centro religioso per la comunità russa. L’impulso ad iniziare i lavori si ebbe quando il principe Paolo Demidoff decise di vendere la villa di San Donato, destinando alla futura chiesa ortodossa russa tutti gli arredi della cappella privata che si trovava nella villa.

Costruita tra il 1899 e il 1903, la chiesa della Natività di Cristo a Firenze è il primo edificio religioso russo sul territorio italiano: la sua realizzazione fu resa possibile grazie ai doni di alcuni parrocchiani, prima fra tutte la famiglia Demidoff, e dello stesso zar Nicola II. La chiesa è un esempio unico di collaborazione tra artisti e artigiani russi e italiani: infatti, mentre le pitture murali e le icone che adornano l’interno sono opera di artisti russi, le strutture murarie, l’iconostasi, i mosaici e le decorazioni in maiolica che ornano l’esterno sono state realizzate da maestranze italiane, in gran parte toscane.

Il tempio, edificato su progetto di M.T. Preobraženskij e disposto su due piani, è costituito da una chiesa superiore e una inferiore, secondo l’uso della Russia settentrionale, dove la chiesa inferiore, più raccolta, veniva utilizzata nella stagione invernale, mentre a partire dalla settimana di Pasqua, quando il clima si faceva più clemente, le funzioni religiose venivano celebrate nella chiesa superiore.

La bellissima iconostasi lignea e tutto l’arredo e le icone della chiesa inferiore, dedicata a San Nicola Taumaturgo, vennero donati dal principe Paolo Demidoff: le preziose icone, provenienti dalla famosa bottega di Pešechonov, sono dipinte con una tecnica mista particolare, che unisce l’austera tradizione iconografica antica e lo stile della pittura accademica russa della metà del secolo XIX.

L’ampia navata della chiesa superiore, dedicata alla Natività di Cristo, è interamente ornata di pitture murali, con soggetti ispirati a temi e figurazioni tradizionali dell’iconografia russo-bizantina: le scene sono circondate da decorazioni in stile floreale e da arabeschi orientaleggianti, in un insieme eclettico dagli intensi colori, caldo e avvolgente, illuminato dalla luce dei quattro finestroni posti al centro di ciascuna parete al di sopra degli arconi. Lo stile delle pitture si avvicina a quello del contemporaneo “Art Nouveau”, diffuso in Europa negli stessi anni sotto nomi diversi, che si affermò anche in Russia all’inizio del XX secolo. Il ciclo pittorico della chiesa superiore è opera di un gruppo misto di artisti russi e fiorentini, sotto la supervisione del maestro russo Preobrazenskij. Su disegno dello stesso Preobrazenskij, venne eseguita da marmisti toscani l’iconostasi in marmo bianco di Carrara e giallo di Siena, dono dello zar Nicola II, sulla quale figurano le icone dei santi protettori della famiglia imperiale e il monogramma del sovrano.

Nella chiesa superiore sono custoditi alcuni cimeli che ricordano momenti cruciali nella storia della Russia imperiale: ai lati dell’ingresso sono stati collocati gli stendardi da processione utilizzati nelle funzioni pasquali celebrate nel 1814 a Parigi sulla Place de la Concorde: fu la prima Pasqua festeggiata nella chiesa da campo dell’imperatore russo Alessandro I, dopo la presa della capitale francese da parte dell’esercito russo. A sinistra dell’ingresso è appesa la campana dell’incrociatore “Almaz” (Diamante), unico superstite della battaglia di Tsushima durante la guerra russo-giapponese del 1905.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. La chiesa ortodossa russa a Firenze (1899-1903)
    foto © Donata Brugioni
  2. Lorenzo Bartolini: Monumento a Nicola Demidoff (1830-1850) – Firenze, Piazza Demidoff
    foto © Donata Brugioni
  3. Lorenzo Bartolini: Nicola Demidoff e il figlio Anatolio – Monumento a Nicola Demidoff (1830-1850) – Firenze, Piazza Demidoff
    foto © Donata Brugioni
  4. Sulla cancellata di accesso al giardino che circonda la chiesa ortodossa russa a Firenze figurano lo stemma della Russia con l’aquila bicipite e il giglio di Firenze / foto © Donata Brugioni
  5. L’ingresso alla chiesa superiore, dedicata alla Natività di Cristo
    foto © Donata Brugioni
  6. Interno della chiesa inferiore, dedicata a San Nicola, con l’iconostasi lignea proveniente dalla cappella della Villa Demidoff a San Donato
    foto © Donata Brugioni
  7. Il Fonte Battesimale nella chiesa inferiore
    foto © Donata Brugioni
  8. Interno della chiesa superiore
    foto © Donata Brugioni
  9. Particolare dell’iconostasi marmorea nella chiesa superiore
    foto © Donata Brugioni

In prima pagina:
le cupole della chiesa ortodossa russa a Firenze (1899-1903)
foto © Donata Brugioni