“Toledo, sole ispanico, crogiuolo della razza iberica.
Beato chi è nato spagnolo e toledano
“
(Miguel de Cervantes)

Capitale del regno di Castiglia fino al 1561, quando dovette cedere questo onore a Madrid, la magnifica e nobile Toledo divenne una città di conventi – poiché gli ordini religiosi occuparono prontamente tutti gli edifici della pubblica amministrazione rimasti vuoti e inutilizzati – e sprofondò in un sonno nel quale ancora oggi sogna i fasti del passato.

Strettamente avvolta nella sua cerchia di mura, come in un mantello che ne conserva il fascino delabré della nobiltà decaduta, Toledo sorge alta su un’ansa del fiume Tago, scavalcato dal ponte fortificato dell’Alcantara, di fondazione romana, con il centro arroccato sui fianchi della collina: nel punto più alto, l’Alcazar turrito le funge da corona.

Conquistata dai Visigoti agli inizi del V secolo d.C., la romana Toletum divenne la capitale del regno ispano-goto: testimonia la ricchezza della città il Tesoro di Guarrazar, rinvenuto poco lontano, uno straordinario insieme di corone votive in oro che mostrano la finezza e la maestria raggiunte dall’oreficeria visigota. Agli inizi dell’VIII secolo, la conquista araba fece di Toledo la capitale di uno dei califfati in cui si articolavano i territori sotto il dominio musulmano.

Dell’epoca, la città conserva una piccola moschea, nota col nome di Moschea del Cristo della Luce: edificata alla fine del X secolo a pianta quadrata, fu successivamente trasformata in chiesa con l’aggiunta della parte absidale, che venne abilmente raccordata all’edificio precedente senza soluzione di continuità, utilizzando gli stessi materiali e lo stesso stile di decorazioni. All’interno, le quattro colonne che sorreggono la cupola sono sormontate da capitelli visigoti di recupero, unendo in un solo edificio di modeste dimensioni, i segni di tre culture e tre religioni – i visigoti professavano l’arianesimo – che si sono susseguite e intrecciate in questo stesso luogo.

Nel 1085, dopo tre anni di assedio, Toledo si arrese al re di León, Alfonso VI, che s’impegnò a garantire la sicurezza delle persone e dei loro beni agli abitanti musulmani e alla numerosa e ricca comunità ebraica locale. Toledo era una importante città mozarabica: il termine mozàrabo indica i cristiani che vivevano nei domini musulmani della penisola iberica, portatori di una cultura con caratteri propri, nata dall’incontro fra l’influenza araba e il retaggio culturale dei regni visigoti. Anche la chiesa mozarabe si costituì come un’unità autonoma con un proprio rito, ancora oggi praticato a Toledo e in alcune zone della Spagna, ufficialmente riconosciuto negli anni Novanta da papa Giovanni Paolo II.

La tolleranza religiosa non era destinata a durare a lungo: quando si decise di costruire una nuova cattedrale, l’edificio sorse sul luogo dove si trovava la moschea maggiore, che a sua volta era stata edificata sopra la cattedrale visigota. Nell’antico quartiere ebraico della città si conservano due tra gli esempi più raffinati di arte mozarabe, edifici nati come sinagoghe, trasformati in chiese dopo la cacciata degli ebrei dalla Spagna nel 1492, e oggi entrambi sedi di istituzioni museali: la chiesa di Santa Maria la Blanca – centro culturale e spazio espositivo – e la cosiddetta Sinagoga del Tránsito, dove ha sede il museo dedicato alla cultura ebraica sefardita locale.

Si tratta di due pregevoli esempi di quell’architettura cosiddetta mudèjar, che adottava tecniche costruttive e decorative proprie dell’arte musulmana nella realizzazione di edifici per conto di cristiani ed ebrei. Nasceva così in epoca romanica uno stile ibrido, raffinato ed elegante, che nel periodo gotico raggiunse le sue massime espressioni. L’elemento caratteristico è l’arco a ferro di cavallo, nel quale si utilizzano mattoni a vista per creare composizioni bicolori, alternando il rosso del laterizio al bianco della calce, mentre le decorazioni di capitelli e pareti, in stucco a motivi geometrici e vegetali, mostrano l’impalpabile leggerezza di ricami, coronati dalla maestosità dei soffitti a cassettoni finemente scolpiti.

Tutti questi elementi caratteristici sono presenti in Santa Maria la Blanca: edificata in origine nel 1180, è la più antica sinagoga tuttora esistente in Europa. L’aspetto attuale si deve alla ricostruzione del XIII secolo, quando la comunità ebraica di Toledo ottenne dal re il permesso di realizzare “la più grande e bella sinagoga di Spagna“. Venne trasformata in chiesa alla fine del XIV secolo, in seguito all’eccidio del 1391 fomentato dalle violente e sanguinarie prediche contro gli ebrei ad opera dell’arcidiacono Ferrán Martinez.

La struttura a cinque navate separate da pilastri si ispira all’architettura tipica delle moschee: sopra gli archi a ferro di cavallo corre una decorazione a delicati fregi geometrici, mentre i capitelli dei pilastri mostrano complessi intrecci fitomorfi che richiamano i rilievi di capitelli e portali nelle chiese romaniche e gotiche. Nella struttura attuale manca il matroneo, probabilmente distrutto in occasione delle trasformazioni cinquecentesche, quando furono aggiunte le absidi. Seguirono un lungo periodo di abbandono e un successivo utilizzo a scopi militari, fino al restauro in tempi recenti che ha restituito all’ambiente l’antico splendore.

La cosiddetta Sinagoga del Tránsito, realizzata nel XIV secolo, rimane forse l’esempio più significativo di arte mudèjar. L’appellativo di Tránsito è derivato dalla Dormizione di Maria che ornava l’altare cinquecentesco (il dipinto è oggi al Museo del Prado di Madrid), realizzato al momento della trasformazione in chiesa dopo la definitiva espulsione degli ebrei dalla Spagna.

L’ambiente rettangolare, dalla semplice struttura, presenta una raffinatissima decorazione a motivi floreali e geometrici sulle pareti e nel matroneo, presente su un solo lato. Nella parete orientale, ornata da un ricamo di stucchi policromi, tre nicchie si aprono su un piccolo vano al cui interno erano custoditi i rotoli della Torah, mentre il soffitto a cassettoni è realizzato in legno di cedro.

Situato nella sinagoga e negli ambienti adiacenti, il Museo Sefardita offre ai visitatori un percorso attraverso la storia della cultura ebraica nella penisola iberica dall’epoca romana alla fine del XV secolo. Vi sono custoditi molti pezzi, tra i quali figurano monete, contratti matrimoniali, arredi liturgici, planimetrie, resti archeologici e funerari.

Trascorse a Toledo metà della sua esistenza il grande pittore El Greco (1541-1614), abitando in un’ampia casa del quartiere ebraico. Aveva lasciato la natia isola di Creta per trasferirsi a Venezia, soggiornando poi a Roma e in seguito a Madrid. Infine, l’incontro con la città che non avrebbe più lasciato: “Tu la scegliesti, questa città che vola, perché vi scorgesti un alto cavalletto per collocarvi i tuoi quadri“, gli scriveva un amico. Nella Casa Museo di El Greco è custodito il grande dipinto con la Veduta e pianta di Toledo, nel quale il maestro rappresentò gli edifici principali della città, fissando sulla tela l’aspetto monumentale che aveva assunto nel corso del XVI secolo. E a Toledo El Greco dedicò anche una delle sue opere più intensamente ed emotivamente coinvolgenti: la dipinse sotto un cielo sulfureo e tempestoso, come un’apparizione evocata dalla luce di un lampo, cristallizzata in un attimo destinato a durare per sempre.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. El Greco (Domínikos Theotokópoulos): Veduta e pianta di Toledo, 1610 c. – Toledo, Casa Museo di El Greco (fonte)
  2. Si accede al centro antico di Toledo attraversando il Tago con il ponte fortificato dell’Alcantara, di origine romana
    Foto © Donata Brugioni
  3. Corone votive dei re Visigoti – Toledo, Museo dei Consigli e della Cultura Visigota
    Foto © Donata Brugioni
  4. La piccola moschea del Cristo della Luce (X secolo) a Toledo
    Foto © Donata Brugioni
  5. Interno della sinagoga di Santa Maria la Blanca
    Foto © Donata Brugioni
  6. Dettaglio degli archi a ferro di cavallo nella sinagoga di Santa Maria la Blanca
    Foto © Donata Brugioni
  7. Capitello nella sinagoga di Santa Maria la Blanca
    Foto © Donata Brugioni
  8. Abside cinquecentesca nella sinagoga di Santa Maria la Blanca trasformata in chiesa
    Foto © Donata Brugioni
  9. Interno della Sinagoga del Tránsito
    Foto © Donata Brugioni
  10. La parte alta delle pareti nella Sinagoga del Tránsito è finemente decorata
    Foto © Donata Brugioni
  11. Un pilastro del matroneo nella Sinagoga del Tránsito
    Foto © Donata Brugioni
  12. El Greco (Domínikos Theotokópoulos): Veduta di Toledo, 1610 c. – New York, Metropolitan Museum of Art (fonte)

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Interno della chiesa di Santa Maria la Blanca
Foto © Donata Brugioni