L’approdo dell’isola di Ufnau è l’ultima fermata dei battelli in servizio sul lago di Zurigo, prima di arrivare al capolinea di Rapperswil: l’antica “città delle rose” che un tempo fu una delle tappe principali del lunghissimo cammino che dalla Germania giungeva fino a Santiago de Compostela. Ce lo ricorda il bel centro medioevale, ricco di monumenti e chiese, culminante nel castello arroccato a picco sul lago.

Da lontano l’isola di Ufnau appare come un bastione di alberi e cespugli, un groviglio verde galleggiante sull’acqua, non se ne possono intuire le dimensioni – una superficie di oltre dieci ettari – né si vedono gli edifici religiosi che vi sorgono, e il suo profilo quasi si confonde con quello delle rive del lago alle sue spalle. Un’apparenza modesta e quasi insignificante che schiude a poco a poco un mondo a sé, appartato e lontano dall’animazione dei paesi rivieraschi, situati a pochi chilometri dal centro di Zurigo.

Dall’imbarcadero un sentiero si inoltra per un breve tratto nel bosco, aprendosi subito su un paesaggio ondulato di vasti prati verdissimi, popolati da mucche al pascolo; una visione inaspettata, nel contesto di una piccola isola lacustre. Da quasi mezzo secolo, due volte l’anno una famiglia di allevatori trasborda con una grande barca un gruppo di giovani mucche; gli animali trascorrono sull’isola un paio di mesi in primavera e in autunno, mentre d’estate vengono trasferiti all’alpeggio e passano l’inverno nella stalla sulla terraferma.

I pascoli vengono dati in affitto dall’abbazia benedettina di Einsiedeln, che ebbe in dono l’isola di Ufnau dall’imperatore Ottone I alla fine del X secolo. All’epoca l’isola era già da tempo sede di una comunità monastica: dal VII secolo vi sorgeva la chiesetta di San Martino, con funzioni di parrocchiale per i vicini villaggi rivieraschi, collegati con l’isola da una rustica passerella di legno, in uso fino al 1670.

Sulla modesta altura che domina i pascoli sorge la cappella di San Martino, eretta in forme romaniche nella prima metà del XII secolo sulle fondamenta della precedente chiesa, e consacrata nel 1141; nello stesso anno fu consacrata anche la nuova parrocchiale, dedicata ai Santi Pietro e Paolo, che dal suo alto e massiccio campanile offre un’ampia vista sul bacino del lago. La chiesa fu costruita sulle rovine di un tempio gallo-romano del II secolo, la cui preesistenza mostra come l’isola fosse considerata un luogo sacro già dall’antichità.

Qui venne sepolto S. Adalrich, monaco di Einsiedeln ritiratosi in eremitaggio a Ufnau verso la fine del X secolo: il santo è effigiato in un affresco all’interno della chiesa dei SS. Pietro e Paolo, posto sull’arco del presbiterio; di fronte, un analogo affresco raffigura sua madre, la duchessa Regelinda. La decorazione murale nell’abside e sulle pareti dell’unica, spoglia, navata, è stata realizzata in epoche diverse, ed è in gran parte resa illeggibile dall’umidità e dall’abbandono conseguente alle vicissitudini belliche subite dall’isola tra Seicento e Settecento.

Di fronte alla chiesa, la piccola cappella di San Martino si trova sulla modesta altura al centro dell’isola, circondata da un vigneto piantato in anni recenti ripristinando l’antica vigna che in passato forniva ai monaci il vino per le celebrazioni liturgiche. Ancora oggi “l’isola del silenzio”, come è stata definita, è un luogo di spiritualità: in quanto pertinenza da oltre mille anni dell’abbazia benedettina di Ensiedeln vi sono vietati il campeggio, la balneazione e l’abbigliamento da spiaggia.

In estate vi si tengono mostre di scultura all’aperto, come quella dedicata recentemente alle opere di Daniel Eggli: piccole figure in legno dai tratti sinteticamente abbozzati, sono state ambientate nello scenario dell’isola e degli edifici che vi sorgono; testimoni silenziosi, fermati in gesti di danza che trasportano il visitatore in un tempo sospeso, dove tutto appare rallentato, in sintonia con il placido e costante ruminare delle mucche che osservano pensose i visitatori, gli umidi sguardi ombreggiati dalle lunghe ciglia.

Didascalie immagini

  1. Veduta dell’isola di Ufnau dall’alto. Si distinguono: la cappella di San Martino e la chiesa dei Santi Pietro e Paolo con l’alto campanile, affiancate da un vigneto, la Casa dei due corvi, edificio destinato ad abitazione dei fittavoli (fine de XVII secolo) e l’attiguo grande fienile in legno.
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  2. Sbarco delle mucche sull’isola di Ufnau
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  3. Al pascolo sull’isola di Ufnau
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  4. La cappella di San Martino e il campanile della chiesa dei SS. Pietro e Paolo
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  5. La chiesa dei SS. Pietro e Paolo in corso di restauro (© Donata Brugioni) / Il semplice interno a una navata con resti di affreschi di epoche diverse
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  6. Affresco raffigurante Sant’Adalrich nella chiesa dei SS. Pietro e Paolo
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  7. La cappella di San Martino con il vigneto / Sculture in legno di Daniel Eggli presso la rimessa per le barche
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in prima pagina:
Veduta dell’isola di Ufnau dall’alto
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