In cammino per le strade di Scalea, decantata anche dal Boccaccio nella sesta novella del Decamerone, è dare voce ai sentimenti, lasciarsi guidare dalle emozioni, mettersi completamente a nudo per carpire la meraviglia della natura preziosa.

Borgo medievale, piccolo gioiello della incantevole Riviera dei Cedri, è uno dei paesi più importanti e più antichi dell’alto Tirreno Calabrese, simbolo è la Torre Talao nella quale sono stati rinvenuti resti archeologici risalenti all’epoca paleolitica che confermano la presenza dell’uomo di Neanderthal.

Il centro storico pittoresco sorge a pochi metri dal lungomare: il fascino dei vicoli, le  innumerevoli scalinate, si respirano i profumi di un lustro senza spazio e senza tempo, i fiori all’esterno delle tipiche abitazioni, i colori delle bouganville che si ergono maestose e offrono riparo e frescura  ai tanti viaggiatori che ne colgono i dettagli più nascosti: i rami forti e robusti proteggono e il tutto avvolgono, regalano un caloroso abbraccio amicale e conviviale, le piazze con vista mozzafiato; un piccolo angolo di paradiso che il tempo non ha corroso ma ha impreziosito; punte di diamanti rappresentate da splendidi affreschi bizantini, gradini in pietra che consentono di giungere alle mura del Castello Normanno; punto panoramico dal quale è possibile scrutare lo splendore di un mare azzurro, che attende i suoi “amici”, li accarezza amorevolmente, il riflesso del sole alto nel cielo limpido, gli ombrelloni multicolori che fanno da cornice ad un panorama meraviglioso.

La spiaggia è costellata di sassi dai colori dell’arcobaleno simili a preziosi grezzi che alle prime luci dell’alba schiudono gli “occhi” sorridono  e salutano coloro che si apprestano a fare la loro conoscenza e sono spettatori attenti di episodi dell’infanzia e dell’adolescenza di quanti ritornano.

Scalea è ricordata per la sua Festa Patronale nella quale viene commemorata la devozione e il culto della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che fu introdotta per la prima volta dai crociati nel secolo XIII, nei secoli la venerazione, il credo è stato un crescendo, in costante divenire, una chiesa è stata dedicata alla celebrazione liturgica quotidiana nella quale è stata importata una “sua” statua dalla superba bellezza.
Gli abitanti di Scalea ogni anno festeggiano la festa con profonda fede; con uno spirito nuovo: spirito di rinnovamento, di cambiamento e di ritorno alle origini, con uno sguardo alla tradizione a quello che ha rappresentato in passato: la liberazione da una profonda carestia e siccità e una terribile epidemia di colera e con una chiave di lettura proiettata ai giorni “nostri” i tempi moderni, anni in cui si guarda con la leggerezza dell’essere e si è indirizzati a ricercare il bello nel suo significato più intimo: all’atmosfera magica, incantata che avvolge e coinvolge la città che si illumina a festa per l’occasione, ammirando le tante bancarelle che esibiscono i prodotti locali a rappresentare una piccola fiera.

Il fulcro che contraddistingue questo evento: la partecipazione di tutti; grandi e piccini affollano il paese per prendere parte ai preparativi; adornare le strade principali con tappeti di fiori colorati, profumati; realizzare delle vere e proprie opere “d’arte”, simili a quadri dipinti, con un calore che si respira, la costante ricerca della perfezione in queste creazioni senza primeggiare con collaborazione e sentimenti di letizia che fanno da cornice a questo sfondo impreziosito dalle risate dei più piccoli che apportano il loro contributo porgendo timidamente, delicatamente, con l’innocenza della loro età i tanti fiorellini adagiati ma con la responsabilità della riuscita del progetto che li rende “piccoli grandi uomini”.

La mattina del 16 luglio, come da tradizione, il sindaco a nome di tutta la comunità offre alla Madonna un cero votivo, spighe di grano e ramoscelli d’ulivo segno di prosperità e abbondanza, nel pomeriggio dopo la Santa Messa, la statua della Madonna viene portata, in spalla, in processione per le vie principali, seguita dalle donne che reggono fiere sul capo le “cinte”, strutture in legno nelle quali vengono adagiate le candele, i ceri votivi, addobbate e abbellite da fiori di carta colorati per chiedere una grazia o per ringraziare per una grazia ricevuta .
I festeggiamenti terminano intorno alla mezzanotte con gli spettacolari fuochi d’artificio che illuminano il litorale e riflettono lo scintillio al chiaror della luna nell’infinito mar: salutano e congedano e ringraziano quanti hanno presenziato con una pioggia di stelle cadenti multicolori.

Didascalie immagini

  1. Lungomare della splendida e suggestiva Riviera dei Cedri
  2. La notte, la sua magia sta per avvolgere la Torre Talao
  3. Il Castello Normanno e i suoi ruderi
  4. Antico borgo medievale a picco sul mare
  5. L’infiorata, i suoi pannelli colorati che con la bellezza dei fiori raccontano una storia
  6. Processione della Madonna la Beata Vergine del Monte Carmelo

IN COPERTINA
Particolare di un pannello dell’Infiorata

tutte le foto © Franca Spiezia