Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori, / le cortesie, l’audaci imprese io canto
(Ludovico Ariosto, L’Orlando Furioso, I, 1-2)

La cittadina di Marostica, in provincia di Vicenza, presenta uno dei meglio conservati complessi di fortificazioni medioevali del Veneto, che ne fa una delle più belle città murate della regione. La cinta muraria ha come punti di forza due castelli, il Castello Superiore, che sorge sulla vetta della collina alla quale è addossato l’antico borgo, e il Castello Inferiore, che lo fronteggia in basso, a chiusura della piazza principale. Quest’ultimo ha l’aspetto di un’elegante rocca urbana coronata da merli, tipologia abbastanza frequente in area padana e analoga a quella delle residenze fortificate erette dalla nobiltà veronese tra i secoli XIV e XVI.

I due castelli sorsero dopo la conquista del territorio vicentino da parte degli Scaligeri, signori di Verona, che a partire dai primi decenni del XIV secolo avviarono il potenziamento delle strutture difensive di Marostica. Il completamento dell’impresa si ebbe nel 1372 per mano di Cansignorio della Scala, che fece costruire una monumentale cinta di mura a protezione delle strutture militari già realizzate. Ne risultò uno scenografico andamento poligonale irregolare che sale lungo i fianchi della collina congiungendo il Castello Superiore al Castello Inferiore. L’intero complesso, e in particolare il Castello inferiore, è stato sottoposto a impegnativi interventi di restauro nel corso del Novecento, ripresi e completati nei primi anni Duemila nell’intento di ripristinare per quanto possibile la struttura originaria.

Il Castello Inferiore fa da sfondo alla Partita a Scacchi a personaggi viventi che viene giocata ogni secondo fine settimana di settembre degli anni pari: le rappresentazioni di quest’anno si terranno nei giorni 9 – 10 e 11 settembre sulla piazza di Marostica. La pavimentazione della piazza ha al centro una grande scacchiera in marmo rosso e bianco che accoglie i pezzi schierati per la partita, mentre sulle gradinate erette per l’occasione oltre tremila persone seguono il gioco. La prima edizione della Partita fu realizzata nel 1923 con grande successo – persino Gabriele D’Annunzio volle presenziare all’evento, sorvolando la piazza con il suo biplano e lanciando un messaggio di augurio – ma rimase per lungo tempo un’iniziativa isolata.

Si dovette attendere fino agli anni Cinquanta del secolo scorso perché l’idea venisse ripresa ad opera di Mirko Voucetich, eclettica figura di scenografo e architetto, che elaborò un copione teatrale prendendo spunto dalla partita in costume medioevale messa in scena nel 1923. L’artista si documentò studiando le antiche carte custodite nell’archivio comunale di Marostica e presso la Biblioteca Marciana di Venezia, fino a mettere a punto la versione odierna della Partita a Scacchi a personaggi viventi, di cui fu autore, scenografo, costumista, interprete e regista fino a metà degli anni Settanta.

La trama, fra storia e leggenda, narra di una fanciulla bellissima di nome Lionora e di due giovani pretendenti alla sua mano, pronti a sfidarsi. Il padre di Lionora, Taddeo Parisio, castellano della città, non volendo inimicarsi nessuno dei due giovani, decide che Lionora andrà in sposa al vincitore di una partita al nobile gioco degli scacchi; lo sconfitto entrerà comunque a far parte della famiglia del castellano sposando Oldrada, sorella minore di Taddeo Parisio. Luogo della partita, con i pezzi incarnati da personaggi viventi, la piazza del Castello Inferiore, alla presenza dei nobili e di tutto il popolo.

I due contendenti, Rinaldo d’Angarano e Vieri da Vallonara siedono al tavolo da gioco e gli Araldi comunicano le mosse e dispongono i relativi spostamenti sulla scacchiera nella piazza. I pezzi catturati rovesciano le insegne ed escono di scena. Alla fine, per uno dei due giocatori il cerchio si chiude: è Scacco Matto! I portoni del Castello si aprono per far uscire tutti i protagonisti della vicenda e gli oltre seicento figuranti che hanno preso parte allo spettacolo sfilano girando attorno all’arena di gioco e vanno a disporsi sulla scacchiera, dando vita a una coreografia grandiosa.

Infine, un gruppo  di Arcieri avanza verso il castello e lascia partire una serie di dardi incendiari che raggiungono i merli, facendo scaturire una corona di getti infuocati, con una cascata di scintille che si spengono nel fossato, mentre gli spettatori ritrovano il sapore d’altri tempi di una storia d’amore dall’inevitabile lieto fine: E vissero felici e contenti, come in ogni fiaba che si rispetti.

Come introduzione e corollario alle rappresentazioni della Partita, le sale del Castello Inferiore ospitano dal 6 agosto al 18 settembre la mostra La battaglia dei due Re con finte schiere. La storia degli scacchi tra XIII e XVIII secolo nei libri della Biblioteca Bertoliana. Il materiale esposto proviene dal ricco patrimonio librario della Biblioteca Bertoliana di Vicenza, attiva sin dal Settecento. Si tratta di una tra le più importanti biblioteche storiche italiane, che custodisce una rara collezione di letteratura scacchistica universale, comprendente opere manoscritte e a stampa datate tra il XIII e il XIX secolo, spesso arricchite da disegni e incisioni.

Fra le rarità presentate nel percorso espositivo, spicca una miniatura che decora la Bibbia del copista Cambius Vicentinus. La piccola scena miniata rappresenta un chierico e un laico che, seduti, giocano a scacchi. Si tratta di una delle prime rappresentazioni di partita a scacchi ad oggi nota, realizzata in Francia nel terzo quarto del XIII secolo, proprio negli anni in cui il pio re Luigi IX vietava il gioco degli scacchi, che fu lungamente osteggiato dalla Chiesa: dagli anatemi di San Pier Damiani nell’XI secolo fino ai roghi di scacchi e scacchiere del Savonarola, si dovrà aspettare il Seicento perché venga considerato accettabile quel gioco che Wolfgang Goethe definirà “la pietra di paragone dell’intelletto“.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. La Piazza di Marostica con il pavimento a scacchiera di marmo bianco e rosso sul quale si gioca la Partita a personaggi viventi. Sullo sfondo, in cima alla collina, il Castello Superiore domina l’antico borgo
  2. La colonna con il Leone di San Marco sulla piazza di Marostica, fu eretta nel XVI secolo come testimonianza di fedeltà alla Serenissima
  3. Un momento della Partita con i pezzi bianchi e neri che si fronteggiano
  4. La regina bianca
  5. I due contendenti al tavolo da gioco
  6. A conclusione della Partita gli oltre seicento figuranti che hanno partecipato alla rievocazione sfilano sulla piazza
  7. Lo spettacolo pirotecnico conclude la serata
  8. Bibbia dono Beltrame, dettaglio carta 374r, Incipit Vangelo S.

IN COPERTINA

Locandina della Partita a scacchi a personaggio viventi,
Marostica, 9-11 settembre 2022

courtesy Associazione Pro Marostica

Sito web: https://www.marosticascacchi.it/#1

Dove e quando

Evento:

Indirizzo:
[Guarda su Google Maps]