A due settimane dal fischio di inizio, il campionato mondiale di calcio 2022, la ventiduesima edizione della massima competizione per le rappresentative di calcio maschili maggiori delle federazioni sportive affiliate alla FIFA, accenderà i riflettori planetari sul Qatar.

Penisola circondata dal Golfo Arabico nel cuore del Medio Oriente, a sei ore di volo dall’Italia, per chi l’ha già visitata è istintivo supporre la perfezione con la quale si saranno organizzati per accogliere gli ospiti provenienti da oltre novantacinque stati senza visto di ingresso. Al di là del calcio – posto come gli Azzurri non si siano qualificati per la fase finale – vale la pena valutare l’idea “dell’onda lunga” per una vacanza invernale in famiglia, al caldo, in un paese che si vanta di essere il “più sicuro del mondo nel 2022”.

Indubbiamente una destinazione del lusso e dei viaggi di affari, ma il pallone è stato l’occasione per aprirsi al turismo offrendo un’avventura accessibile e saldamente radicata in una cultura di eccellenza dei servizi, grazie all’organismo governativo ufficiale responsabile dello sviluppo e della promozione turistica, volto a facilitare la crescita esponenziale del settore, facendo del Qatar la destinazione in più rapida crescita del Medio Oriente.

La Qatar Tourism Strategy, oltre a un’offerta alberghiera e ristorazione di altissimo livello – ricordi indelebili quelli di immersioni in certe spiagge private – ha fissato un obiettivo estremamente ambizioso: attirare oltre sei milioni di visitatori internazionali all’anno entro il 2030 potendo variegare le tipologie di accoglienza, anche per la fauna (tipo lo squalo balena o l’orice araba) e la varietà di flora tra cui le mangrovie, grigie o bianche, sono oasi verdi e fonte di biodiversità.

La maggior parte delle esperienze è una combinazione di cultura e modernità: da musei iconici, che accompagnano i visitatori lungo un millennio di arte islamica, alle avventure nel deserto o al parco a tema Quest Doha, con oltre trenta attrazioni tipo le montagne russe al coperto più alte del mondo e la torre a caduta libera al coperto più alta del mondo (come accaduto a suo tempo a Dubai, ora anche a Doha sono molto sensibili al “più” del mondo).

Nel marzo scorso è stato inaugurato il 3-2-1 Qatar Olympic and Sports Museum, il più sofisticato museo moderno dedicato allo sport. Il mese successivo si sono spalancate le porte del sontuoso centro commerciale Place Vendôme, con i suoi oltre cinquecento negozi e con una particolarissima fontana danzante.

Diversificando, lo Zulal Wellness Resort by Chiva-So è un centro situato sulla punta settentrionale e fonde la medicina tradizionale arabo-islamica per creare un’esperienza immersiva di salute e stile di vita, insieme a percorsi di benessere per tutta la famiglia. Sempre per la famiglia il Desert Falls Water and Adventure Park, uno dei più grandi parchi a tema del Medio Oriente, che offre ventotto scivoli e giostre.

In Qatar è sempre l’ora di andare in spiaggia per il meteo sempre giusto per un tuffo. Vale la pena studiare bene, prima della partenza, la lista delle migliori spiagge pubbliche. Fra tutte, imperdibile, il Mare Interno – a una sessantina di chilometri dai grattacieli e dagli scintillii della capitale – percorrendo le dune di sabbia di Mesaieed verso la spiaggia di Sealine.

Autentico gioiello locale, consigliato percorrere l’ultimo tratto in groppa a un cammello, è riserva naturale riconosciuta dall’Unesco perfetta per pescare, campeggiare oppure osservare il sole che si immerge nell’acqua.

In passato, le tribù beduine si spostavano nel deserto con le loro tende per pascolare gli animali e dedicarsi al commercio. Oggi, questa tradizione è ancora radicata nella cultura del Qatar, come testimonia l’annuale stagione invernale del campeggio o Al Enna durante la quale, i residenti, si avventurano nel deserto in accampamenti elaborati per un ritorno alla terra. Ovunque, il deserto, è parte integrante della cultura locale e offre sorprendenti varietà di attività: dal riposo in tenda al dune bashing fino al parasailing.

Una particolare segnalazione della Purple Island per la bellezza naturale in un contesto incontaminato. Situata a nord est, nota come l’isola viola, a un’ora di auto da Doha, può essere anche la destinazione per una gita familiare di un giorno. In passato è stata sede di produzioni di tinture e, da questo il nome. Però, ci è stato raccontato che, invece, derivi dai fiori endemici di colore viola. Il periodo migliore per visitarla – del resto come l’intero Qatar – è tra novembre e febbraio, quando il sole è caldo, ma sopportabile.

Essenziale arrivare ad Al Khors attrezzati in quanto non sono presenti strutture o luoghi ombreggiati. Acqua, crema solare, cappellone, cibo e scarpe adatte per camminare. Quando la lascerete, non dimenticate di raccogliere i vostri rifiuti e portarli con voi fino al parcheggio.