Narra una leggenda che l’Arcangelo Michele, per ricacciare il Demonio nell’inferno, tracciò con la spada un fendente micidiale, segnando la terra dall’Irlanda alla Palestina; lungo questa linea retta sorsero, fin dai primi secoli della cristianità, una serie di santuari dedicati al culto di San Michele, collocati in luoghi particolari, dalle caratteristiche apparentemente opposte: grotte profonde o ripide e inospitali rocce solitarie, incombenti sul paesaggio circostante.

La Linea Sacra di San Michele ha inizio dal monastero di Skellig Michael, fondato alla fine del VI secolo da una comunità di monaci irlandesi sulla cima di un impervio isolotto roccioso e deserto al largo della costa del Kerry: battuto da venti impetuosi e raggiungibile solo con una scala di seicento gradini, sconnessi e scivolosi, il complesso monastico lasciò una profonda impressione su George Bernard Shaw, che lo visitò nel 1910 e lo descrisse come “la più fantastica e impossibile roccia del mondo” dove “celle, oratori, chiese e all’esterno cimiteri, pozzi, croci si aggrappano come conchiglie a un prodigioso pinnacolo di roccia“. La tappa successiva lungo la Linea Sacra è St. Michael’s Mount, in Cornovaglia, nel luogo in cui alla fine del V secolo l’Arcangelo apparve a un gruppo di pescatori. Qui fondarono un’abbazia i monaci benedettini provenienti dalle coste della Normandia, da quel Mont-Saint-Michel di cui l’isolotto in Cornovaglia riproduce in piccolo la struttura: analoga la posizione, così come la dipendenza dalle maree – sempre imponenti in quel tratto di costa – che determinano le fasi di collegamento e distacco dalla terraferma.

L’abbazia normanna di Mont-Saint-Michel è una delle tre più importanti mete di pellegrinaggio sulla Linea Sacra di San Michele; le altre due si trovano in Italia: la Sacra di San Michele, in val di Susa, e il santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant’Angelo sul Gargano, costruito attorno a una grotta che era meta di pellegrinaggi fino dal VI secolo; ciascuno dei tre luoghi di culto dista mille chilometri dal successivo, e tutti sono allineati con il tramonto del sole nel giorno del solstizio d’estate.

Sulla costa atlantica, al confine fra Normandia e Bretagna, Mont-Saint-Michel è il santuario più famoso; meta di oltre tre milioni di visitatori all’anno si erge sul piatto e mutevole paesaggio che lo circonda: con la bassa marea, una sterminata distesa sabbiosa, solcata da canali che si formano e prosciugano con il volgere delle ore, mentre l’oceano si ritira fino ad essere appena visibile all’orizzonte; i flutti dell’alta marea arrivano a lambire le mura di cinta del borgo, che diviene così un’isola, poiché la variazione nel livello delle acque arriva fino a quattordici metri di altezza.

Secondo la leggenda, nei primi anni dell’VIII secolo furono le reiterate e insistenti apparizioni di San Michele al vescovo di Avranches, Oberto, che convinsero il prelato a fondare un oratorio sull’isolotto alla foce del fiume Cuesnon; l’Arcangelo dovette pressare Oberto, al quale appariva inaccettabile stabilirsi su quell’ammasso di roccia che si levava per quasi ottanta metri in una landa desolata e del tutto aleatoria a causa delle maree. Alla fine, come definitivo gesto di persuasione, l’Arcangelo puntò l’indice sulla fronte del vescovo, forandogli il cranio. L’oratorio, nato nel corso dell’VIII secolo iniziò ben presto a richiamare fedeli e pellegrini, e due secoli dopo fu sostituito da una chiesa, alla quale si affiancò un monastero benedettino.

Il Mont-Saint-Michel au péril de la mer, come fu denominato in riferimento alle grandi maree caratteristiche del luogo, crebbe attraverso i secoli per sovrapposizioni successive: la primitiva chiesa di epoca carolingia fu trasformata in cripta, mentre alla metà del XII secolo risale la romanica cappella di St-Étienne, utilizzata dai monaci come cappella funeraria. Il periodo di massimo splendore l’abbazia lo visse fra il XIII e il XIV secolo, epoca in cui fu aggiunta al complesso la parte gotica, denominata Merveille per l’armoniosa bellezza degli ambienti e del chiostro, dalla doppia fila di colonnine alternate che creano suggestivi giochi prospettici.

Nel refettorio le pareti laterali sono interrotte da una serie di finestre ad arco, alte e strette, affondate nella spessa muratura al punto da restare invisibili per chi si affaccia sulla porta: in tal modo, non è possibile individuare immediatamente la fonte della luce soffusa che pervade l’ambiente. La stessa maestria architettonica caratterizza anche la Sala degli Ospiti, del XIII secolo, articolata in due ariose navate dalle volte a crociera e con la parete di fondo occupata da due enormi camini, analoghi a quelli che chiudono la Sala dei cavalieri (in origine scriptorium dei monaci benedettini), così denominata perché nel 1469 vi fu costituito l’ordine dei Cavalieri di San Michele.

Il complesso di edifici culmina con la chiesa abbaziale, dalla caratteristica architettura propria del romanico normanno; il coro fu ricostruito tra la seconda metà del Quattrocento e gli inizi del secolo successivo in stile tardogotico, caratterizzato dalle alte arcate ogivali e dalle ampie superfici vetrate, dalle quali si sprigiona un tripudio di luce. Sulla poderosa struttura dell’abbazia svetta la sottile guglia, collocata a fine Ottocento sulla torre romanica della cattedrale: in cima, a centosettanta metri di altezza sulla distesa di sabbie e acqua che circonda il Mont-Saint-Michel, risplende la statua dorata dell’Arcangelo con la spada sguainata.

L’isolotto è racchiuso da una triplice cerchia di mura, innalzate in epoche successive, che ne hanno fatto un’inespugnabile fortezza. Tre porte danno accesso al piccolo borgo, che si avvolge ai piedi dell’abbazia lungo un’unica via a spirale, la Grand-Rue, affiancata da case del XV e XVI secolo, molte delle quali a graticcio. Oggi solo una trentina di persone abitano stabilmente nel borgo, e sulla via si aprono caffè, ristoranti, negozi di souvenir e piccoli alberghi; in realtà, ben poco è mutato rispetto ai secoli passati, quando la via era interamente occupata da locande, taverne e venditori di immaginette di San Michele – testimonianza e memoria dell’avvenuto pellegrinaggio – e di ampolle, nelle quali i pellegrini raccoglievano la sabbia attorno all’isolotto.

La traversata a piedi per chi veniva dalla costa risultava spesso pericolosa, per il rapido salire dell’onda di marea, per l’improvviso arrivo di banchi di nebbia dall’oceano che facevano perdere l’orientamento, per i tratti di sabbie mobili nelle quali si può inaspettatamente sprofondare. Da lontano, la mole conica del Mont-Saint-Michel, massiccia e compatta nella sua imponenza, suggerisce l’impressione di un movimento a spirale, imperniato nella punta della spada di San Michele, una sorta di lento e inesorabile turbine che sembra voler portare verso il cielo l’isola e tutto ciò che le sue poderose mura strettamente serrano.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. La Linea Sacra di San Michele (fonte)
  2. Veduta di Mont-Saint-Michel con la passerella di accesso, sospesa su pilastri, che ha sostituito la diga realizzata nel tardo Ottocento per consentire l’arrivo di treni e altri mezzi di trasporto fino all’ingresso del borgo
    (foto ©Donata Brugioni)
  3. All’interno della chiesa di St-Pierre parrocchiale di Mont-Saint-Michel costruita nell’XI secolo sul luogo di sepoltura di Sant’Oberto, la cappella di San Michele custodisce una venerata statua dell’Arcangelo rivestita in lamina d’argento
    (foto ©Donata Brugioni)
  4. Veduta dalle mura di Mont-Saint-Michel. Con la bassa marea la linea di costa si allontana fino a una quindicina di chilometri dall’isolotto
    (foto ©Donata Brugioni)
  5. La cappella di St-Étienne, del XII secolo, era utilizzata dai monaci come cappella funeraria
    (foto ©Donata Brugioni)
  6. La parte gotica del complesso abbaziale incombe sulla ripida scalinata d’accesso / Il chiostro del XIII secolo (1225-1228) con le due file di colonnine alternate
    (foto ©Donata Brugioni)
  7. Il refettorio e la Sala degli Ospiti sono due ambienti della Merveille, la parte gotica dell’abbazia, così denominata per l’eleganza delle su architetture
    (foto ©Donata Brugioni)
  8. Alla romanica chiesa abbaziale venne aggiunto fra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo il luminoso coro in stile tardo gotico
    (foto ©Donata Brugioni)
  9. Il crepuscolo accende di mille colori la distesa di sabbia e acqua attorno a Mont-Saint-Michel
    (foto ©Donata Brugioni)

In copertina

La statua dorata dell’Arcangelo Michele risplende in cima alla guglia dell’abbazia di Mont-Saint-Michel in Normandia
(foto ©Donata Brugioni)
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