La Lituania, affaccia sul mar Baltico, conserva ancora lo straordinario fascino di non essere conosciuta dal turismo di massa e riesce a custodire una perla di rara bellezza, la penisola di Neringa o Curlandese, formata da una candida striscia di sabbia che forma una laguna lunga circa cento chilometri che si dirada dalla foce del fiume Nemunas, anche se circa metà è in territorio russo.

Ex stato del blocco sovietico, l’indipendenza lituana venne ufficialmente riconosciuta nel settembre 1991 e, per arrivare alla penisola, la soluzione è sbarcare a Klaipedia a meno non si disponga di visto russo. Numerosi autobus collegano le più grandi città del Paese con la penisola, raggiungibile dalla terraferma grazie al servizio traghetti.

Venti e correnti marine non solo hanno modellato questo piccolo paradiso, ma hanno fornito anche il supporto alla mitologica lituana e, come ogni posto incantato che si rispetti, anch’esso vanta leggende tipo quella dove si narra di Nida, figlia di un pescatore, solita a raccogliere nel grembiule la sabbia per poi spargerla in mare così da creare la barriera che isolasse l’impetuoso Baltico dalla costa e mettere in sicurezza il lavoro dei pescatori. 

Proseguendo con le storie lituane Neringa prenderebbe il nome dall’omonima gigantessa, abitante delle coste baltiche e la penisola – divenuta nel corso degli anni punto strategico della “Via dell’ambra” – venne scoperta in seguito all’esplosione del castello marino della dea Jūratė. Ogni mondo è paese, quindi provate a immaginare da cosa venne causata l’esplosione… eh, sì, dall’ira del dio del tuono Perkūnas geloso che l’amata si fosse invece innamorata di un mortale, il pescatore Kastytis. 

Muoversi in taxi è il modo migliore per farsi raccontare questi miti e, attraversando boschi verdissimi, si viene catapultati in un paesaggio fatto di mare, laguna, foreste, spiagge, il tutto curato alla perfezione come le piccole case colorate con steccati di legno e fiori ovunque. Un breve tragitto per arrivare alla vedute più belle dell’istmo, Patrimonio dell’Umanità dal 2000, con un percorso mozzafiato definito il “Sahara lituano”. 

Il punto più alto è rappresentato dalla duna Parnidis, che raggiunge cinquantadue metri, dalla cui sommità si può ammirare un panorama indimenticabile. Apprezzabile come siano stati costituiti sentieri e percorsi per tutelarla, essendo la duna un ecosistema altamente instabile e il passaggio libero dei visitatori potrebbe comprometterne irreparabilmente la conformazione.

Se il viaggio era per visitare il sito Unesco, ignoravamo, invece, l’esistenza della Collina delle Streghe (Raganu Kalnas) a Juodkrantė, un bosco di conifere, o meglio, un enorme museo a cielo aperto di ben ottanta sculture di legno dalle forme grottesche, dalle fattezze mostruose, sinistre, talvolta inquietanti e a volte divertenti.

Rappresentano i personaggi che popolano le favole e le leggende lituane. Infatti, la storia prosegue raccontando come i figli del male si fossero impossessati di metà della collina, la metà nefasta, popolata da streghe demoni e fantasmi, lasciando l’altra metà a Neringa, al pescatore Justin, oltre a bambini, gufi e gnomi.

La collezione ha avuto inizio nel 1979 ad opera di quarantanove intagliatori guidati dallo scultore Steponas Šarapovas e dall’architetto Algimantas Nasvytis, ispirati dalla tradizione artigianale Samogizia (una delle cinque regioni lituane). La passeggiata nel bosco offre un percorso circolare da affrontare in assoluto relax per ombra, temperatura perfetta e profumo di resina.

Un cammino suggestivo in un luogo dalle atmosfere magiche e incantate da non perdere, perfettamente tenuto, a ingresso gratuito e con impeccabili servizi, quindi adattissimo per i bimbi.

Anche i souvenir a tema sono belli e non la solita paccottaglia per turisti, con la seria difficoltà di non riuscire a scegliere. Indimenticabile l’altalena per chi si sente bambino indipendemtemente dai numeri scritti nel passaporto.

Didascalie immagini 

  1. veduta della penisola di Neringa
    foto © Lucia Annunziato
  2. vegetazione delle dune sabbiose
    foto © Lucia Annunziato
  3. dall’altro in basso
    – cartina dell’Istmo di Curlandia Sito Patrimonio Unesco
    – arbusti delle dune
    – fiori viola sono il più bel regalo della sabbia
    – vegetazione delle dune
    foto © Lucia Annunziato
  4. vedute durante la salita alla sommità della duna Parnidis
    foto © Lucia Annunziato
  5. vedute del Mar Baltico dalla duna Parnidis
    foto © Lucia Annunziato
  6. scatto all’interno della Collina delle Streghe
    foto © Lucia Annunziato
  7. scatto all’interno di Raganu Kalnas
    foto © Lucia Annunziato
  8. scatto all’interno del percorso nel bosco
    foto © Lucia Annunziato
  9. gruppo di sculture in legno di  Raganu Kalnas
    foto © Lucia Annunziato
  10. i tipici scaccia streghe di Juodkrantė 
    foto © Lucia Annunziato

In copertina
la bellezza incontaminata della penisola di Neringa
foto © Lucia Annunziato

Dove e quando

Evento: Lituania – penisola di Neringa patrimonio dell’Umanità