“Ovunque volga lo sguardo, qui sono circondato da un mondo magico; in verità, non conosco un altro luogo sulla terra più bello e più accogliente di questo”.
                                                                                                                                 Richard Wagner (1866)

In una vita movimentata e irrequieta, con continui spostamenti, spesso in fuga per motivi politici (conivolto nell’attività deii circoli anarchici sorti attorno a Bakunin), finanziari (a rischio di carcerazione per debiti a Vienna), amorosi (considerando un dettaglio trascurabile lo stato civile di colei che accendeva una delle sue spesso effimere passioni), Richard Wagner visse i sei anni trascorsi a Tribschen, sul lago dei Quattro Cantoni presso Lucerna, come una parentesi serena dedicata al lavoro e agli affetti familiari.

Il compositore era arrivato nel 1866 a Lucerna – una città che conosceva bene, avendovi già soggiornato in precedenza per vari mesi – dopo aver velocemente e opportunamente lasciato Monaco in seguito alla nascita di Isolde, frutto dal legame con la figlia di Franz Liszt, Cosima, all’epoca ancora baronessa von Bülow. Wagner prese in affitto la villa sul promontorio di Tribschen, circondata da una tenuta affacciata sul lago, che aveva attirato la sua attenzione durante una gita in barca con Cosima.

L’intenzione iniziale di Wagner era di soggiornare in questo luogo per un anno con la sua famiglia allargata, che comprendeva anche le due figlie nate dal matrimonio di Cosima con Hans von Bülow; rimase invece a Tribschen fino al 1872, e visse nella casa che ribattezzò “L’idillio” i momenti più importanti della vita con Cosima: qui nacque nel 1867 la loro seconda figlia Eva, seguita nel 1869 da Sigfrido; infine, dopo che Cosima ebbe ottenuto il divorzio, il matrimonio celebrato nel 1870 presso la chiesa protestante di San Matteo a Lucerna venne festeggiato a Tribschen.

Furono anni proficui anche dal punto di vista professionale e Wagner si allontanerà dalla grande casa sul lago in vista delle Alpi solo per trasferirsi a Bayreuth per la fondazione e costruzione del Festspielhaus, il teatro progettato appositamente ed esclusivamente per le rappresentazioni delle opere wagneriane. Il Festival di Bayreuth, fino dalla sua prima edizione nell’estate del 1876, assunse il valore di evento mondano e artistico di rilevanza mondiale: allo spettacolo inaugurale presenziarono il Kaiser Guglielmo I, l’Imperatore del Brasile Don Pedro e Ludwig II di Baviera, oltre ad alcuni fra i più importanti compositori dell’epoca, Bruckner, Grieg, Čajkovskij e Liszt. Immancabile, il filosofo Friedrich Nietzsche, assiduo frequentatore di casa Wagner negli anni di Tribschen.

Seduto al pianoforte a coda Erard nel salotto della villa, davanti alle finestre da cui la luce del lago penetra con i suoi soffusi e mutevoli riflessi, Wagner completò I Maestri Cantori di Norimberga e compose per Cosima quell’Idillio di Tribschen la cui prima esecuzione si tenne il giorno di Natale del 1870, in occasione del compleanno di Cosima, che dedicò all’evento una pagina del suo Diario: “Quando mi sono svegliata ho sentito un suono che cresceva d’intensità, e non mi sembrava più di sognare, la musica mi avvolgeva, e che musica! Al termine, R. mi raggiunse insieme ai nostri cinque figli e mise fra le mie mani la partitura del suo “regalo sinfonico di compleanno”. Ero in lacrime, ma lo era anche il capofamiglia: R. aveva disposto l’orchestra nelle scale e così aveva consacrato la nostra Tribschen per sempre! L’Idillio di Tribschen – così era intitolata la composizione”.
(Dal Diario di Cosima Wagner, Domenica 25 dicembre 1870)

L’Idillio di Tribschen, il cui titolo fu mutato in Idillio di Sigfrido (ideale dedica all’unico figlio maschio di Wagner) è un poema sinfonico per orchestra da camera, con un organico di 15 elementi, che il musicologo Sergio Sablich – profondo e sensibile conoscitore dell’universo wagneriano – ha definito “una delle creazioni più perfette e rifinite fra tutte quelle uscite dalla penna di Wagner: qui dispensatore finissimo, con mezzi ridotti, di sottigliezze timbriche e armoniche di rara lievità, in una dimensione cameristica trasognata e aperta alla luce, e in una luce da apoteosi culminante: la pagina forse più serena e più lieta di tutta la sua vita d’artista”.

Dopo la prima esecuzione dell’Idillio, con i musicisti in precario equilibrio sui gradini della scala di legno che collega i piani della villa, Tribschen ne conobbe almeno un’altra passata alla storia: nel 1938, il grande direttore d’orchestra Arturo Toscanini inaugurò la prima edizione del Festival di Lucerna con un concerto nel parco della villa, il cui programma comprendeva l’Idillio di Sigfrido. All’epoca, la tenuta di Tribschen era già stata acquisita dalla città di Lucerna, che ha fatto della villa un museo dedicato a Richard Wagner e agli anni che il maestro trascorse in questo luogo, l’epoca “forse più serena e più lieta di tutta la sua vita d’artista”.

Didascalie immagini

  1. Veduta della villa di Tribschen, presso Lucerna, che ospita il museo dedicato a Richard Wagner
  2. Richard e Cosima Wagner
  3. Panorama dalle finestre del salotto
  4. Il pianoforte Erard sul quale Wagner completò la composizione de I maestri di Norimberga
  5. Tra i ricordi del compositore, in una vetrina sono esposti la giacca e il copricapo di velluto che Wagner amava indossare e con i quali si fece ritrarre in più occasioni
  6. Arturo Toscanini dirige il concerto inaugurale del Festival di Lucerna nel giardino della villa di Tribschen (1938)
    Foto: Archiv Lucerne Festival [fonte]

IN COPERTINA
Panorama dal salotto della villa di Tribschen
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