Svetta verso il cielo la mole slanciata della guglia che corona la cattedrale di Salisbury, dominando la verde distesa dei “Prati del Vescovo” che ancora oggi circonda il vasto recinto della cattedrale con i suoi numerosi edifici storici: ai nostri occhi appare, quasi inalterata, quella visione che incantò i pittori dell’età romantica, Turner e soprattutto John Constable. Delle numerose versioni che l’artista dipinse nell’arco di venti anni, iniziando con gli schizzi dal vivo durante la visita a Salisbury nel 1811, l’ultima, oggi alla Tate Britain di Londra, segna forse uno dei momenti più significativi della sua produzione.

Fu il vescovo di Salisbury, Richard Poor, che agli inizi del XIII secolo donò il terreno sul quale si sarebbe edificata la nuova cattedrale, e presiedette nel 1220 alla posa delle prime cinque pietre, dedicate a papa Onorio III. Da quel momento le attività del cantiere procedettero senza soste per trentotto anni fino al completamento dell’edificio: questa continuità conferì alla grande e complessa struttura un aspetto omogeneo e coerente in ogni sua parte dal punto di vista stilistico e architettonico, a differenza di altre cattedrali coeve, costruite o ampliate in più fasi, impiegando spesso oltre un secolo per il completamento dell’opera.

Dedicata alla Beata Vergine Maria, la grande chiesa fu consacrata nel 1258: solo la guglia non era prevista nel progetto originale, e i relativi lavori iniziarono quasi mezzo secolo più tardi. Col tempo, la struttura della guglia ha richiesto vari interventi di consolidamento, poiché i massicci pilastri che ne sostengono l’enorme peso si sono incurvati nel corso dei secoli e sono stati rinforzati con archi rovesciati. All’interno, la navata centrale, alta e stretta, è improntata a una severa grandiosità e articolata in tre ordini che comprendono le arcate a sesto acuto con pilastri in pietra e marmo nero, il marcapiano e le arcate superiori.

La presenza del doppio transetto – una caratteristica delle cattedrali duecentesche britanniche (nello stile del cosiddetto gotico primitivo inglese) – unita a quella del coro, anch’esso sviluppato in lunghezza, crea un’articolata scansione degli spazi, accentuata dalla presenza di numerosi sepolcri e monumenti funebri di eminenti personaggi, che nel corso dei secoli sono stati collocati lungo le navate e nelle cappelle laterali.

Nel moderno fonte battesimale, opera dello scultore William Pye (2008), l’elemento liquido dialoga con l’architettura dell’ambiente: il fonte è un bacino in bronzo pieno d’acqua che trabocca continuamente dal bordo, a formare un esile rivolo che attraversa il pavimento, creando suggestivi riflessi luminosi sulle volte a crociera.

Nel grandioso chiostro, a pianta quadrata, le arcate racchiudono eleganti bifore abbinate e sormontate da oculi lobati. Dal chiostro si accede alla sala capitolare, ottagonale, con al centro un esile pilastro a nervature: le grandi vetrate ne fanno un ambiente pieno di luce, che dona un aspetto di diafana leggerezza alle strutture architettoniche ed esalta la decorazione scultorea, i cui rilievi raffiguranti personaggi della Genesi e dell’Esodo costituiscono un capolavoro del gotico primitivo.

Il vasto ambiente custodisce quello che è forse il documento più importante nella storia inglese, e il tesoro più prezioso di Salisbury: vi si trova infatti una delle quattro copie originali della Magna Charta Libertatum ancora oggi esistenti. Si tratta del documento che re Giovanni Senza Terra fu costretto a firmare nel 1215 da un gruppo di baroni inglesi, insorti contro le ingenti tasse imposte dal re per sovvenzionare la guerra contro la Francia. Della sconfitta, con la relativa perdita dei territori sul suolo continentale che aveva ereditato dal padre, a re Giovanni restò solo l’appellativo di “Senza Terra” con il quale è passato alla storia.

Si pensa che l’esemplare della Carta custodito a Salisbury vi sia stato portato nei giorni successivi alla firma – avvenuta a Runnymede, una località lungo il Tamigi, non lontana da Windsor – da Elias di Dereham, poi canonico di Salisbury, incaricato di distribuire le copie con la firma originale di re Giovanni. Le altre tre copie esistenti sono custodite rispettivamente all’interno della British Library e presso la Cattedrale di Lincoln. La Carta costituisce una pietra miliare nella storia dei diritti umani: per la prima volta vengono imposti per scritto dettagliati limiti all’autorità reale per quanto riguarda la tassazione, i diritti feudali e la giustizia. Vi sono stabiliti principi rivoluzionari per l’epoca, primo fra tutti il concetto che anche il re deve essere soggetto alla legge, che il potere politico deve essere limitato e che le libertà individuali meritano protezione giuridica.

La Carta riconosce per la prima volta l’inviolabilità dei diritti del singolo nei confronti di ogni arbitrio di potere, come espressamente stabilito nella clausola Quaranta che recita: “A nessuno venderemo, negheremo, differiremo o rifiuteremo il diritto o la giustizia”. La Magna Charta Libertatum è stata inserita dall’Unesco nel programma “Memoria del Mondo” che ha lo scopo di conservare e tramandare i documenti più importanti nella storia dell’Umanità.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. La cattedrale di Salisbury (Wiltshire, GB) con la sua alta guglia domina sulla campagna circostante
    (foto © Donata Brugioni)
  2. Veduta dal grande recinto della cattedrale, sul quale affacciano numerosi edifici storici
    (foto © Donata Brugioni)
  3. La navata centrale
    (foto © Donata Brugioni)
  4. Il fonte battesimale, opera dello scultore William Pye (2008)
    (foto © Donata Brugioni)
  5. Il grande chiostro fu edificato nella seconda metà del XIII secolo, subito dopo il completamento della cattedrale
    (foto © Donata Brugioni)
  6. Il soffitto della sala capitolare, di forma ottagonale
    (foto © Donata Brugioni)
  7. Copia della Magna Charta Libertatum esposta nella mostra allestita all’interno della Sala Capitolare della cattedrale di Salisbury
    (foto © Donata Brugioni)
  8. Uno dei pannelli illustrativi della mostra permanente dedicata alla Carta nella Sala Capitolare della cattedrale di Salisbury
    (foto © Donata Brugioni)

In prima pagina:
Veduta della Cattedrale di Salisbury (Wiltshire, GB)
(foto © Donata Brugioni)