“ Braga reza, o Porto trabalha, Coimbra estuda e Lisboa diverte-se“
(Braga prega, Porto lavora, Coimbra studia e Lisbona si diverte)
– Detto portoghese –
Capitale spirituale nella regione del Minho, la città portoghese di Braga è stata per molti secoli la sede arcivescovile più importante di tutta la penisola iberica e la sua cattedrale è la più antica del Portogallo. Da Braga partiva uno dei Cammini di Santiago (il Caminho da Geira Romana) che la collegava a Santiago de Compostela e da qui a Roma. La città dalle mille chiese, dove le campane suonano a tutte le ore, custodisce un complesso monumentale grandioso, che si sviluppa sui fianchi della collina sovrastante il centro cittadino e culmina con il santuario del Bom Jesus do Monte.

Il monte era meta di pellegrinaggi fino dal XIV secolo, e l’ascesa lungo i suoi fianchi, considerata una via penitenziale verso la purificazione, divenne nel tempo sempre più importante e frequentata. Nel corso del Quattrocento, quando le condizioni per i viaggi in Terra Santa si facevano sempre più precarie, specie dopo la caduta di Costantinopoli nel 1453, si iniziarono a creare in Europa luoghi di preghiera e pellegrinaggio alternativi a quelli della Palestina, che presero il nome di Sacri Monti.

Il complesso del Bom Jesus a Braga è il più vasto e maestoso fra tutti i Sacri Monti, realizzato in un insieme di stili in cui il tardo Barocco e il Rococò confluiscono nel Neoclassico che impronta la cattedrale posta al culmine della scalinata. La ridondante sontuosità del barocco portoghese trova piena espressione in questo complesso architettonico, realizzato avvalendosi della posizione dominante sulla città che ne esalta la monumentalità scenografica.

Con la nascita della seicentesca confraternita del Bom Jesus fu deciso di integrare l’originaria cappella della Santa Croce, edificata nel Trecento, con una semplice Via Crucis fatta di piccole nicchie. Fu solo nel corso del XVIII secolo che prese forma l’idea di costruire un insieme di edifici sul modello dei Sacri Monti, esistenti in vari paesi d’Europa, anche grazie alle indulgenze concesse da papa Clemente XIV ai pellegrini che visitavano il santuario. Nel 1784 fu posata la prima pietra per la costruzione della grandiosa scalinata su progetto dell’architetto Carlos Amarante, fiancheggiata da cappelle a pianta centrale nelle quali furono collocate scene della Passione di Cristo. L’insieme si arricchì anche di fontane e statue di simboli allegorici, fino a raggiungere la vastità e complessità che possiamo vedere ancora oggi.

Ai piedi della collina, l’accesso alla scalinata è segnato da un arco fiancheggiato da due padiglioni con una fontana ciascuno, dedicate rispettivamente al sole e alla luna. Le rampe della scalinata, che conta complessivamente quasi seicento gradini, sono interrotte da diciassette pianerottoli, decorati da figure simboliche, statue allegoriche e altre raffigurazioni con soggetti diversi. Si inizia con una serie di dieci cappelle che custodiscono ciascuna una scena della Passione, con i personaggi di terracotta a grandezza naturale animati da uno straordinario, drammatico, realismo espressivo; le scene iniziano con l’Ultima cena e seguono le tappe della Passione fino alla Deposizione dalla Croce.

Le rampe superiori costituiscono la Scalinata dei Cinque Sensi, nella quale ogni pianerottolo è ornato da figure allegoriche che illustrano i cinque sensi, con l’acqua che sgorga dall’organo preposto al senso illustrato: dagli occhi per la Vista, dalle orecchie per l’Udito, dal naso per l’Olfatto e dalla bocca per il Gusto, mentre il Tatto è rappresentato da un personaggio che regge una brocca dalla quale sgorga l’acqua.

Salendo ancora si incontra la Scalinata delle Tre Virtù, in cui ogni pianerottolo è ornato dalle figure allegoriche di Fede, Speranza e Carità, mentre sulla balaustra si innalzano obelischi e statue che raffigurano personaggi dell’Antico Testamento.

La scalinata culmina con la cattedrale, completata dall’architetto Carlos Amaranta nel 1811 in stile Neoclassico, le cui forme eleganti e sobrie non lasciano immaginare l’interno, a una navata con cappelle laterali, nel quale l’abside è interamente occupata da un grande Calvario, posto alle spalle dell’altare in posizione elevata, con le statue dei personaggi a grandezza naturale.

Il Calvario riprende la struttura collocata nella chiesa precedente – abbattuta perché ormai insufficiente per l’affluenza dei pellegrini – e costituisce il completamento della serie di cappelle lungo la scalinata con le scene della Passione. Così, la drammaticità che caratterizza le espressioni figurative della devozione popolare viene inserita in un contesto di paludata ufficialità, con l’affollata e concitata scena della Crocifissione incorniciata da due colonne ioniche risplendenti d’oro, culminanti in un elaborato baldacchino che sovrasta il Crocifisso.

Per salire alla cattedrale fu installata alla fine dell’Ottocento una funicolare ad acqua (riempiendo d’acqua il serbatoio sul vagoncino a monte il peso lo fa scendere, mentre il vagoncino che si trova nella stazione a valle risale), tuttora in attività, oggi la più antica al mondo a funzionare con questo sistema, economico ed ecologico. La funicolare sale attraverso il grande parco che circonda il santuario: ricco di specie vegetali e costellato di gazebo, chioschi, ponticelli rustici, fontane e laghetti, il parco fu realizzato nel corso dell’Ottocento. Il santuario del Bom Jesus do Monte e il suo parco sono stati dichiarati dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità nel 2019.