In mezzo al nulla, nel cuore più profondo e desolato delle steppe dell’Asia centrale, con un clima inospitale caratterizzato da escursioni termiche che nel corso dell’anno toccano i 70 gradi, è nata venti anni fa Astana, la più recente di una serie di città progettate a tavolino: tra i precedenti illustri Brasilia, la nuova capitale del Brasile che vide la luce negli anni Cinquanta del Novecento, e per la quale l’architetto Oscar Niemeyer – allievo di Le Corbusier – progettò la maggior parte degli edifici. Il sogno della “capitale ideale” non è un fenomeno recente: nel XVIII secolo, San Pietroburgo è un esempio di città fondata in un luogo desolato e acquitrinoso, nata per un atto di volontà politica, totalmente avulsa dal contesto nel quale nascono e si sviluppano gli insediamenti umani – vie di comunicazione, luoghi di scambi commerciali o prossimità a risorse o fonti di energia – sorta dal nulla apparentemente al di fuori di ogni logica, e proprio per questo affermazione del potere assoluto dello zar Pietro il Grande.
1-love-astana foto donata brugioni
Il pater patriae del Kazakhstan, il Presidente Nazarbaev, che ha celebrato nel 2016 i venticinque anni di ininterrotta presidenza, ha voluto che la nuova capitale si trovasse al centro dell’immenso paese, il più grande al mondo senza accesso al mare, sostituendo in questo ruolo Almaty (conosciuta un tempo come Alma Ata): troppo periferica, in zona sismica, e forse anche troppo vicina al confine con la Cina. Il nome Astana, che in kazako significa semplicemente “capitale”, è il terzo che il luogo ha assunto dalla sua fondazione: nata nel 1824 come fortezza di Akmolinsk sul fiume Ishim per opera di un gruppo di cosacchi siberiani, in epoca stalinista fu collegata a varie città della Russia con una rete di ferrovie, divenendo il centro di una delle aree con la maggiore concentrazione di campi di lavoro – dove furono detenute centinaia di migliaia di persone. La sterminata solitudine delle steppe kazake ne ha fatto la sede adatta per gli esperimenti nucleari dell’era sovietica e il punto di partenza per l’avventura dell’uomo nello spazio: il cosmodromo di Baikonur è il più vecchio al mondo, da qui sono partite tutte le missioni spaziali russe ed è tuttora in attività, utilizzato per i lanci diretti alla Stazione Spaziale Internazionale (compreso quello che ha portato in orbita l’astronauta italiana Samantha Cristoforetti).
2-astana dalla-piramide foto donata brugioni
Il fondatore di una città, nell’intento di inaugurare un nuovo corso della storia rimuovendo il recente passato, a volte finisce con il riallacciarsi a un passato più lontano. Così, la volontà di creare un nuovo stato dopo la disgregazione dell’Unione Sovietica – di cui il Kazakhstan ha fatto parte fino al 1991 – ha portato a guardare sì verso il futuro, ma con richiami ancestrali e riferimenti alle civiltà più antiche. Uno dei simboli di Astana, l’edificio a forma di piramide progettato dall’architetto inglese Norman Foster, nel cui segno è nata la città, è un esempio illuminante di questo processo. Strutturata su tre livelli, con un grande auditorium sotterraneo, la piramide ha un atrio d’ingresso che ne costituisce il nucleo centrale: l’atrio è aperto verso l’alto e ha un grande occhio di vetro sul pavimento che permette alla luce solare proveniente dalla sommità della piramide – tutta in vetro – di penetrare fino al livello dell’auditorium, creando un senso di continuità.
3-astana piramide-esterno foto donata brugioni
La sala riunioni che si trova al vertice della piramide è collegata con l’atrio sottostante mediante una rampa ornata da piante verdi. Le pareti della sala sono tutte in vetro, decorate da vetrofanie con un volo di colombe dalle dimensioni gigantesche e inquietanti, opera dell’artista britannico Brian Clarke. La simbologia dei tre livelli – mondo sotterraneo (l’auditorium), mondo terrestre (la rampa con le piante verdi), mondo trascendente (la sala al vertice della piramide) – unificati dalla luce solare che tutti li penetra, è un elemento che torna in altre realizzazioni architettoniche di Astana e trova origine nella cosmogonia delle tribù nomadi che percorrevano queste steppe.
4 astana palazzo della pace riconciliazione-foto donata brugioni
Scopo primario della piramide di Foster è quello di ospitare il triennale congresso dei Leader delle Religioni Tradizionali del Mondo, voluto dal Presidente Nazarbaev, la cui prima edizione si è tenuta nel 2003. Battezzato Palazzo della Pace e della Riconciliazione, l’edificio è stato concepito “come sede permanente del Congresso e centro globale per la comprensione religiosa, la rinuncia alla violenza e la promozione della fede e dell’uguaglianza umana”, come si può leggere nel sito dello Studio di Architettura Foster and Partners.
5 astana palazzo della pace riconciliazione-foto donata brugioni
Allo stesso modo, la struttura del Bayterek, la torre in tralicci metallici alta oltre 100 metri, che culmina con una sfera di vetro a specchio dalla superficie dorata, è ispirata alle culture nomadi kazake: la torre è costituita da tre pilastri che rappresentano i tre elementi della creazione – mondo sotterraneo, terrestre e celeste – che concorrono a costituire l’albero della vita: un altissimo pioppo sulla cui cima Samruk, leggendario uccello della felicità, depone ogni anno un uovo d’oro, il sole. Il drago Ajdahar, che vive ai piedi dell’albero, divora l’uovo; Samruk depositerà l’anno successivo un nuovo uovo, in una rappresentazione simbolica dell’alternarsi delle stagioni.
6 astana bayterek-foto donata brugioni
All’interno della sfera, l’impronta in bronzo dorato della mano del Presidente indica verso il Palazzo Presidenziale, fiancheggiato da due alti edifici dorati a forma di tronco di cono, soprannominati dai cittadini di Astana “lattine di birra”. Un cartello invita i visitatori a porre la propria mano nell’impronta ed esprimere un desiderio.
7 astana bayterek-foto donata brugioni
Nel fantasioso quanto multiforme panorama che caratterizza l’architettura di Astana, la realizzazione più stupefacente per dimensioni e tecnologie utilizzate – anche questa a firma di Norman Foster – è il Khan-Shatyr (la “Tenda del Khan”), la più grande tensiostruttura al mondo, a pianta ellittica e alta 150 metri, la cui forma si ispira alle tende dei nomadi; il materiale traslucido di cui è fatta la tensiostruttura permette di sfruttare la luce naturale. Progettato per offrire condizioni climatiche accettabili in una zona dove l’inverno la temperatura scende fino a -35 gradi e in estate arriva a superare i 35 gradi, il Khan Shatyr non è solo e semplicemente un centro commerciale, ma ha anche al suo interno un parco con pista da jogging, e al livello più alto una spiaggia di sabbia (portata fin qui dalle Maldive) che si stende attorno a una grande vasca dotata di onde artificiali, per riprodurre l’effetto della risacca sulla battigia del mare.
8 astana esterno e interno del khan shatyr foto donata brugioni
La sfrenata creatività che caratterizza Astana non ha risparmiato neppure il fiume Ishim, sulle cui rive è nata la città: povero di acque e ghiacciato da novembre ad aprile, il suo livello viene mantenuto costante nel tratto cittadino pompando acqua attraverso una condotta di 200 km; le rive del fiume, la cui funzione è praticamente quella di “arredo urbano” sono destinate alle attività sportive e al tempo libero: gite in pedalò nel periodo estivo, pattinaggio sul ghiaccio e sci di fondo nel lungo e gelido inverno.
9 astana il lungofiume-foto donata brugioni
Dal prossimo 10 giugno e fino al 10 settembre Astana ospiterà l’EXPO 2017, dal tema Energia Futura: l’intento è quello di fare il punto sulle problematiche relative allo sviluppo di una produzione responsabile ed efficiente di energia ecocompatibile, guardando in particolare alle energie rinnovabili (vedi il sito ufficiale). Si prevede la partecipazione di circa 100 paesi (una quarantina hanno già aderito), e la presenza di 7 milioni di visitatori.
10-logo expo 2017 astana
L’Expo 2015 che si è tenuta a Milano ha visto la realizzazione di padiglioni per i quali sono stati elaborati progetti architettonici in alcuni casi interessanti e innovativi. Ad Astana sarà difficile competere con la fantasmagoria architettonica che caratterizza una città dove gli edifici sono stati progettati in totale libertà creativa, con soluzioni che appaiono spesso totalmente indifferenti ai costi di costruzione e al consumo energetico, così importante in un clima estremo: Astana è seconda solo alla mongola Ulan Bator come capitale più fredda del mondo, ma conosce anche le torride estati della steppa semidesertica in mezzo alla quale è stata creata.

Dettagli

Dettagli delle dascalie

1. La struttura ad arco del palazzo della KazMunayGas (la società statale che gestisce le attività estrattive di petrolio e metano) inquadra l’aerea torre del Bayterek, monumento-simbolo della città; in primo piano troneggia la scritta I (love) Astana.

2. Il Monumento alla Nazione Kazaka (Kazak Eli), una colonna alta 91 metri sormontata da un’aquila dorata, simboleggia il destino storico del popolo kazako. Alla sua sinistra, il Palazzo della Creatività (Shabyk) la cui forma ricorda la ciotola di un cane (e come tale è conosciuto dagli abitanti della città), sede dell’Accademia di Belle Arti. A destra, il Palazzo dell’Indipendenza: il motivo a graticcio richiama la struttura interna delle yurte, le tende in feltro usate dai nomadi in Asia Centrale e Mongolia.

3. Il Palazzo della Pace e della Riconciliazione, una piramide di 62 metri di lato, è stato progettato dall’architetto britannico Norman Foster secondo una complessa simbologia legata alla destinazione dell’edificio, inteso come simbolo di pace e rispetto reciproco fra le diverse religioni e culture.

4. Veduta dell’atrio del Palazzo della Pace e della Riconciliazione, dove sono esposti alcuni bozzetti del progetto dell’edificio; il lucernario permette alla luce solare di raggiungere l’auditorium sotterraneo.

5. Nel Palazzo della Pace e della Riconciliazione, alla sala riunioni che occupa il vertice della piramide si accede attraverso una rampa ornata da piante verdi; la sala è interamente a vetri, decorati con vetrofanie di colombe in volo.

6. La torre metallica del Bayterek, simbolo di Astana.

7. Nella sfera in vetro a specchio dorato al culmine del Bayterek un tripode sostiene la placca con l’impronta della mano Presidente, rivolta verso il Palazzo Presidenziale Ak Orda (Legione bianca), un edificio che si ispira alla Casa Bianca di Washington; davanti ad esso sorgono due grattacieli dorati a forma di tronco di cono (le cosiddette “lattine di birra”).

8. Esterno e interno del Khan Shatyr

9. Il lungofiume: è in fase di studio un progetto per abbassare il letto del fiume in modo da rendere possibile la navigazione di battelli da diporto in tutta l’area urbana.

10 Logo dell’Expo 2017

Alcuni bozzetti di Norman Foster per la sala riunioni nel Palazzo della Pace e della Riconciliazione (© Donata Brugioni) La struttura ad arco del palazzo della KazMunayGas (© Donata Brugioni) Il Monumento alla Nazione Kazaka (Kazak Eli) (© Donata Brugioni) Il Palazzo della Pace e della Riconciliazione (© Donata Brugioni) Vedute dell’atrio del Palazzo della Pace e della Riconciliazione (© Donata Brugioni) Interni Palazzo della Pace e della Riconciliazione (© Donata Brugioni) La torre metallica del Bayterek, simbolo di Astana (© Donata Brugioni) Nella sfera in vetro a specchio dorato al culmine del Bayterek un tripode sostiene la placca con l’impronta della mano Presidente, rivolta verso il Palazzo Presidenziale Ak Orda (© Donata Brugioni) Esterno e interno del Khan Shatyr (© Donata Brugioni) Il lungofiume: è in fase di studio un progetto per abbassare il letto del fiume (© Donata Brugioni) Logo dell’Expo 2017 (© Donata Brugioni)

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Date: 10 Giugno, 2017 - 10 Settembre, 2017