Il Teatro Des Champs Elysées propone nel cartellone 2025 un oratorio di Georg Friedrich Händel: Deborah.
Il libretto fu scritto da Samuel Humphreys, la prima andò in scena nel 1733 al King’s Theatre di Londra, è uno dei primi oratori che il compositore scrisse in inglese ed è il secondo che compose su un personaggio della Bibbia.

La vicenda si svolge in un unico giorno ed è ispirata ai racconti del quarto e quinto Libro dei Giudici. Gli Israeliti erano stati oppressi per vent’anni dai Cananei, quando la profetessa Debora annunciò la morte del comandante Cananeo Sisara per mano di una donna. Il comandante israelita Barac li conduce in battaglia contro i Cananei. Gli israeliti vincono e una donna, Giaele, uccide Sisara mentre dorme nella sua tenda, si avvera così la profezia.
Il compositore, come succedeva spesso in quell’epoca, utilizzò musiche già scritte in lavori precedenti per la creazione di questo oratorio che ebbe un grande successo, tanto che venne spesso ripreso negli anni a seguire.
Il cast di notevole livello è composto da: Sophie Junker, Deborah, un soprano di ragguardevoli doti canore – si nota immediatamente dal bellissimo duetto iniziale con Barac “Where Do Thy Ardours Raise Me?” – che ha cantato con grande intensità il ruolo della profetessa intenta ad annunciare la liberazione di un popolo oppresso, aria “The Glorius Sun Shall Cease To Shed”.

Jakub Józef Orliński è Barac, il famoso controtenore attivo in tutta Europa sempre con il tutto esaurito alle sue esibizioni, conosciuto per la sua bellissima voce, ha dimostrato anche questa sera la sua straordinaria bravura sin dalla prima aria “How Lovely Is The Blooming Fair” per continuare con un susseguirsi di ipnotiche performance come quella in “Swift Inundation Of Desolation”.
Sophia Patsi, Sisera, mezzosoprano, dotata di un ricco registro vocale e di una voce vellutata, ha dimostrato grande maestria utilizzando al meglio le sue doti, aria: “At My Feet Extended Low”.
Wolf Matthias Friedrich, Abinoam, baritono esperto nell’eseguire la musica antica, è stato molto incisivo e ottimo interprete del suo personaggio, aria: “Tears, Such As Tender Fathers Shed“.
Hanno valorizzato la straordinaria serata del 23 maggio, Il coro e l’Orchestra Amsterdam Baroque diretti dal maestro Ton Koopman.

Il coro è stato superlativo, in considerazione dell’importanza che ha in questa composizione, alcuni dei coristi si sono esibiti anche per alcune parti da solisti dimostrando tutta la loro bravura e preparazione.
Il maestro ha diretto con grande destrezza un’orchestra composta da ottimi musicisti, che hanno dimostrato una grande professionalità in una partitura ricca di effetti orchestrali, ottenuti soprattutto con l’utilizzo delle trombe.
Due ore circa di musica sublime, in cui Händel ancora una volta dimostra tutta la sua arte.
Teatro quasi esaurito e pubblico in visibilio, numerose chiamate a fine spettacolo accompagnate da assordanti ed interminabili applausi.
Una serata da ricordare e un plauso a questo teatro, che propone ogni stagione un cartellone ricco di rarità.