Sabato 7 febbraio, all’Opéra Bastille è andata in scena la prima della Carmen di Georges Bizet, che verrà replicata per dodici date.
La rappresentazione iniziale avvenne a Parigi, all’Opéra-Comique nel 1875, si dovranno aspettare circa quattro anni per la rappresentazione italiana a Napoli al teatro Bellini. Partecipò alla stesura del libretto il compositore stesso, in collaborazione con Henri Meilhac e Ludovic Havlévy ispirati dalla novella, con lo stesso titolo, dello scrittore Prosper Mérimée. L’opera non fu subito un successo e l’autore, morto tre mesi dopo la prima, non riuscì a gioire del trionfo che seguì, facendone oggi una delle più rappresentate nel mondo.

L’azione si svolge a Siviglia del XIX secolo. Carmen, zingara affascinante e ribelle, lavora in una fabbrica di sigari e ammalia, con il suo carisma, tutti coloro che le si avvicinano tra i quali il giovane soldato Don José che, turbato dal desiderio, rinuncia a tutto per lei, alla sua carriera nell’esercito – diventando un disertore – e a Micaela che aveva intenzione di sposare. Ma Carmen è un vulcano in eruzione e ben presto i suoi occhi si posano sul prestigioso torero Escamillo. Una donna con una forte personalità e due uomini innamorati di lei, un intreccio di relazioni che porteranno a un epilogo drammatico.
Un cast di grande rilievo ha dato vita ai personaggi di questo capolavoro: Stéphanie d’Oustrac, mezzosoprano, è stata eccezionale nella parte di Carmen, offrendo al personaggio tutta la grinta e il fascino di una donna con una personalità prorompente che non ha paura delle sue scelte e, soprattutto, vive in coerenza con le proprie idee pagando a caro prezzo le scelte di vita. Il canto è stato magnifico in quanto riesce ad utilizzare il suo strumento vocale utilizzando una tecnica irreprensibile e superando facilmente tutte le difficoltà.
Russell Thomas, tenore, con voce bellissima e sicura è stato un Don José impeccabile, ha reso benissimo il tormento di un uomo innamorato che deve scegliere tra la donna che lo ha ammaliato e la fedeltà come soldato alla sua patria, ma la potenza dell’amore vince su tutto, anche se si tratta di un sentimento che lo porterà a commettere un omicidio.
Erwin Schrott, basso-baritono, nel suo modo elegante di porsi sia come cantante che come attore, è stato un Escamillo in perfetta armonia con il personaggio, un toreador fiero, sicuro di sé che affascina e conquista il pubblico ma, soprattutto, le donne.
Amina Edris, soprano, è Micaela, ha reso molto bene la rivalità con Carmen rappresentando l’altra faccia dell’amore in contrapposizione alla passione. Infatti lei rappresenta la ragione che spesso ha poco potere nelle questioni di cuore. Ottima vocalità utilizzata al meglio con tecnica inappuntabile.
Margarita Polonskaya, soprano, e Seray Pinar, mezzosoprano, rispettivamente Frasquita e Mercédès sono state semplicemente fantastiche.
Tutto il resto del cast è stato all’altezza del proprio ruolo: canto e recitazione impeccabili: Florent Karrer, baritono, le Dancaïre; Loïc Félix, tenore, le remendado; Florent Mbia, baritono, Moralès; Vartan Gabrielian, basso-baritono, Zuniga e Michel B. Duperial, attore, Lillas Pastia.
La regia di Calixto Bieito, già collaudata in quanto dalla sua creazione – nel 1999 per il festival di Peralada – “gira” il mondo e, sebbene faccia discutere, ha sempre un ottimo effetto visivo, reso ancora più efficace dall’utilizzo incisivo delle luci di Alberto Rodríguez Vega, dai bellissimi costumi di Mercè Paloma e dalle scenografie di Alfons Flores.
La direzione di Keri-Lynn Wilson è stata corretta, con energia nelle parti più sanguigne e dolcezza in quelle più idilliache; l’Orchestra dell’Opera Nazionale di Parigi ha eseguito molto bene, così come il coro diretto da Ching-Lien Wu.
Una prima con il teatro tutto esaurito, davanti a un pubblico giovane che ha riservato un’accoglienza colma di entusiasmo, applausi impetuosi durante e a fine spettacolo, a dimostrazione che la storia di Carmen resta sempre attuale e che le vicende passionali, anche se molto tragiche, hanno sempre molta presa.