Un grande artista è come un fico le cui radici si protendano sottoterra per una trentina di metri alla ricerca di fogliuzze di tè, cenere e vecchi stivali. L’arte prodotta appositamente per la comunità non potrà mai possedere la qualità intima dell’arte, che è frutto della solitudine dell’artista.
                                                                                                                                                      (Cyril Connolly)

Il Musée de Montmartre ha consacrato, dallo scorso 18 ottobre, prolungandola eccezionalmente fino al 12 marzo 2017, un’inedita esposizione dedicata a Bernard Buffet (1928-1999), che ha potuto prendere forma grazie ai prestiti eccezionali provenienti dalla collezione del figlio Nicolas, nonché da quelli di varie collezioni pubbliche e private. Un totale di 150 opere (dipinti, incisioni, fotografie) riunite al fine di presentare al pubblico un ritratto intimo di uno dei più celebri pittori francesi del XX secolo.
Sotto il commissariato di Yann le Pichon, autore della ricca e varia monografia sull’artista, di Sylvie Buisson, specialista dell’Ecole de Paris, di Saskia Ooms, responsabile della conservazione al Musée Montmartre e con il significativo contributo di Nicolas Buffet, la mostra evoca, all’interno di un percorso tematico e ben articolato, quegli elementi che legavano Bernard Buffet al quartiere di Montmartre: da place Pigalle, dove nacque nel 1928, a Batignolles, dove crebbe, fino ad arrivare alla casa al 20 di rue Cortot, nei pressi dello stesso museo, dove abitò per circa dieci anni.
1 bernard buffet la casa rosa di montmartre 1989
Molteplici sezioni illustrano il genio polimorfo e metamorfico dell’artista. I principali incontri del pittore con se stesso e con il mondo che lo tormenta disegnano in modo dettagliato il percorso dell’esposizione. Egli torna più volte a concentrare la sua attenzione sulle parate carnevalesche del Circo Medrano, sul bestiario da lui tanto amato, sugli incontri di fusione con la letteratura e il teatro, per non parlare del suo lavorare instancabilmente presso l’atelier Lacourière e Frélaut a Montmartre e di sua moglie e musa Annabel. La mostra, intitolata Bernard Buffet, intimement, beneficia delle scelte e dei consigli del figlio Nicolas che, per l’occasione, ha prestato alcuni capolavori che sono rivelati al pubblico per la prima volta. Per meglio illustrare il toccante omaggio che il museo desidera rendere all’artista, documenti, fotografie e ricordi di famiglia sono esposti accanto alle opere principali, arricchendo l’atmosfera espositiva e permettendo ai visitatori di immergersi in un percorso alla scoperta dell’uomo, dell’artista e dei suoi territori più intimi.
2 bernard buffet appuntamento mancato la porta aperta 1957
È nel 1946, all’indomani della seconda guerra mondiale, che Parigi scopre Bernard Buffet. Il suo tratto, le sue tonalità e il suo stile sono come una vera e propria “cannonata” rivoluzionaria per tutta la generazione del dopoguerra. Ma è soprattutto il carattere intimo delle sue rappresentazioni a colpire maggiormente critica e pubblico; lo stesso carattere che è il filo conduttore dell’esposizione in cui viene esplorato a fondo il suo spirito di rivolta e libertà, mai privo di una certa spiritualità. Pittore della condizione umana, Buffet si svela attraverso le 150 opere presenti in mostra, tra le quali la moglie Annabel, il figlio, gli amici e i luoghi rappresentano il suo porto sicuro, nonché il suo universo prediletto. Precoce e assai fecondo, Buffet realizza oltre ottomila tele, acquarelli, disegni, litografie e incisioni, affermando la propria personalità e un tocco distintivo fin dalle prime opere, nei paesaggi, negli oggetti e nelle raffigurazioni di personaggi angolosi e smagriti. Preferendo sempre la misura e il rigore del disegno al lirismo tipico della sua epoca, Buffet esprime quel mondo che egli stesso vede e percepisce nel profondo della sua anima.
3 bernard buffet clown con capello giallo 1985
Il percorso espositivo si snoda attraverso undici sezioni, che aiutano e accompagnano il visitatore alla scoperta di questa interessante personalità artistica del Novecento, soffermandosi in particolar modo sulla sua “vera” esistenza e su quel carattere d’intimità che per tutta la vita l’ha contraddistinto. La prima sezione, Parades buffones du Cirque Médrano, è dedicata alle manifestazioni carnevalesche di quel circo che, stabilitosi ai piedi della Butte Montmartre dalla fine del XIX secolo, costituiva il punto di ritrovo prediletto per gli artisti della capitale. Con l’arrivo del XX secolo, anche i mercanti d’arte accorrono in questo quartiere assieme ai pittori che finanziano e affittando per alcuni di loro dei veri e propri abbonamenti stagionali alle parate. Valloton, Chagall, Seurat, Picasso sono solo alcuni degli artisti che, a partire dal 1910, traggono ispirazione per le loro opere da queste occasioni di divertimento. È qui che Buffet si appropria dell’immagine che sfocerà poi nel suo clown bianco e triste, a partire dal quale realizzerà un’impressionante serie di dipinti tra il 1955 e gli ultimi anni del 1990.
La seconda parte dell’esposizione prende il titolo dai quartieri che hanno visto crescere l’artista e il suo genio, Les Batignolles et la Butte: Enfantement de son art. Qui, cieli striati lasciano apparire in tutta la sua magnificenza la verticalità di un Sacro Cuore trionfante, bandiere che sventolano sul Moulin de la Galette, la celebre Casa rosa di Montmartre (1989) e così via. Buffet rivisita, nel corso di tutta la vita, i luoghi della sua infanzia come un poeta all’opera su una nuova mitologia. Trait pour trait è il titolo della terza sezione, in cui si concentra l’attenzione sul periodo in cui l’artista si dedica ad autoritrarsi. Il suo primo quadro esposto è, infatti, proprio un autoritratto, che segna l’inizio di una carriera costellata da tali raffigurazioni.
4 bernard buffet il grande gioco 1977
Destrutturare lo spazio, inventare una pesantezza silenziosa, riesumare il motivo di un tratto ellittico e incisivo, costituiscono la risposta di Buffet alla potente astrazione degli anni intorno al 1950 e danno il titolo alla quarta sezione della mostra, À table rase. La tecnica figurativa che egli impone si avvale dell’istinto e della sopravvivenza, come una vera e propria memoria fuggevole, filettata di graffi, graffiti e striature che emergono grattando via il colore stesso dalla tela. Buffet abolisce le regole in vigore per inventarne di nuove, elimina il superfluo lasciandone traccia allusiva solo nell’eloquenza delle forme dei soggetti dipinti. È in questo periodo che nascono le prime nature morte dell’artista come Natura morta con melone (1949) o Il grande gioco (1977), in cui l’artista eccelle nella geometria delle linee, alternando la rappresentazione minimalista degli oggetti a scene inquietanti e ostili, in cui sono rappresentate atmosfere cupe e oscure che avvolgono con una luce fredda tutta una serie di strumenti contemporanei, simbolo di tentazione e vanità.
Rendez-vous fusionnels avec la littérature et le théâtre è il titolo della quinta sezione, dove l’attenzione è focalizzata sulla vita culturale e artistica parigina, in cui Buffet è ormai ben inserito e sempre più sollecitato a realizzare bozzetti, decori e costumi teatrali (come per il balletto La Chambre di Roland Petit, nel 1955). Il pittore illustra, al tempo stesso, una grande quantità di opere letterarie e poetiche, come Les chants de Maldoror di Lautréamont nel 1952 o Toxique di Françoise Sagan, dove evoca il suo interesse per la medicina in seguito a un grave incidente.
5 bernard buffet annabel 1959
È l’estate del 1958, quando l’artista incontra Annabel Schowb (1928-2005), personalità di Saint-Germain associata a un gruppo esistenzialista e alla quale è interamente dedicata la sezione successiva della mostra: Annabel, Annabel: un amour éternel. Le loro libertà si sposano e si addomesticano sulla terrazza di un bar di Saint-Tropez, grazie anche all’intromissione di un loro amico fotografo, Luc Fournol, che immortala il momento. Musa androgina, complice e madre, Annabel offre al pittore uno sguardo aguzzo di cui egli condivide la rivolta. Sono numerosi i ritratti che la raffigurano, conservando come per magia l’aspetto che essa aveva il giorno del loro incontro. Tra questi uno dei più celebri è sicuramente Annabel (1959), in cui il tratto rigorosamente lineare e morbido manifesta una sensualità che richiama Ingres. La silhouette allungata, dai tratti spigolosi s’inserisce qui all’interno di uno spazio spogliato di tutto e il cui vuoto è talvolta accentuato dalle linee di una prospettiva marcata. La linea, semplice e monumentale, domina il colore con dei contorni che sembrano dirigere la composizione in una direzione ben precisa. L’opera restituisce tutta l’eleganza della donna sotto l’aspetto di una lunga figura esile che ricorda anche Modigliani; il dipinto privilegia un profilo e una nuca slanciati e stirati, cosa che conferisce una certa grazia ulteriore alla bellezza femminile.
6 bernard buffet studio di foresta 1950
La settima sezione, Pomenades du solitaire, si concentra, invece, su una serie di paesaggi inattesi, espressivi (Cascata, 1964) o tormentati come gli alberi che lanciano verso il cielo i propri rami in un grido di dolore (Studio di foresta, 1950). Anche in questa parte è evidente la ricerca costante e il rinnovamento della tecnica, che accentua il sentimento per la natura verso nuove direzioni tutte da esplorare. Proprio la natura, infatti, è protagonista anche dell’ottava parte del percorso, in cui sono esposte le opere dedicate a Le bestiaire amoureux. Farfalle, coleotteri, coccinelle, lucertole acquistano, sotto la pennellata di Buffet, una dimensione da una parte quasi extraterrestre, dall’altra piuttosto umana. La sua è, però, una natura bellicosa, implacabilmente distruttiva, assuefatta a un amore quasi corrosivo. Presso Buffet, la natura morta raccoglie le tracce della vita come in un tempo infinito. È questo il tema della sezione successiva, intitolata Natures mortes ressuscitées. L’oggetto usuale e desueto, lasciato come sospeso in uno spazio senza fine conserva quella vanità che nella pittura antica sanciva la futilità dei piaceri dell’uomo.
Arrivando alla decima sezione espositiva si cambia decisamente tono. Con La passion du Christ au côté de sa mère, entra in gioco la dimensione spirituale, legata alla sua prima educazione religiosa e spesso fonte di un interrogatorio della fede. Buffet riflette, così, nella sua pittura, quella spiritualità che fa parte della sua stessa vita: ne sono testimonianza le sua Passsioni di Cristo, così come gli episodi della Deposizione, della Pietà e dello Svelamento. E infine, l’ultima parte, Un homme à la mer, racconta già dal titolo come il mare e gli elementi “scatenati” siano stati fondamentali soprattutto negli ultimi anni di vita dell’artista, assumendo quasi il carattere dell’ultima voce di una personalità che non ha mai smesso di indagare la profondità umana anche attraverso le sue ferite e le sue cicatrici più evidenti.
7 bernard buffet santa sarah 1965
Alla scoperta dell’uomo, dell’artista e dei suoi territori più intimi. È questo l’obiettivo della mostra, offrire al visitatore una panoramica generale, ma allo stesso tempo dettagliata di un uomo dell’arte rivoluzionario, un uomo affascinato dalla natura umana e da tutte le sue sfumature più intime, un uomo esploratore di un universo pittorico estremamente sensibile ed emotivo: Bernard Buffet, artista dell’anima.

Dettagli

Bernard Buffet (1928-1999), La casa rosa di Montmartre, 1989, Olio su tela, 114 x 146 cm, Collezione Galerie Tamenaga, Parigi (© ADAGP, Parigi 2016) Bernard Buffet (1928-1999), La casa rosa di Montmartre, 1989, Olio su tela, 114 x 146 cm, Collezione Galerie Tamenaga, Parigi (© ADAGP, Parigi 2016) Bernard Buffet (1928-1999), Appuntamento mancato, la porta aperta, 1957, Tecnica mista su carta, 65 x 50 cm, Collezione Galerie Dil, Parigi (© ADAGP, Parigi 2016) Bernard Buffet (1928-1999), Clown con capello giallo, 1985, Olio su tela, 73 x 60 cm, Collezione privata (© ADAGP, Parigi 2016) Bernard Buffet (1928-1999), Il grande gioco, 1977, Olio su tela, 114 x 146 cm, Collezione privata (© ADAGP, Parigi 2016) Bernard Buffet (1928-1999), Annabel, 1959, Olio su tela, 195 x 165 cm, Collezione privata (© ADAGP, Parigi 2016) Bernard Buffet (1928-1999), Studio di foresta, 1950 ca., Inchiostro a china su carta, 25 x 18 cm, Collezione Galerie Dil (© ADAGP, Parigi 2016) Bernard Buffet (1928-1999), Santa Sarah, 1965, Olio su tela, 130 x 90 cm, Collezione privata (© ADAGP, Parigi 2016)

Dove e quando

Evento: Bernard Buffet, intimement

Indirizzo:
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Fino al: 20170312