Cari Bambini.
Se andrete a Parigi alla scoperta di Disneyland è probabile che porterete a casa non solo indimenticabili ricordi, bellissime foto e il video – dello spettacolo mozzafiato di fuochi e luci che ogni sera illuminano il castello prima della chiusura dei cancelli – ma anche la nostalgia di quella magia all’interno del parco per poi dormire, e svegliarsi, in una fiaba vivente dove siete voi i soli protagonisti.

Dopo quelle giornate, consiglio, appena rientrati nella capitale francese, una visita immediata al museo Grévin per continuare a sognare, anche se in modo completamente diverso. Infatti, si tratta di un viaggio fra la loro storia attraverso i cloni in cera degli artefici come Giovanna d’Arco, il Re Sole Luigi XIV o Napoleone Bonaparte.

La cosa divertente è che, a differenza dei musei di tutto il mondo, dove non è possibile toccare le opere d’arte, i protagonisti del museo Grévin sono sistemati in modo per fare foto insieme alle celebrità internazionali politiche, sportive, ma anche attori e cantanti con il risultato che sembrano in carne e ossa pure loro.

I personaggi vengono via via aggiornati in base agli eventi dell’attualità e la creazione di ognuno richiede il lavoro di almeno una dozzina di artisti dell’Academy Grévin che consumano ogni anno almeno un quintale di cera e si adoperano per realizzare somiglianze strabilianti.

Per esempio su ogni statua di cera, rigorosamente ad altezza anagrafica, ci sono circa cinquecentomila capelli naturali (duecento grammi). Non vi racconto troppe cose e anche le foto le ho selezionate per non rovinarvi le sorprese, ma una raccomandazione devo farla… non siate timidi davanti al microfono!

Bellissime le ambientazioni dove tutto è pensato per rendere ancora più verosimile lo scatto: difficile sostenere che la mia amica Daniela non stesse dueattando, mentre suonava il pianoforte a quattro mani con Elton John, vero?

Decisamente fuori dal comune è anche la storia del museo perché, alla fine del Diciannovesimo secolo, il giornalista Arthur Meyer ebbe la felice intuizione di dare la possibilità ai lettori di vedere come erano fatti i protagonisti dei suoi articoli quando ancora la fotografia era un lusso e quindi poco utilizzata per la stampa.

Arthur Mayer creò un luogo dove il pubblico avrebbe potuto vederli attraverso statue di cera realizzate, appunto, da Alfred Grévin – fumettista, creatore di costumi teatrali e scultore – che fece un lavoro così preciso completato il 5 giugno 1882, giorno dell’inaugurazione del museo. Fu un successo immediato che dura da allora.

Dimenticavo, all’inizio della visita del museo, preparatevi a restare a bocca aperta fin dallo spettacolo “Suoni e Luci” nella Sala degli Specchi.
Didascalie immagini
- il Castello di Disneyland Paris
© 2019 Matilde in esclusiva per questo articolo - Napoleone Bonaparte in cera
courtesy museo Grévin
© 2019 Matilde in esclusiva per questo articolo - Giovanna D’Arco in cera
courtesy museo Grévin
© 2019 Matilde in esclusiva per questo articolo - la Regina Elisabetta II e Donald Trump in cera
courtesy museo Grévin
© 2019 Matilde in esclusiva per questo articolo - eccomi in video catapultata allo stadio
fra Messi e Ronaldo
courtesy museo Grévin
© 2019 Daniela Brunetti in esclusiva per questo articolo - la mia amica Daniela al pianoforte con Elton John
courtesy museo Grévin
© 2019 Matilde in esclusiva per questo articolo - alla scoperta dello spazio
courtesy museo Grévin
© 2019 Daniela Brunetti esclusiva per questo articolo - un momento dello spettacolo “Suoni e Luci”
nella Sala degli Specchi
courtesy museo Grévin
© 2019 Daniela Brunetti in esclusiva per questo articolo
In copertina
particolare della statua in cera di Papa Francesco
courtesy museo Grévin
© 2019 Matilde in esclusiva per questo articolo
un particolare ringraziamento a
Mme Véronique Berecz