Per il festival Inequilibrio, tradizionale appuntamento estivo della provincia livornese e manifestazione principe tra le molte altre promosse dalla Fondazione Armunia, doveva trattarsi di un anno di svolta già stando ai programmi in attuazione dall’anno passato. Nel 2019, in autunno, dopo oltre vent’anni di illustre domiciliazione presso l’ottocentesco Castello Pasquini che veglia sulla piccola frazione marittima di Castiglioncello, la Fondazione si è spostata presso una diversa sede, pure questa merlata e degna di nota: l’ex fattoria arcivescovile della Fortezza di Rosignano Marittimo.

Nelle parole di Angela Fumarola, con Fabio Masi alla direzione artistica del festival, l’ubicazione tradizionale si era fatta “un luogo bello che non bastava più, e ci è voluto lo spostamento obbligato, seguito da una pandemia, a farci rivoluzionare il pensiero, a generare smottamenti in quelle sicurezze che appartenevano più al pubblico che a noi”. Così, era stato previsto per i mesi di giugno e luglio di questa nuova stagione di Armunia lo svolgimento della XXIII edizione di Inequilibrio; da inscenarsi, per la prima volta, nelle stradine del borgo distante solo qualche chilometro da Castiglioncello. Poi tutto è cambiato, per Armunia al pari che per ogni altra attività, culturale e non. Mesi di lockdown, di apprensione e incertezza; mesi di quella tragica prima volta di tutti noi con il fenomeno nuovo della pandemia su scala globale.

È una estate sinistra, questa nostra; fa seguito, del resto, a una primavera che esplodeva fuori dalle finestre, mentre a noi toccava restare prigionieri delle nostre stesse case. È appena cominciato il tempo della ripresa, timida – giocoforza: troppe ancora le incognite intorno e, dentro, i timori. Il futuro e il nostro modo di gestirne la costruzione, alla ricerca costante di un punto di incontro tra possibilità del reale e potenzialità dell’ideale, sono ora più che mai da ripensare; così come è da rivalutare e sostenere quel senso di condivisione riassaporato, quasi paradossalmente, proprio nel momento dell’imposto, reciproco, allontanamento fisico. È stato allora che ci siamo ritrovati e visti, finalmente, più forti laddove uniti. E se è il caso, com’è sentire comune o, se non altro, proclama diffuso, di tenersi stretti quel modo, fresco di prova, di essere gli uni pronti al bene degli altri, certamente Fondazione Armunia era chiamata più di altre istituzioni a resistere alla facile tentazione di arrendersi e posticipare la propria ripresa a tempi diversi e circostanze meno incerte.

Da sempre ambasciatrice del fare cultura per fare comunità (e viceversa), nata nel 1996 come sodalizio tra comuni nel segno della promozione culturale del territorio attraverso il coinvolgimento diretto del suo popolo, non si è lasciata spiazzare dal dissesto emotivo e sociale venuto dietro all’emergenza. Ha invece reagito, con la scelta di rimanere presso l’anfiteatro di Castello Pasquini per l’anteprima del festival, tenutasi a inizio luglio: purché, appunto, si tenesse. Hanno così salutato il Castello, tra gli altri spettacoli, La Svergognata di Antonella Questa e i Dialoghi degli dei di Massimiliano Civica con I Sacchi di Sabbia; la musica di Camilla Lopez e quella di Pino Basile. Ancora Angela Fumarola: “E così, ricominciando da Castello Pasquini, abbiamo rafforzato la comunicazione attraverso una narrazione che accompagnasse gli artisti nelle varie fasi della ricerca, mostrando quanto Armunia fosse sempre più un ecosistema che vive di sintonie, sinergie emotive tra le persone e tra gli artisti”.

In settembre, il festival vero e proprio andrà in scena dall’alba alla notte e ogni angolo del piccolo comune di Rosignano Marittimo sarà teatro di spettacoli e performance. Cinque artisti cari al festival (Marcello Sambati, Roberto Latini, Alessandra Cristiani, Piergiuseppe Di Tanno, Ilaria Drago) sono stati invitati semplicemente a re-stare, a lasciare la propria fantasia innescarsi con l’anima di questi spazi ancora profondamente selvaggi. Avranno luogo, è dato immaginare, performances altrove non resplicabili, installazioni, incontri non prevedibili con paesaggi e con persone che diventeranno personaggi. Ci saranno, tra gli altri, Paola Bianchi (con Energheia), Giselda Ranieri con Tina e Carlo Massari con A peso morto. Rita Frongia con Zia Angelina e Francesca Sarteanesi con Sergio, due monologhi al femminile. Le Baccanti secondo Simone Perinelli, il Pûskin di Gaetano Ventriglia e Silvia Garbuggino.

Nella seconda parte Maurizio Lupinelli presenterà Apollo mi ha colpito, i VicoQuartoMazzini un’altra versione di Mozart e Salieri, e poi i Matita, Elisa Pol, gli Enchiridion. Ancora, per la sezione video: il Pinocchio della compagnia Nerval Teatro; il video di Giuseppe Muscarello girato a Palermo e quello di Sosta Palmizi, Melanges des anges. In chiusura, Alessandro Benvenuti con Panico ma rosa. (Dal diario di un non intubabile).
Appuntamento allora a settembre, con la prima volta di Inequilibrio a Rosignano Marittimo; una fase 2 per noi tutti e che per il Festival di Armunia, in particolare, si preannuncia come “punto di inizio di una nuova storia di quel libro iniziato 23 anni fa, che non parlerà di nostalgia ma di creatività, passioni e intuizioni, convinti come siamo che il lavoro dell’operatore sia imprescindibile da quello dell’artista e del patrimonio che porta in dote a un’intera comunità e non solo al suo pubblico”.

In equilibrio – e non in bilico – sul cambiamento.

Didascalie immagini

  1. La Limonaia di Castello Pasquini a Castiglioncello
  2. Anfiteatro di Castello Pasquini
  3. Carlo Massari, “A corpo morto”
  4. Compagnia Buji, “Matita”
  5. Giselda Ranieri, “Tina”
  6. Locandina dell’edizione 2020

In copertina
immagine guida Inequilibrio XXIII
© Guido Bartoli

Inequilibrio XXIII
Direzione artistica: Angela Fumarola, Fabio Masi
Rosignano Marittimo 
03-06 e 10-13 settembre 2020

Dove e quando

Evento: Rosignano Marittimo (LI)
  • Date : 03 September, 202013 September, 2020
  • Sito web