Manny, Joel e Jonah sono tre fratelli, madre bianca, padre portoricano, che vivono attraversando uniti l’infanzia. Abitano con i genitori, non sempre presenti, in una casa isolata ai margini di una cittadina nella provincia profonda degli Stati Uniti, con la violenza e gli scontri incomprensibili degli adulti che passano misteriosi davanti ai loro occhi senza lasciare tracce apparenti, mentre la sessualità pulsa già sottopelle pur essendo ancora qualcosa di estraneo e distante.
I tre bambini inseparabili nei loro riti, impegnati in scorribande dentro casa e nei boschi, si sentono padroni del mondo, pronti ad affrontare ogni situazione con l’istintualità viscerale tipica di quella stagione della vita, nonostante tutto ancora così tenera e innocente.
Jonah, il più piccolo, ostacolato dalla paura non sa imparare a nuotare, è molto diverso dai fratelli che, non solo si muovono in acqua come nel loro ambiente naturale, ma in ogni esternazione sembrano aderire sempre di più al modello maschile rappresentato dal padre.
Portatore di un’acuta sensibilità congenita, Jonah attraverso il suo diario segreto, scritto e disegnato con tratti furiosi, nascosto sotto il materasso, inizia a entrare in contatto con la sua inesplorata e più intima realtà interiore.

Lo scrittore Justin Torres nel settembre 2011 pubblicando il suo libro d’esordio We the animals [Noi animali] ha utilizzato un racconto di finzione per ripercorrere durezza e difficoltà del suo personale, lento e complicato percorso di crescita individuale; il cineasta montatore Jeremiah Zagar, attivo in ambito documentario, con la trasposizione cinematografica del romanzo fa il suo esordio nel lungometraggio di finzione con un’opera visivamente raffinata e originale.

Illuminato dalla spontanea sincerità dei tre piccoli protagonisti, con Evan Rosado nel ruolo centrale di Jonah semplicemente straordinario, il film ritrae con tocco leggero scene di vita familiare anche nei momenti più cupi della violenza domestica – mai mostrata – e dell’abbandono. Tracciati istintivi e selvaggi di matite colorate su carta, nei disegni intimi di Jonah, diventano animazioni di una catarsi che dà forma all’inesprimibile fragile impotenza e al desiderio di fuga.

Raul Castillo è un padre pieno di contraddizioni, carismatico e violento, incapace di gestire la rabbia, diventato genitore troppo presto, che pur amando la famiglia non è in grado di provvedervi per l’impossibilità a raggiungere una piena maturità. Sheila Vand è una madre ancora innamorata dell’unico uomo abbia mai conosciuto, passata dall’infanzia alla maternità senza poter evolvere come donna, adesso non si può immaginare senza il compagno a fianco.

Girato quasi interamente in 16 mm We the animals è ambientato negli anni ’90 e, in assenza di situazioni precise che definiscano il periodo, utilizza la grana della pellicola per dare alle immagini un sapore passato. L’esperienza nel documentario di Jeremiah Zagar regala verità al film, le sequenze del parto ne sono un esempio, in cui s’innestano meravigliose idee di montaggio come l’immagine di Jonah, che scivolando nel sonno in braccio a suo padre, si abbandona al fiume dell’inconscio.

We the animals è un’opera d’impianto realistico impreziosita da un linguaggio poetico, nata da riferimenti a modelli cinematografici europei come Il tamburo di latta di Volker Schlöndorff; sarà sugli schermi italiani dal prossimo 28 febbraio distribuita da I wonder pictures.
Didascalie immagini
- Locandina
- Tre fratelli inseparabili
- Josiah Gabriel è Joel / Isaiah Kristian è Manny / Jonah intimamente estraneo ai suoi fratelli
- Evan Rosado è Jonah
- Sheila Vand e Raul Castillo sono una coppia di genitori fragili e immaturi
- Il percorso di Jonah verso la ricerca di se stesso
© 2018 Cinereach / Public Record
IN COPERTINA
Brillante esordiente, Evan Rosado è il piccolo Jonah
© 2018 Cinereach / Public Record
SCHEDA FILM
- Titolo originale: We the animals
- Regia: Jeremiah Zagar
- Con: Evan Rosado, Josiah Gabriel, Isaiah Kristian, Sheila Vand, Raul Castillo, Giovanni Pacciarelli, Terry Holland, Moe Isaac, Mickey Anthony, Tom Malley, Michael Pemberton, Amelia Campbell
- Soggetto: Justin Torres dal suo romanzo omonimo
- Sceneggiatura: Dan Kitrosser, Jeremiah Zagar
- Fotografia: Zak Mulligan
- Musica: Nick Zammuto
- Montaggio: Keiko Deguchi, Brian A. Kates
- Scenografia: Katie Hickman
- Costumi: Valentine Freeman
- Animazioni: Mark Samsonovich
- Produzione: Jeremy Yaches, Christina D. King, Andrew Goldman e Paul Mezey per Cinereach e Public Record
- Genere: Drammatico
- Origine: USA, 2018
- Durata: 93′ minuti