Nel 1919 il giovane Antonio Ligabue, figlio di un’immigrata italiana e di padre ignoto, nato a Zurigo il 18 dicembre 1899 e cresciuto nella Svizzera tedesca, venne espulso dalla confederazione elvetica dando seguito alla richiesta della madre affidataria Elise Hanselman, che dopo una lite ne chiedeva l’allontanamento temporaneo, e inviato a Gualtieri in provincia di Reggio Emilia, paese d’origine del patrigno dove all’atto del riconoscimento di paternità era stato iscritto in anagrafe.
Lasciato alla nascita dalla madre naturale e affidato a una coppia di anziani senza figli, segnato da un’infanzia difficile punteggiata di abbandoni in istituto per soggetti difficili e manicomio, Toni è catapultato giovane e indifeso nella più profonda provincia rurale italiana senza conoscerne la lingua, impiegato dal comune come scarriolante tra gli operai al lavoro sulla costruzione degli argini del Po. Vessato dalla crudeltà di paesani meschini e ignoranti che gli procura frequenti stati depressivi, sempre più emarginato e sofferente di misofonia – un disturbo che provoca disagio e reazioni scomposte in relazione a determinati rumori – ‘El Tudesc‘ come lo chiama la gente del posto, si rintana solitario nei boschi a sopravvivere lontano da tutti, esposto alla fame e all’inclemenza delle stagioni.
L’incontro nel 1928 con l’artista Marino Mazzacurati rappresenta la svolta che introduce Ligabue all’ambiente artistico in cui avrà modo di sviluppare le doti congenite di pittore e scultore, consapevole del proprio valore e del potere curativo dell’Arte come mezzo di affermazione e riconoscimento, utile a lenire le ferite profonde della sua anima lacerata.

Volevo nascondermi segna il ritorno al cinema di Giorgio Diritti sette anni dopo il precedente Un giorno devi andare e racconta la parabola umana del pittore Antonio Ligabue, tralasciando quasi la dimensione artistica per privilegiare il ritratto intimo di un uomo sbagliato, fuori posto nella società dell’Italia fascista che voleva nascondere persone e situazioni problematiche, sensibile e vulnerabile, ma capace di sfoderare un’estrema potenza espressiva nella realizzazione delle sue opere.

Fedele al realismo del suo Cinema, che facendo propria la lezione folcloristica di Ermanno Olmi già con L’uomo che verrà adottava il dialetto montanaro dell’appennino tosco emiliano, Giorgio Diritti fa ampio uso di idiomi diversi per restituire la verità lessicale dei contesti contadini. Con l’apporto del trucco prostetico firmato Lorenzo Tamburini, che assicura somiglianza fisiognomica col vero Ligabue, l’interpretazione mimetica di Elio Germano diventa punto cardine dell’intero film.

Premiato con l’Orso d’Argento per la miglior interpretazione maschile al 70° Festival di Berlino dove Volevo nascondermi ha esordito in concorso, Elio Germano si conferma uno degli attori più versatili in attività nel panorama italiano; la prova offerta nei panni di Antonio Ligabue non è semplicemente straordinaria, è commovente nella sua capacità di rendere fragilità e determinazione di un personaggio problematico e persino vendicativo con chi lo aveva così ingiustamente ferito.

Prodotto da Palomar con Rai Cinema e approdato sugli schermi a cura di 01 Distribuzione nonostante la quarantena imposta dal diffondersi del virus Covid-19, Volevo nascondermi di Giorgio Diritti merita attenzione e sarà ancora in programmazione non appena le sale potranno riaprire i battenti.

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Vagabondo nei boschi esposto alle intemperie esule dall’umanità
  3. Giorgio Diritti al lavoro sul set e una foto di scena
    foto © Chico De Luigi
  4. Ligabue: la pittura, le moto e il sentimento per la Cesarina
  5. Elio Germano è Antonio Ligabue

© 2019 Palomar / Rai Cinema

IN COPERTINA
Un sorprendente Elio Germano è Antonio Ligabue
foto Chico De Luigi
© 2019 Palomar / Rai Cinema

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Volevo nascondermi
  • Regia: Giorgio Diritti
  • Con: Elio Germano, Oliver Ewy, Leonardo Carrozzo, Pietro Traldi, Orietta Notari, Andrea Gherpelli, Denis Campitelli, Filippo Marchi, Maurizio Pagliari, Francesca Manfredini, Daniela Rossi, Mario Perrotta, Paolo Dallasta, Gianni Fantoni, Paola Lavini
  • Soggetto: Giorgio Diritti e Fredo Valla
  • Sceneggiatura: Giorgio Diritti e Tania Pedroni con la collaborazione di Fredo Valla
  • Fotografia: Matteo Cocco
  • Musica: Marco Biscarini & Daniele Furlati
  • Montaggio: Paolo Cottignola con Giorgio Diritti
  • Scenografia: Ludovica Ferrario, Alessandra Mura
  • Costumi: Ursula Patzak
  • Produzione: Carlo Degli Esposti e Nicola Serra per Palomar con Rai Cinema con il sostegno della Regione Emilia-Romagna in associazione con Coop Alleanza 3.0, Demetra Formazione Srl e Finregg SpA ai sensi delle norme sul Tax Credit in collaborazione con Arancia Film
  • Genere: Biografico
  • Origine: Italia, 2020
  • Durata: 120′ minuti