Il giovane Jacek Kalisztan vive con una certa insofferenza la pochezza dell’ambiente in cui è nato e cresciuto, un villaggio di campagna nel sud della Polonia; la mentalità malevola e ristretta del paese, ancora così sottomesso al dominio morale del clero, induce il ragazzo a sognare una partenza, che lo porti via lontano dalla fattoria dove abita con la madre, il nonno, una sorella e un fratello maggiori, entrambi sposati e con figli.
Jacek ama giocare col suo cane e attraversare in auto il paese ad alta velocità, ascoltando a tutto volume musica heavy metal con i paesani che gli gridano dietro ‘satanista!‘ appagando il suo gusto per la provocazione, e lavora come operaio alla costruzione del più grande Cristo del mondo, che nelle intenzioni della Curia deve superare in altezza anche quello più noto a Rio De Janeiro.
Un grave incidente arriva però a sconvolgergli la vita, proprio poco dopo aver chiesto alla fidanzata Dogmara di sposarlo incassando il suo sì, e all’improvviso cambiano in modo radicale prospettive e orizzonti non solo per lui, ma anche per tutte le persone che gli ruotano intorno. Un’altra vita gli si apre davanti e nulla sarà mai più come prima.

Costruito intorno all’erezione del vero Cristo di Świebodzin, completata nel novembre 2010, Un’altra vita – Mug di Małgorzata Szumowska è un dramma grottesco che con caustica ironia strappa risate in diversi momenti. Nel tratteggiare un ritratto antropologico impietoso della provincia contadina polacca, il film mette a nudo l’ipocrisia di un ambiente affetto da ignoranza e superstizione, sospeso tra possesso – la surreale sequenza iniziale è una potente metafora del consumismo – e devozione.

Affilati gli stralci di dialogo dal confessionale che smascherano una certa morbosità, ma anche una sudditanza delle coscienze subalterne al parroco che, pur nel ridicolo delle sue domande pruriginose, è ancora autorità riconosciuta nella piccola comunità rurale. La sceneggiatura è firmata a quattro mani dalla regista insieme al suo direttore della fotografia Michał Englert, che già insieme avevano affrontato l’ipocrisia della Chiesa con W Imię… [Nel nome di…] inedito in Italia.

Małgorzata Szumowska costruisce i suoi film partendo da ciò che la disturba, non solo nei contenuti con il continuo mettere in luce l’ipocrisia di un ambiente religioso arido verso il prossimo, ma anche nell’estetica del linguaggio che in Un’altra vita – Mug si traduce nell’utilizzo di focali, ispirate alle vecchie macchine fotografiche a soffietto, con una zona limitata e circoscritta di messa a fuoco, quasi a voler dare forma visiva ai limiti morali del contesto sociale messo in scena.

Sequenze magistrali, come la soggettiva del protagonista che in uno straordinario piano sequenza assiste all’arrivo dei soccorsi sul luogo dell’incidente, supportano l’ottima prova d’attore di Mateusz Kościukiewicz cui è affidato il ruolo di Jacek, chiamato a dare continuità alla sua ribelle esuberanza prima e dopo il grave intervento che deve subire. La sua figura e quella della sorella, la sola che lo incoraggia restando davvero al suo fianco, sono ispirate al vero caso di Grzegorz Galasiński.

Pur contraddistinto da un approccio narrativo molto realistico Un’altra vita – Mug di Małgorzata Szumowska è una fiaba allegorica sulla difficoltà di andare oltre le apparenze esteriori, al 68° Festival di Berlino ha conquistato il Gran Premio della Giuria e sarà nelle sale italiane dal prossimo 24 aprile distribuito da Bim in collaborazione con Movie Inspired.
Didascalie immagini
- Locandina italiana
- La vita di Jacek prima dell’incidente
- La società polacca tra consumismo e religiosità
- La pruriginosa curiosità del parroco, la tradizione aperta allo straniero e l’aridità di una madre
- La messa a fuoco parziale nelle immagini / Robert Talarczyk è il cognato di Jacek
- Mateusz Kościukiewicz è Jacek / Un’altra vita / Agnieszka Podsiadlik è sua sorella
© 2018 Nowhere SP. Z.O.O. / Filmoteka Narodowa-Institut Audiowizualny TVN S.A. / Krakowskie Biuro Festiwalowe / Kino Świat SP. Z.O.O. / Piramida Film / Di Factory SP. Z.O.O. SP. K. / Platige Films SP. Z.O.O. / Dreamsound SP. Z.O.O.
IN COPERTINA
Jacek e Dogmara cavalcano insieme la vita
© 2018 Nowhere SP. Z.O.O. / Filmoteka Narodowa-Institut Audiowizualny TVN S.A. / Krakowskie Biuro Festiwalowe / Kino Świat SP. Z.O.O. / Piramida Film / Di Factory SP. Z.O.O. SP. K. / Platige Films SP. Z.O.O. / Dreamsound SP. Z.O.O.
SCHEDA FILM
- Titolo originale: Twarz
- Regia: Małgorzata Szumowska
- Con: Mateusz Kościukiewicz, Agnieszka Podsiadlik, Małgorzata Gorol, Anna Tomaszewska, Dariusz Chojnacki, Robert Talarczyk, Roman Gancarczyk, Iwona Bielska, Martyna Krzysztofik, Krzysztof Czeczot, Krzysztof Ibisz, Tadeusz Bragiel, Pawel Browczuk, Katarzyna Chlebny, Juliusz Chrzastowski, Wojciech Citak, Krzysztof Ciureja, Dobromir Dymecki, Malgorzata Firlej, Agnieszka Gawlik, Kazimierz Goryca, Grzegorz Holda, Teresa Huczwa, Zofia Izdebska, Marek Kalita, Ryszard Kluge, Stanislaw Knap, Ewa Kolasinska, Lukasz Korta, Agnieszka Kwasniewska, Natalia Kwasniewska, Jolanta Kwiatkowska, Sebastian Lach, Wilhelmina Lipinska, Pawel Martynowicz, Piotr Mazur, Tadeusz Mikiewicz, Artur Mirga, Patryk Mirga, Pawel Mól, Dawid Nickel, Jan Nosal, Marcin Ondrycz, Waldemar Ondrycz, Jerzy Paruch, Magdalena Pawlowska, Aleksander Pelczar, Elwira Pelczar, Katarzyna Pelczar, Kinga Pelczar, Maciej Pelczar, Renata Pelczar, Zofia Pelczarska, Agata Pucykowicz, Krzysztof Rojewski, Anna Rokita, Jacek Romanowski, Krzysztof Romanowski, Pawel Sanakiewicz, Magdalena Siminska, Karolina Sitkowska, Sylwia Smeda, Irena Smolik, Zbigniew Sowa, Kamil Szczerba, Klaudiusz Szczerba, Krystian Szczerba, Miroslaw Szczerba, Tobiasz Szczerba, Zdzislaw Szczerba, Adam Szczyszczaj, Rafal Szopa, Maciej Szymanski, Emilia Talar, Kazimierz Talar, Piotr Urbaniak, Katarzyna Warzecha, Mariusz Witowski, Joanna Wojtarowicz, Pawel Wojtarowicz, Dawid Wyrostek, Wieslaw Zajac
- Sceneggiatura: Małgorzata Szumowska, Michał Englert
- Fotografia: Michał Englert
- Musica: Adam Walicki
- Montaggio: Jacek Drosio
- Scenografia: Marek Zawierucha
- Costumi: Katarzyna Lewińska, Julia Jarża-Brataniec
- Produzione: Jacek Drosio, Małgorzata Szumowska e Michał Englert per Nowhere in coproduzione con Tvn, National Film Archive – Audiovisual Institute, Krakow Festival Office, Kino Świat, Pyramid Film, Di Factory, Platige Films, Dreamsound e Leśnodorski Ślusarek & Partners con il contributo del Polish Film Institute
- Genere: Grottesco
- Origine: Polonia, 2018
- Durata: 92′ minuti