La notte del 10 luglio 1973 a Roma venne rapito il diciassettenne Paul Getty III, nipote del petroliere miliardario Jean Paul Getty all’epoca l’uomo più ricco del pianeta; una vicenda drammatica che si trascinò per mesi occupando a lungo le prime pagine dei giornali. L’intransigenza del vecchio nonno, che si dichiarò pubblicamente determinato a non pagare un centesimo per la vita dell’ostaggio, creò sconcerto e sorpresa, anticipando un’inflessibilità che ebbe seguito anche in analoghi casi successivi.
Il nuovo film di Ridley Scott, scritto da David Scarpa e ispiranto al libro Painfully rich: the outrageous fortune and misfortunes of the heirst of J. Paul Getty di John Pearson, rievoca con alcune licenze quei fatti muovendosi su due piani temporali alternati, a mostrare la prigionia e la vita prima del sequestro con accenni alle origini della fortuna dei Getty, e diventa una riflessione sul potere che la ricchezza esercita nella vita delle persone a ogni livello sociale, in cui come recita il titolo Tutti i soldi del mondo il denaro è il vero protagonista.
Questa la chiave di lettura che ha coinvolto nel progetto il cineasta autore di Blade Runner, che altrimenti non era interessato a raccontare la storia di questo rapimento che, per la brutalità di pratiche inaugurate in quella situazione dalla criminalità organizzata, ha fatto epoca.

Thriller che tiene desta l’attenzione creando suspense nonostante l’epilogo sia noto, Tutti i soldi del mondo fa un’efficace ricostruzione di quel preciso momento storico, mettendo a confronto l’estrema povertà degli ambienti calabresi in cui la ‘ndrangheta teneva il prigioniero con il lusso in cui viveva il nonno miliardario. La naturalezza con cui il patriarca J. Paul Getty spendeva milioni per accaparrarsi opere d’arte e antichi manufatti, in realtà vissuti come investimenti, stride con il rifiuto di cedere al ricatto dei rapitori evidenziando il rapporto complesso, ma soprattutto ossessivo, che il vecchio magnate aveva con il denaro.

Al centro dell’azione Michelle Williams è Gail, la madre del ragazzo rapito, che si trova stretta tra la pressione dei malviventi che minacciano la vita di suo figlio e l’intransigenza del suocero avaro, con i continui tentativi messi in atto da tutte le parti di estrometterla da ogni azione in quanto donna.
Mark Wahlberg mette da parte i soliti ruoli d’azione convenzionali per indossare i panni di Fletcher Chace, l’ex agente della CIA che il vecchio Paul Getty ingaggiò per ritrovare il nipote, un uomo abituato alle contrattazioni che una volta in Italia ebbe contatti anche con le Brigate Rosse per scoprire chi aveva in mano l’ostaggio, dato che le lettere anonime con richiesta di riscatto furono centinaia.

Tutti i soldi del mondo sarà ricordato anche per la sostituzione a film ultimato di Kevin Spacey – che interpretava il ruolo del miliardario Jean Paul Getty – travolto dalle accuse di molestie da parte di almeno cinque uomini, alcuni minorenni all’epoca dei fatti. Temendo boicottaggi ai danni del film, a sole sei settimane dall’uscita sugli schermi regista e produzione hanno ingaggiato il veterano Christopher Plummer – straordinario nell’unica versione adesso disponibile – e l’infaticabile ottantenne Ridley Scott ha richiamato sul set attori e tecnici per girare di nuovo senza trucchi digitali le sequenze col vecchio, eccetto una sola scena recitata davanti a uno schermo verde e poi completata con effetti speciali. Posticipando la distribuzione del film solo di pochi giorni.

Una decisione puramente economica spacciata per morale; affermare come fa il comunicato stampa ufficiale che ‘sarebbe ingiusto penalizzare tutti quelli coinvolti nella produzione per le colpe di uno solo‘ presuppone che tecnici e attori possano ricevere un danno dal conservare l’interpretazione di Kevin Spacey, mentre un boicottaggio danneggerebbe solo gli incassi. Ben venga anche l’ipocrisia di Hollywood – dove nessuno sapeva niente – se dopo il caso Weinstein il nuovo corso non garantisce più impunità ai crimini sessuali, ma mischiare arte e condotta personale dell’artista è inaccettabile; se stabilissimo corretto a posteriori consegnare all’oblio l’opera di tutti quelli accusati di molestie, i dipinti di Leonardo andrebbero bruciati e i brani con la voce di Freddy Mercury distrutti.

Comunque al di là della scelta deprecabile di privare il pubblico dell’ultima (?) prova attoriale di Kevin Spacey, Tutti i soldi del mondo è un buon film, tra i migliori firmati negli ultimi anni da Ridley Scott.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Ridley Scott al lavoro sul set
  3. Charlie Plummer e Romain Duris sono il giovane Paul Getty e uno dei suoi sequestratori
  4. Michelle Williams e Mark Wahlberg sono Gail Harris Getty e Fletcher Chace
  5. Due grandi attori per lo stesso ruolo: Kevin Spacey [in una delle rare immagini sopravvissute alla cancellazione] e Christopher Plummer
  6. Altre immagini del film

© 2017 Imperative Entertainment / Scott Free / RedRum Films

IN COPERTINA
La madre di Paul Getty III assediata dai giornalisti italiani
© 2017 Imperative Entertainment / Scott Free / RedRum Films

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: All the money in the world
  • Regia: Ridley Scott
  • Con: Michelle Williams, Christopher Plummer, Mark Wahlberg, Romain Duris, Timothy Hutton, Charlie Plummer, Charlie Shotwell, Andrew Buchan, Marco Leonardi, Giuseppe Bonifati, Nicolas Vaporidis, Andrea Piedimonte Bodini, Guglielmo Favilla, Nicola Di Chio, Adele Tirante, Alessandra Roca, Francesca Inaudi, Stacy Martin, Maya Kelly, Kit Cranston, Ginevra Migliore, Francesco Bomenuto, Clive Wood, David Brooks, Cherise Silvestri, Roy McCrerey, Anna Devlin, Stanley Treshansky, Josie Sayers, Paola Scotto di Tella, Daniel Gosling, Kim Fenton, Oliver Ryan, Ghassan Massoud, Bakar Qabbani, Adam Astill, Olivia Grant, Charlotte Beckett, Francesca Esposito, Alessio Montagnani, Antonio Lanni, Giuseppe Gandini, Paolo Bernardini, Alessandro Grespan, Lorenzo Pedrotti, Rachele Studer, Giulio Base, Ciro Fortunato, Olivia Magnani, Giampiero Judica, Rainer Sellien, Giannina Scott, Ilir Jacellari, Enzo Attanasio, Monica Nappo, Marco de Leo, Maurizio Lombardi, Fabio Farronato, Valeria Vaiano, Mario Opinato, Valentina Violo, Matteo Carlomagno, Alex Marchi, Dean Kilbey, Dominic Cazenove, Damiano Schiozzi, Gino Nardella, Chantal Ughi, Riccardo de Torrebruna, Lorenzo Patané, Jonathan Aris
  • Soggetto: John Pearson
  • Sceneggiatura: David Scarpa
  • Fotografia: Dariusz Wolski
  • Musica: Daniel Pemberton
  • Montaggio: Claire Simpson
  • Scenografia: Arthur Max
  • Costumi: Janty Yates
  • Produzione: Chris Clark, Quentin Curtis, Dan Friedkin, Mark Huffam, Ridley Scott, Bradley Thomas e Kevin J. Walsh per Imperative Entertainment, RedRum Films, Scott Free Productions e Sony - TriStar Pictures
  • Genere: Drammatico
  • Origine: USA / Regno Unito, 2017
  • Durata: 133' minuti