Presentato in concorso nella selezione ufficiale del Festival di Cannes 2024, il rumeno Tre chilometri alla fine del mondo di Emanuel Pârvu è un ritratto antropologico di un mondo arcaico che resiste e si muove, con i suoi pregiudizi e i suoi meccanismi nascosti, cercando di eludere leggi e regole dello stato di diritto moderno; il film racconta una storia esemplare per denunciare povertà e arretratezza culturali di un universo, come recita il titolo, rimasto indietro, in fondo alla fine del mondo, in territori in cui ignoranza e superstizione hanno ancora dominio sul tessuto sociale.
Il diciassettenne Adrian Drăgoi, studente nella città di Tulcea, ogni estate fa ritorno al villaggio d’origine sul delta del Danubio per trascorrere le vacanze estive dai genitori Florin e Maria, un centro piccolissimo dagli orizzonti ristretti in cui esistono soltanto il duro lavoro, della terra o della pesca, e la devota sottomissione all’autorità religiosa. Una sera il ragazzo, tornando verso casa a tarda ora, è vittima di un violento pestaggio da parte di sconosciuti che nel buio non ha potuto identificare. Quando si rivela il motivo dell’aggressione – l’ipotesi di inclinazioni sospette in un gesto banale, che pare rivelare attrazione per un altro ragazzo – si scatenano movimenti sommersi che coinvolgono ogni parte del microcosmo rurale: le autorità di polizia costrette a indagare dalla denuncia che è stata sporta; l’uomo più ricco del villaggio in virtù dei suoi soldi è figura di riferimento, ma coinvolto da vicino con gli autori della violenza; il prete prodigo nel somministrare la cura contro ogni impurità e i genitori stessi della giovane vittima, intimoriti dal giudizio degli altri se la questione dovesse essere resa pubblica all’intera comunità. Un’affermazione del padre, vero protagonista della vicenda, ben sintetizza i codici arcaici ancora in uso in quei luoghi: “Io l’ho creato e io posso ucciderlo, ma nessun’altro deve toccarlo!”

Con una messa in scena scarna ed essenziale, che sceglie deliberatamente di lasciare fuori campo la presunta tenerezza come la violenza che scatena, prediligendo piani sequenza fissi con macchina da presa immobile di fronte all’azione e ai personaggi che sembrano passarvi davanti quasi accidentalmente, Emanuel Pârvu – autore della sceneggiatura con Miruna Berescu – tesse una trama ricca di tensione e tiene con il fiato sospeso per la sorte di Adrian e della sua vita, sprofondato in una prigione fisica e morale.

Al terzo lungometraggio da regista, l’attore Emanuel Pârvu ha scelto di girare in un paradiso naturale come il delta del Danubio per creare un contrasto evidente, tra la bellezza dell’ambiente circostante e la crudeltà delle azioni umane, indotte da pressioni sociali spietate. Un gruppo di ottimi attori mette in scena il conflitto che non riduce semplicemente i personaggi alla banale dicotomia tra buoni e cattivi, ma dipinge ruoli più sfaccettati, come quello della madre che ha tutti gli strumenti per comprendere o l’amica Ilinca, unica capace di sentimenti disinteressati.

Con l’indagine portata avanti dall’assistente per l’infanzia Simona Petrescu, personaggio che incarna legalità e diritti della persona, Tre chilometri alla fine del mondo di Emanuel Pârvu si apre alla speranza di orizzonti più felici in cui è auspicabile che la libertà personale sarà infine difesa e tutelata; il film sarà sugli schermi italiani il prossimo 13 maggio distribuito da Academy 2.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Adrian, i suoi genitori e le forze dell’ordine costrette alle indagini
  3. La pressante influenza del clero, tra timore dell’opinione collettiva e superstizione
  4. La speranza di un’emancipazione sociale attraverso il lavoro dell’assistente per l’infanzia
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    © 2024 Asociația Famart / Famart Films Production

IN COPERTINA

Ciprian Chiujdea è il giovane Adrian Drăgoi
© 2024 Asociația Famart / Famart Films Production

courtesy Ufficio stampa Academy 2 Distribuzione

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Trei kilometri pâna la capatul lumii
  • Regia: Emanuel Pârvu
  • Con: Bogdan Dumitrache, Ciprian Chiujdea, Laura Vasiliu, Valeriu Andriuță, Ingrid Micu-Berescu, Adrian Titieni, Richard Bovnoczki, Vlad Brumaru, Alina Berzunțeanu, Radu Gabriel, Costel Zamfir, Vlad Crudu, Daniela Vitcu, Miruna Soare, Bogdan Tulbure, Vlad Ionuț Popescu, Crina Semciuc
  • Sceneggiatura: Emanuel Pârvu & Miruna Berescu
  • Fotografia: Silviu Stavilă
  • Montaggio: Mircea Olteanu
  • Scenografia: Bogdan Ionescu
  • Costumi: Bogdan Ionescu
  • Produzione: Miruna Berescu in associazione con Theo Nissim per Asociația Famart e Famart Production con la partecipazione di Publicis Groupe Media Bucharest e MMS Communications Romania e con il sostegno del Centrului Național al Cinematografiei
  • Genere: Drammatico
  • Origine: Romania, 2024
  • Durata: 103′ minuti